Profughi in Valcamonica, il Pd “interroga” Molgora

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    Il Pd ha presentato un’interrogazione in Broletto per chiedere conto a Daniele Molgora della distribuzione dei profughi dalla Libia sul territorio bresciano, in particolare in Valcamonica, e del risultato delle richieste avanzate a giugno dal presidente della Provincia lo scorso giugno, proponendo anche di “attivare un Tavolo con l’Associazione Comuni Bresciani e le ASL, come fatto dalle realtà in Valle Camonica, per passare dagli spot elettorali ad un’azione amministrativa vera”.

    ECCO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

    Visto che sono passati due mesi dalla fine di giugno, allorquando il Presidente Molgora interveniva sulla stampa provinciale, dopo l’arrivo in provincia di Brescia dei primi 245 migranti (ed ulteriori 195 erano previsti), denunciando una situazione improponibile e scrivendo una lettera alla “Cabina di regia” incaricata di gestire la ripartizione dei migranti sul territorio regionale, vale a dire il prefetto di Milano Francesco Russo e l’assessore regionale alla Protezione Civile Romano La Russa (oltre che, per conoscenza, al ministro dell’Interno Roberto Maroni);

    Visto che nella missiva si contestava fermamente la mancata considerazione, tra i criteri seguiti nella ripartizione dei migranti, del dato relativo alla percentuale di presenze sul territorio. Infatti la percentuale di stranieri presenti sul territorio della Provincia di Brescia era di oltre il 16%, che portava questa provincia al terzo posto nazionale per numero di presenze e addirittura al primo posto per rapporto tra popolazione straniera e popolazione bresciana”;

    Visto, ancora, che il Presidente Molgora contestava poi l’aver concentrato la maggior parte dei migranti in Val Camonica – ben l’85% dei profughi arrivati nel Bresciano – “con conseguenti problematiche relative all’ordine e sicurezza pubblica” e con “potenziali criticità dovute alla difficoltà di fornire adeguata assistenza medica ai migranti”;

    Visto che nella medesima missiva, se non fossero state accolte le lamentele, si palesavano possibili misure restrittive della circolazione e di controllo sulle strade provinciali interessate, se non addirittura il blocco totale;

    Considerato poi che altri autorevoli esponenti nazionali, regionali e cittadini della Lega, nell’ordine di intervento Fabio Rolfi, Monica Rizzi, Davide Caparini e Renzo Bossi, (ques’ultimo addirittura facendo approvare al Consiglio regionale una mozione a maggioranza sul tema) si sono espressi a favore della rimodulazione del criterio di assegnazione dei profughi in provincia, soprattutto per il fatto che l’85 % di questi è stato indirizzato in Valle Camonica, sopratutto in località turistiche dei Comuni di Pisogne, Corteno Golgi e Artogne, dove è difficile addirittura assicurare le basilari condizioni sanitarie;

    Visto poi che, alle esternazioni giornalistiche degli esponenti leghisti, non sono seguite che velleitarie manifestazioni e fiaccolate , come ad Artogne, per protestare contro l’invio dei profughi da parte del Ministero dell’interno presieduto dal leghista Roberto Maroni, senza che nessuna istanza avesse trovato invece accoglimento;

    Considerato ancora che la proposta di nuova ripartizione avanzata dal Presidente Molgora ai componenti della Cabina di Regia nei primi giorni di luglio, nella quale chiedeva che ogni mille profughi destinati alla Lombardia, la provincia di Brescia ne potesse ospitare “solo” 89 e non 126 come invece è previsto dall’attuale ripartizione, applicando un criterio che tiene conto sia della popolazione provinciale, sia della percentuale di presenze straniere sul territorio rispetto alla popolazione residente, con in sostanza una riduzione del 30 percento in meno di migranti nel Bresciano, non ha trovato accoglimento alcuno;

    Visto ancora che al 22 agosto risultavano presenti in provincia di Brescia un totale di 318 profughi, a partire dal sito di Montecampione 1800 dove sono stati inviati altri 17 ragazzi, per un totale di 116 persone, così suddivisi: alla Caritas di Darfo B.T. 31 profughi, alla Cooperativa K-pax 5 persone a Malegno, a Casa Giona a Breno 5 persone, oltre alla val Palot di Pisogne e a Corteno Golgi per un totale in Valle Camonica di 232 profughi (il 73 % del totale provinciale) . La altre presenze a Brescia sono così ripartite :35 profughi presso l’NH Hotel; 10 profughi presso l’albergo Antica Fonte; 10 profughi presso Casa Marcolini, Caritas Brescia; 18 Casa dell’Ospite delle “Ancelle della Carità”, a Carpenedolo n. 3 profughi ed a Castegnato n. 10;

    Visto infine che il Distretto sanitario dell’ASL di Valle Camonica si è fatto protagonista di un progetto operativo di «accoglienza diffusa» in alternativa all’attuale forma di ospitalità temporanea nelle strutture private e alberghiere; e in questo tentativo è affiancato da alcuni Comuni (se ne conoscerà il numero esatto il 31 agosto), e soprattutto è supportato dal punto di vista tecnico e operativo dallo «Spar» di Breno, dal Terzo settore e da alcune realtà del volontariato sociale, ma nel contempo il Presidente della Comunità Montana e la Conferenza dei Sindaci hanno richiesto alla cabina di regia un incontro urgente per una nuova distribuzione più equa,

    I sottoscritti Consiglieri provinciali CHIEDONO

      Se, oltre alla esternazioni giornalistiche, la Presidenza ha trovato accoglimento ad almeno alcune delle richieste avanzate;

    • ancora, quali rapporti siano intercorsi con la Prefettura e quale ruolo ha svolto quest’ultima, rispetto alle istanze avanzate dalla Presidenza;

    • Se non ritiene infine che, vista l’importanza della Provincia di Brescia, sia da attivare un Tavolo con l’Associazione Comuni Bresciani e le ASL, come fatto dalle realtà in Valle Camonica, per passare dagli spot elettorali ad un’azione amministrativa vera.

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    1. A parte che non si capisce niente….tutta sta pappardella per dire che la lega non fa il suo dovere,e va bene;ma perchè i signori del pd si occupano praticamente solo degli immigrati?Operai e disoccupati italiani non sono meritevoli di attenzione?

    2. A me sembra il contrario…
      La Lega si occupa solo (e male) di stranieri immigrati e non parla più di italiani, o padani.

    3. Comunque sia la lega fa vomitare! Andate a vedere le ultime proposte di Calderoli che, per difendere la patrimoniale è disponibile ad accettare di togliere la reversibilità delle pensione per le vedove e gli orfani egli assegni ad personam per l’assistenza. Che schifo!

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