Casse vuote, i siti archeologici bresciani chiusi la domenica

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    La prima vittima dei tagli? La cultura. E così cinque siti archeologici bresciani – siti di valenza nazionale – sono costretti a chiudere le saracinesche nei giorni festivi. Almeno fino a fine anno, la domenica non sarà possibile visitare le incisioni rupestri di Capo di Ponte (primo patrimonio dell’umanità Unesco, anno 1979), le “Grotte di Catullo” di Desenzano, la rocca scaligera di Sirmione. Per la Villa romana di Desenzano ci sono ancora un paio di domeniche garantite mentre per il museo archeologico di Cividate Camuno si arriva fino al 25 settembre. Poi la chiusura. Il caso è stata svelato da un articolo di Pietro Gorlani pubblicato su Bresciaoggi in edicola stamane. Il motivo? Il ministero non intente (o non può, vista la situazione economica attuale) erogare i fondi per coprire gli straordinari dei 65 dipendenti della Soprintendenza lombarda incaricati di svolgere attività di vigilanza. Quindi, questi luoghi, la domenica resteranno chiusi. Con buona pace di chi si ostina a dire che il “petrolio” di questo Paese sono proprio turismo e cultura.  

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    UN COMMENTO

    1. Certo che questo è proprio un Bel Paese!!! C’è crisi, è vero e la coperta è corta. Però gli altri investo su ricerca, innovazione e cultura proprio per rilanciarsi e uscire da questa situazione con nuove prospettive e potenzialità. Noi che facciamo? Tagli a ricerca e cultura….

    2. io nei musei di tutta Italia vedo sempra una grande pletora di sfaccendati intenti solo a chiacchierare, mentre il luoghi sono sporchi, le finestre sporche, le vetrine sporche. Mah, notizia da verificare…..

    3. Il personale di sala dei musei sta a verificare che i visitatori non facciano guai. Purtroppo ci vuole un addetto ogni sala: non è che sono "sfaccendati". Le pulizie le fanno le imprese, di solito esterne. Tagliare i fondi alla cultura, porta ai risultati che vediamo.

    4. Geniale. Geniale davvero. Prossima mossa? Far pagare il doppio beni e servizi alla gente che viene da fuori, non so, istituire una tariffa per i non residenti, come in certi paesi dell’est. Così sì che la risolviamo la crisi.

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