Idro: altro ordigno bellico ritrovato durante gli scavi

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    La località Arca di Idro, una zona industriale in via di ulteriore urbanizzazione, è una specie di polveriera dove in passato la gente depositava le bombe inesplose durante i combattimenti in tempo di guerra. E’ questa la conclusione a cui è giunto il sindaco di Idro, Giuseppe Nabaffa, in seguito alla notizia del nuovo ritrovamento di un ordigno inesploso da parte della ditta che sta effettuando gli scavi.

    Sono notizie certamente interessanti da un punto di vista storico, ma non dal punto di vista operativo per la ditta impegnata nei lavori, che dopo gli stop forzati cui è stata costretta in passato deve ora fermarsi di nuovo, chissà per quanto tempo, per consentire agli artificieri il recupero e poi la brillatura dell’ordigno. Ordingo che tra l’altro rappresenta un pericolo molto forte, essendo un antesiganano delle attuali bombe chimiche. Si tratta di una bomba, illegale dalla fine degli anni 20, che quando esplode rilascia un gas tossico che asfissia le persone prima di trasformarsi in acido cloridrico. Una bomba che per la brillatura necessita di un rigido protocollo e dell’intervento di numerosi attori della sicurezza, a partire ovviamente da artificieri (del nucleo di stanza a Civitavecchia), Vigili del fuoco, carabinieri, forestale, protezione civile e via dicendo. 

    Sarà l’ultima bomba prima della fine dei lavori ad Idro? Tutti lo sperano.
    a.c.

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