Anche il vescovo Monari tra i pendolari, per capire cosa provano

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    Lasciati per un giorno gli impegni canonici il vescovo di Brescia Luciano Monari ha indossato gli abiti del "pendolare". Ieri mattina intorno alle 7.15 i viaggiatori della tratta Brescia-Milano se lo sono trovato accanto, lungo i binari della stazione, in attesa del treno.

    Cosa ha spinto il vescovo a viaggiare assieme a impiegati, commercianti, agenti e studenti? Il semplice desiderio di capire cosa provano, quali sono le difficoltà, perché un semplice viaggio si trasformi in un problema così importante. 

    Nella vita spesso si dice che non è importante solo la meta, ma anche il viaggio per raggiungerla. E il primo pensiero del vescovo, riportata sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane, va’ proprio in questa direzione, circa l’importanza: «d’avere il tempo di sedere, di qualche minuto per essere con se stessi, per interrogarsi su "cosa si fa", "perchè lo si fa».

    E poi, una volta arrivato alla Centrale di Milano: «La prima riflessione riguarda l’attenzione a quei disagi che si possono cogliere, partendo dalla percezione del pendolarismo come di un’esperienza effettivamente umana, che entra dentro il lavoro, dentro le persone. E mi sembra che alcune cose si possano fare a costo praticamente zero. La comunicazione, la strutturazione delle stazioni, essere attenti a chi viaggia, che ci sia una sedia dove attendere. Sono cose che si possono risolvere con un tantino d’attenzione, d’intelligenza e d’ascolto delle persone, perchè non costano molto da un punto di vista materiale e fanno in modo che ci si senta accolti. Credo che se si riuscisse a rendere questo momento di pendolarità libero da impicci esterni, che danno irritazione o risentimenti, potrebbe diventare effettivamente anche un momento ricco di crescita da un punto di vista personale e relazionale».

    Alla fine un pensiero per certi versi commovente, di profonda comunione con le sofferenze di chi è costretto a spostarsi tutti i giorni: «Quella del pendolare, nel momento in cui vive tale esperienza in modo umano e rispetta gli altri, è una prospettiva di apostolato».
    a.c.

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    1. bravo vescovo luciano … ecco perchè i ciellini non ti hanno mandato a milano pensi troppo agli ultimi della classe … ma a brescia ti vogliamo bene ….

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