Edison, per Tarantini sul tavolo c’è “solo l’ipotesi spacchettamento Edipower”

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    Restano aperti “grossi punti interrogativi” sul dossier Edison e la partita per il riassetto dell’azionariato potrebbe cambiare. Lo ha detto il presidente della società Giuliano Zuccoli al termine di una mattinata di riunioni in A2A, la multiutility lombarda di cui lo stesso Zuccoli presiede il consiglio di gestione. “Vedo sui giornali che ci sono altre municipalizzate interessate alla partita, può darsi che cambi qualcosa”, ha sottolineato commentando in particolare le indiscrezioni su un possibile intervento di una “cordata italiana” per rilevare il 100% di Edipower. Alla luce dello slittamento al 30 ottobre dei termini per trovare un accordo sulla vicenda sancito lunedì dal vertice tra il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani e il numero uno di Edf, Henri Proglio, si riparte dalla cosiddetta soluzione di marzo, che prevedeva il passaggio di Edison ai francesi e uno spacchettamento tra i soci italiani di Edipower. “Se esistono soluzioni su Edipower – ha spiegato Zuccoli – sono soluzioni di joint venture con altri operatori italiani”. Il presidente di Edison ha però sottolineato come sull’ipotesi di marzo siano aperti “punti interrogativi talmente grossi” che non la si possa “chiamare soluzione”. “E’ uno scenario – ha sintetizzato – che è sul tavolo”.

     

    Posizione ribadita anche da Graziano Tarantini, presidente del Consiglio di Sorveglianza di A2A. Sul tavolo del consiglio di sorveglianza di A2A è arrivata solo la cosiddetta soluzione di marzo, che prevedeva il passaggio della società ai francesi e una suddivisione della controllata Edipower tra i soci italiani ha spiegato Tarantini. “Non abbiamo contemplato altre ipotesi – ha precisato – abbiamo dato mandato al consiglio di gestione di portare avanti l’ipotesi di marzo, ma migliorabile. Siamo fermi a quello e il resto sono tutte cose che si leggono sui giornali: se ci fossero state e se ci saranno altre proposte, devono tornare al consiglio di sorveglianza e noi le valuteremo. Oggi non ci sono, sul nostro tavolo non sono mai arrivate”.

     

    Tarantini ha poi spiegato di comprendere “le preoccupazioni del governo su Edison e sul settore energetico, ma bisogna guardare all’azienda e quindi ridurre il debito: lo stiamo facendo, abbiamo dei soci molto attenti al dividendo in un periodo economico non facile e abbiamo la Robin Tax che ci colpisce un’altra volta. La soluzione dello scorso marzo, visti i dati che abbiamo oggi sul tavolo e la compatibilità col nostro bilancio, resta la più opportuna, utile e conveniente”. Il Cds di A2A, ha aggiunto, lo scorso luglio, “ha deliberato all’unanimità un’ipotesi, che prevedeva il miglioramento dell’accordo per il riassetto di Edison raggiunto con Edf a marzo, da portare avanti e siamo fermi a quello”. Quanto all’ipotesi di una cordata italiana per rilevare Edipower, Tarantini ha risposto: “Noi ci risulta, siamo arrivati a una nuova proroga dei patti perché non c’è stato il tempo necessario per definire il punto che resta critico, ovvero la determinazione del valore della put per i soci italiani che resteranno nel capitale di Edison”. Il consiglio di sorveglianza di A2A si riunirà mercoledì prossimo, a Brescia, per esaminare nuovamente la questione Edison alla luce anche delle evoluzioni che emergeranno nei prossimi giorni.

     

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