Università, gli studenti “si accampano” contro i tagli

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    Per la prima volta a Brescia quest’anno 436 studenti sono risultati idonei non assegnatari. Nonostante essi siano in possesso dei requisiti di reddito e di merito richiesti per l’attribuzione della borsa di studio non la riceveranno per mancanza di fondi. E’ una situazione molto grave" denuncia in una nota la lista universitaria Studenti Per-Udu Brescia che contraddice quanto prescritto dalla costituzione all’art. 34 della Costituzione: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio […]” . Solo nello scorso anno – continua la mota "a causa del sommarsi dei tagli operati da Governo e Regione Lombardia i fondi a disposizione del CEDISU, l’ente che gestisce il diritto allo studio a Brescia, sono diminuiti del 40%".

    Stamane, ped denunciare la situazione, gli studenti hanno messo in atto un flash mob con il montaggio di tende nel giardino del Cedisu e il volantinaggio di materiale informativo agli studenti.

    "Invece di adeguare i finanziamenti al numero di studenti che hanno diritto alla borsa" spiegano gli studenti nella nota "la Giunta Formigoni con il D.g.r 15 Giugno 2011 n. IX/1876 ha reso più stringenti i criteri di accesso ai  bandi con l’intento di ridurre il numero di studenti idonei. Le manovre finanziarie, con i tagli agli enti locali, rischiano di azzerare anche le ultime risorse disponibili per il diritto allo studio. Per capire quanto questa situazione sia drammatica basta un rapido confronto con i vicini paesi europei" continuano gli studenti. "Francia e Germania investono nel Diritto allo studio rispettivamente 1,8 e 2,2 miliardi di euro, più del triplo di quanto faceva l’Italia prima dei recenti tagli. Infatti in questi paesi circa il 25% degli studenti riceve un aiuto dallo stato a confronto di un 8,0% in Italia, sempre prima dei tagli. Il fondo integrativo statale per il diritto allo studio passerà da 246 a 13 milioni di euro nel giro di pochi anni, subendo un taglio del 95%. Usando la retorica del merito, governo e regione vogliono spingere gli studenti ad indebitarsi per poter accedere all’università con i prestiti d’onore. Il vero merito invece esiste solo quanto tutti sono nelle stesse condizioni di partenza, e questo è proprio quello che oggi viene negato con la distruzione del diritto allo studio!"

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