Il corniciaio diseredato

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    Nel quartiere c’è un personaggio, sicuramente tra i più misteriosi, il cui laboratorio non ha mai la saracinesca abbassata. In qualsiasi giorno, feriale o festivo, sera, notte tarda o perfino alba, passando di fronte al negozio, dietro una selva di quadri e quadretti appesi si intravede un bancone. E’ lì che Nunzio lavora a organizzare cornici, tagliare vetri su misura e sistemare quadri e disegni che i clienti gli portano.

    "Ciao Nunzio, ma tu dormi ogni tanto o almeno mangi? Ma quando mangi? Ti vedo sempre qui, dietro il tuo banco magico sul quale arrivano le immagini e tu le trasformi in un bel quadro."

    "Quando mangio? Mangio quando ho fame.Quando dormo? Dormo quando m’addormento."
    Sorride e sembra voglia incorniciare anche il suo sorriso in quelle sue labbra sottili.
    "E’ un lavoro che mi piace. Quando ho trovato da ragazzo questo posto mi son detto Spero di rimanerci tutta la vita. Mio padre da quando ho il negozio non mi ha più parlato."
    "Perché?"
    "Odia senza scampo le cornici. E’ per via di mio nonno che faceva il corniciaio e si era innamorato di una ragazza di famiglia".
    Un pittore famoso del tempo le aveva fatto un ritratto così bello che pareva viva. Quel filibustiere di mio nonno quando gli hanno dato la tela da incorniciare si dice che abbia dato fuoco al negozio per conservare di nascosto il ritratto della ragazza di cui si era innamorato. Poi ha passato tutta la vita a pagare il debito perché quel quadro aveva un grande valore e tutti pensavano fosse andato distrutto nell’incendio.”
    "Chi era il pittore?"
    "Giorgio De Chirico.Poi mio padre quando è morto nonno si è liberato del negozio e ha venduto anche il ritratto della ragazza. Coi soldi del quadro è campato tutta la vita come un signore, senza mai lavorare e quando ho compiuto i sedici anni mi ha detto: Non t’azzardà a fare il corniciaio perchè io te diseredo."
    "E tu?"
    "E io me son fatto diseredà. Perchè me ne sono andato di casa e ho messo su un laboratorio nella cantina de n’amico."
    "Ma tu l’hai visto mai il quadro della ragazza?"
    "L’ho visto sì. Era davvero viva. Ti veniva voglia di toccarla. Guarda quel quadro là?"
    Indica in una cornice dorata una tela completamente bianca.
    "Tu non la vedi la ragazza, ma io sì. Ogni tanto mentre lavoro le getto un’occhiata e lei mi fa compagnia. Da mio nonno ho ereditato solo la passione per le cornici e per il ricordo della donna che gli ha rovinato la vita."
    "Non ti sei mai innamorato di una donna vera?"
    "Che c’entra, me so pure sposato, ma la passione è un’altra cosa."

    * Testo tratto da www.silvanoagosti.com su gentile concessione dell’autore

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