Il giorno più lungo: appuntamenti a Nigoline Provaglio d’Iseo, Capriolo e Iseo

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    Ore 9.00: Nigoline di Corte Franca e Provaglio d’Iseo
    Partenza da Nigoline di Corte Franca con la seconda delle due visite gratuite guidate offerte
    dall’organizzazione durante il Festival*. Il percorso continuerà a Provaglio d’Iseo e alle ore 13.00, a
    conclusione della visita, verrà offerta dall’organizzazione del Festival una degustazione di vini.
    Dalle ore 11.00: Palazzo Francesconi – Provaglio d’Iseo
    Palazzo Francesconi sarà la sede di tutti gli appuntamenti che animeranno l’intero pomeriggio: alle ore 11.00
    l’associazione Guarda la Luna curerà la presentazione e l’ascolto di impianti hi-fi artigianali; alle ore

    12.00 si inaugurerà l’esposizione di liuteria, chitarre e altri strumenti. Si svolgeranno incontri e dibattiti
    con musicisti e sarà possibile visitare le tre mostre fotografiche di Elio Berardelli, Marzia Bonera e
    Rolando Giambelli.

    L’attesissimo appuntamento con “Il pomeriggio dei liutai”, curato da Giovanni Pelosi, comincerà alle ore
    14.30 e proseguirà fino a fine giornata con la partecipazione dei chitarristi di fingerpicking.net e incontri con
    Eric Lugosch, Reno Brandoni, Rolando Biscuola, Maurizio Brunod, il duo Ses Cordas, Simone
    Guiducci, Michele Sanbrici.
    La giornata si concluderà alle 19.30 con un aperitivo con i vini della Franciacorta.

    Ore 16.00: Sala Consiliare, Palazzo Comunale – Capriolo
    Inaugurazione dell’esposizione di chitarre dei Rolling Stones a cura di Rolling Caster Guitar Collection
    con presentazione ufficiale alle ore 18.30.

    Ore 21.00: Monastero delle Suore Orsoline – Capriolo
    Ingresso libero (i concerti si svolgeranno anche in caso di pioggia)

    Franco Morone
    “Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Un grandissimo musicista, vero animale da palcoscenico,
    che al talento unisce comunicativa e grande generosità nei confronti del pubblico. Un poeta dell’acustica,
    che fa cantare in totale scioltezza grazie a una tecnica sopraffina e un grande feeling. Franco Morone è uno
    dei più grandi artisti contemporanei del finger style”.
    Inserito a pieno titolo tra i grandi della scena chitarristica internazionale, Franco Morone è considerato il
    poeta italiano della chitarra acustica. Le sue melodie, di grande fascino, regalano emozioni sin dal primo
    ascolto, grazie anche alle sue originali interpretazioni. Ciò che sorprende nei suoi album è la bellezza sia
    delle composizioni originali che delle trascrizioni, dove anche temi antichi e popolari rivivono – sotto le sue
    dita – una seconda giovinezza. Per le sue ricerche e pubblicazioni in campo didattico, Franco Morone è oggi
    un punto di riferimento per molti chitarristi e appassionati che frequentano i suoi seminari in Italia e all’estero.
    Si esibisce regolarmente in Europa, USA e Giappone, ed è protagonista di prestigiose rassegne e festival
    internazionali.

    Jacques Stotzem
    "Face à Stotzem, on est seul, transporté par l’émotion. Un magicien de la guitare qui envoûte et enchante un
    public complètement subjugué."
    Chitarrista belga, conosciuto per il suo fingerstyle su chitarra acustica.
    Ha registrato 3 album su vinile e 10 CD, e ha collaborato con numerosi artisti in diversi progetti musicali.
    Dopo aver visto, all’età di 16 anni, il chitarrista americano Stefan Grossman in un programma televisivo,
    decide di suonare la chitarra acustica da autodidatta diventando già all’età di 19 anni un chitarrista
    professionista. Prima di iniziare la carriera da solista ha suonato in alcune band e accompagnato diversi
    artisti.
    Stotzem ha sviluppato uno stile personale raffinato ed armonico, attingendo da diversi generi musicali quali
    blues, jazz, rock e folk. Egli suona con i fingerpicks posti nel pollice e nelle due dita della mano destra (indice
    e medio), utilizzando la chitarra per produrre suoni percussivi ed effetti armonici.
    Jacques Stotzem è diventato ospite regolare presso i più importanti festival europei ed americani ed ha
    realizzato numerosi tour in tutto il mondo, inclusi paesi come Giappone, Cina e Taiwan.
    Nel 2003, la compagnia produttrice di strumenti musicali Avalon Guitars ha introdotto la "Jacques Stotzem
    Signature model". Dal 2006 la Martin ha prodotto una "OMC Jacques Stotzem Custom Edition".
    Stotzem è anche il cofondatore (con Francis Geron) del "Verviers Guitar Festival".

    Marco Ferradini
    “Prendi una donna, dille che l’ami, scrivile canzoni d’amore”.
    Difficile trovare qualcuno che non riconosca l’inizio di questa canzone: “Teorema” è rimasta a lungo nelle
    classifiche e ancor oggi nel cuore del grande pubblico.
    Marco Ferradini, musicista sincero e simpatico nato a Como nel 1949, ha fatto parte negli anni ’70 di diverse
    formazioni come cantante e chitarrista, divenendo in seguito “vocalist” particolarmente richiesto in sala di
    registrazione. Esordisce come cantautore, facendosi apprezzare dal pubblico, al Festival di Sanremo del
    1978 con il brano “Ma quando Teresa verrà”, singolo cui fa immediatamente seguito un album dallo stesso
    titolo prodotto da Alessandro Colombini. Il disco è aggraziato, immerso in un candore espressivo e di
    contenuti inusuale per l’epoca, dalla realizzazione naif con strumenti antichi e la partecipazione dei migliori
    musicisti milanesi dell’epoca. Si crea l’immagine di un cantautore acqua e sapone, portatore di serenità e
    quiete, con la voce e con i suoni, prettamente acustici, in cui i sentimenti, al più trasparenti e con una punta
    romantica, spiccano sopra al resto. Dopo un 45 giri dal titolo Adriana e dopo l’incontro con Herbert Pagani
    esce un mini LP dal titolo “Schiavo senza catene” con 4 brani 3 dei quali scritti con Pagani fra cui la
    famosissima “Teorema”, che riscuote un notevole successo al Festivalbar e resterà il suo brano più
    conosciuto. Nel 1981 partecipa all’operazione “Q Concert”, un giro di concerti attraverso l’Italia assieme ad
    altri due cantautori: Mario Castelnuovo e Goran Kuzminac. Nel 1983 Ferradini partecipa di nuovo al Festival
    di Sanremo con “Una catastrofe bionda”. L’omonimo album, con testi di Mogol, Renzo Zenobi e Herbert
    Pagani, contiene fra i brani “Lupo solitario d.j.” che diviene un pezzo culto per le radio di tutta Italia. Seguono
    nel 1985 l’album “Misteri della vita”, in cui l’amicizia e i rapporti affettivi sono il filo conduttore che lega le
    canzoni. Nel 1986 pubblica “Marco Ferradini”, che contiene brani carichi di ritmo, dagli arrangiamenti più
    decisi, con impennate rock. Nel 1990 esce “E’ bello avere un amico”, album dalla realizzazione sonora molto
    curata, dalle raffinate atmosfere, con chitarre in evidenza. Nel 1995 esce un suo nuovo lavoro: “Dolce
    piccolo mio fiore”, con arrangiamenti scarni, ritorno allo stile naif degli esordi. Nel 1998 è uscito il singolo
    “Aria / Sul ponte di Messina”. Nel 2001 è uscito un nuovo album: “Geometrie del cuore”, seguito nel 2005
    da “Filo rosso” in cui sono contenuti diversi brani inediti oltre ad alcuni classici del suo repertorio.

    Dalle ore 24.00: trattoria “Ai Ciliegi” – Iseo
    Quest’anno per la prima volta il Festival continua dopo i concerti di Capriolo con la “Notte di Acoustic
    Franciacorta”: i chitarristi si incontreranno in un ambiente informale e daranno vita a jam session uniche
    per tutta la notte.
    Buone note a tutti.

     

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