Collaboratori sanitari, quasi 3mila candidati per 32 posti

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    Mercoledì 31 agosto la Fiera di Brescia ospiterà per la prima volta il concorso per Collaboratore Professionale Sanitario: il numero di posti previsto dal bando è pari a 32 mentre i candidati ammessi al test sono 2.645. I candidati, provenienti da tutta Italia, sono convocati per le ore 9,30 per sostenere la prova scritta, che come riportato dal bando di concorso sarà un tema ovvero soluzione di quesiti a risposta sintetica, la cui tipologia e durata viene decisa dalla Commissione esaminatrice appositamente nominata.

    Per raggiungere la Fiera di Brescia, oltre al bus della linea 7 direzione Roncadelle, è stato istituito in collaborazione con Brescia Trasporti un servizio navetta, con corse dalla Stazione di Brescia al Polo Fieristico.  

    La Fiera di Brescia ospiterà anche, per il terzo anno consecutivo, le Prove di ammissione ai Corsi di Laurea a ciclo continuo organizzate dall’Università degli Studi di Brescia in programma il 5 e l’8 settembre.

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    1. Mi spiace per gli illusi.
      Nel 2009 ci sono stati 2500 decreti di riconoscimento di infermieri (1.500 nei primi otto mesi 2011) di provenienza estera/comunitaria.
      Il riconoscimento segue il permesso di soggiorno (senza esami di nessuna specie).
      I miei migliori auguri agli assistiti (perchè non vengano scambiati i medicinali, per esempio).
      FONTE IL SOLE 24ORE del 28-08-2011 pag.24

    2. Saremmo messi male perchè partecipiamo a concorsi pubblici? A me sembra giusto e positivo partecipare (come è sempre stato:::::al primo concorso ho partecipato 30 anni fa ed eravamo una marea ….. non è andato bene….pazienza….bisogna sempre provare)

    3. il lavoro di infermiere farà schifo a lei! è un lavoro indispensabile e io rispetto moltissimo chi fa questa professione, che richiede non solo preparazione, ma anche una grande umanità!

    4. Salve, mi sto laureando in Infermieristica.
      Ho letto tutti i post, e quando vedo che c’è qualcuno che sostiene che il lavoro dell’infermieri non è un lavoro duro, l’ho trovato assolutamente RIDICOLO.
      In ogni lavoro puoi metterci il cuore ovviamente.
      Per gli infermieri è duro quando ce lo metti, perché sei enormemente coinvolto dalla sofferenza, ed è duro quando non ce lo metti, perché esci fuori un maledetto frustrato.
      Prova ad andare in reparto di oncoematologia dove tornano i ricaduti dopo trapianto di midollo, che conosci, che ti sei fatti amici, che c’hanno 20 anni o la tua età e poi dimmi se è facile vederli vomitare l’anima, piangere tutta la notta, desquamarsi come rettili e patire le pene dell’inferno fino alla morte.
      Poi dimmi se è stato facile e prova a pensare cosa vuol dire fare questo come lavoro. Per informazione il turno a careggi di notte è di 11 ore. Ed eccome si fanno notti in serie: siamo in carenza di personale e l’azienda preferisce pagarti lo straordinario pur di assumere altra gente. Ragazzi, non so dove lavorate, ma qui vanno così le cose, ci si fa un gran mazzo e nessuno ti offre un supporto psicologico.
      Per quanto riguarda le conoscenze dell’infermiere, non è un medico e non deve esserlo. Se è carente non è certo colpa dello studente ma del corso di laurea che è organizzato da fare schifo.

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