Il mondo politico bresciano e italiano perde uno dei suoi protagonisti. E’ morto Mino Martinazzoli

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    A novembre avrebbe compiuto 80 anni, ma l’età e i diversi malanni che l’avevano colpito negli ultimi anni non gli hanno permesso di festeggiare l’appuntamento. Lasciando un grande vuoto nella comunità politica bresciana e nazionale. Mino Martinazzoli è morto nelle scorse ore, dopo che da giorni si trovava nella sua abitazione in condizioni fisiche sempre più difficili.

    Fermo Mino Martinazzoli (qui la biografia completa) era nato ad Orzinuovi il 30 novembre del 1931. Avvocato, fu uno dei principali esponenti della corrente della sinistra politica della Democrazia Cristiana (La Base), di cui è stato l’ultimo segretario nazionale guidando la trasformazione del partito nel Ppi (1994). Ministro della Difesa, della Giustizia e delle Riforme istituzionali, Martinazzoli fu anche sindaco di Brescia e nel 2000 guidò la coalizione di centrosinistra nella corsa per il Pirellone (poi vinta da Roberto Formigoni).  

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    UN COMMENTO

    1. non stavo dalla sua parte. gli ho sempre imputato la colpa non redimibile di avere suicidato la DC, ma è stato davvero un grande.
      ti sia lieve la terra

    2. non stavo dalla sua parte. gli ho sempre imputato la colpa non redimibile di avere suicidato la DC, ma è stato davvero un grande.
      ti sia lieve la terra

    3. Era un signore, un uomo di intelligenza rara, di grandi arguzia e spirito. E la sua grande sensibilità politica era animata dalla passione, dal senso di fare quel che faceva perchè lo riteneva giusto e necessario, non utile a sè.

    4. MANCHERA’ MOLTISSIMO A CHI GLI HA VOLUTO BENE,MANCHERA’ MOLTISSIMO IL SUO HUMOR,MANCHERA’ MOLTISSIMO LA SUA INNATA CLASSE COSI’ ASSENTE NEI POLITICI ATTUALI,SPERO LA SUA TESTIMONIANZA RESTI E RISVEGLI COLORO I QUALI POSSONO INFLUENZARE L’OPINIONE E L’EDUCAZIONE

    5. E’ stato un ‘Grande’, nel Cielo di Austerlitz ha scritto ciò che ha vissuto:"…far maturare dentro il disincanto la freschezza di nuovi e generosi fermenti, senza pretendere le luci del successo e senza temere l’ombra della solitudine, questo è oggi il dovere di chi ancora crede nella politica come avventura civile. Se vale il soccorso della poesia, conviene ricordare Eliot:’per noi non c’è che Tentare-Il resto non ci riguarda’"…

    6. E\’ stato un \’Grande\’, nel Cielo di Austerlitz ha scritto ciò che ha vissuto:"…far maturare dentro il disincanto la freschezza di nuovi e generosi fermenti, senza pretendere le luci del successo e senza temere l\’ombra della solitudine, questo è oggi il dovere di chi ancora crede nella politica come avventura civile. Se vale il soccorso della poesia, conviene ricordare Eliot:\’per noi non c\’è che Tentare-Il resto non ci riguarda\’"…

    7. E\\\’ stato un \\\’Grande\\\’, nel Cielo di Austerlitz ha scritto ciò che ha vissuto:"…far maturare dentro il disincanto la freschezza di nuovi e generosi fermenti, senza pretendere le luci del successo e senza temere l\\\’ombra della solitudine, questo è oggi il dovere di chi ancora crede nella politica come avventura civile. Se vale il soccorso della poesia, conviene ricordare Eliot:\\\’per noi non c\\\’è che Tentare-Il resto non ci riguarda\\\’"…

    8. ci trovavamo in cordata x raggiungere obiettivi comuni al pubblico interesse.
      Più filosofo e letterato che cultore degli stratagemmi dei politici anche a lui vicini.
      Sapeva vincere rinunciando !
      E rifuggeva quella che lui chiamava "la marmellata
      della demagogia" Unico nel suo genere e uomo onesto in compagnia di sorridenti compagni non sempre come LUI. Continuerai a leggerti in pace il tuo caro Manzoni:"finalmente c’è giustizia in questo mondo"
      ciao, a presto.

    9. E’scomparsa una delle persone che fin da piccola sentivo citare e che da grande ho avuto il privilegio di ascoltare numerose volte in molti convegni. Mi mancherà il simbolo di ciò che è stata la mia infanzia e la mia formazione. Mi mancherà una voce intelligente, un uomo che mi è sempre parso mite e schivo ma fermo, libero e onesto intellettualmente.

    10. Brescia perde un uomo di cultura ed un politico di antico stampo. Un politico della generazione che seppe far grande l’Italia che usciva sconfitta dalla guerra, che seppe riedificare sulle macerie un grande Stato ed una Nazione motivata verso la crescita e lo sviluppo. In un quadro come quello odierno, in cui la politica, tutta, è intrisa di affarismo, di clientelismo, di spirito tribale, di insipienza, di incapacità di vedere il presente e di progettare il futuro, la scomparsa di Martinazzoli ci costringe a riflettere su ciò che eravamo, su quello che siamo diventati, e su quello che, prevedibilmente, saremo in un futuro ormai relativamente prossimo, caratterizzato da mancanza di idee, di ideali, senza uomini veri e senza leader.

    11. uomo di grande spessore morale e di alto senso civico, capace di infondere e diffondere i valori del BENE COMUNE.Punto di riferimento per tanti cattolici bresciani. LE MIE PIU’ SENTITE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA.

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