Bettinsoli: il Pdl ha tanti padri nobili, ma il prossimo segretario bresciano deve avere un volto nuovo

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    di Andrea Tortelli – Il prossimo segretario provinciale del Pdl bresciano deve avere un volto nuovo. A lanciare la proposta, perché non solo di provocazione si tratta, è Vigilio Bettinsoli. Presidente della D’Annunzio Spa. Ma soprattutto politico di lungo corso – prima con la Democrazia Cristiana, poi con Fi/Pdl – e di vecchia scuola, che non prova vergogna nel rivendicare la provenienza dalla cosiddetta Prima Repubblica ("vengo dalla stagione politica di Donat Cattin, Moro, Fontana e Martinazzoli, quella in cui la politica era anche una scuola di comportamento") e che non disdegna, raccontando Brescia, di allargare il campo del ragionamento. Così Bettinsoli fa anche nell’intervista rilasciata a Bsnews.it, in cui parla del partito e del futuro dell’aeroporto di Montichiari, ma anche degli scenari nazionali. Invitando, primo tra i bresciani, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a fare un passo indietro.

    DOMANDA – Un anno fa lei ha scritto una lettera ai giornali per chiedere a Berlusconi di "trasformarsi nel padre nobile del centrodestra e lasciare spazio a un nuovo candidato". Nel frattempo l’hanno seguita in molti. Ora che dice?
    RISPOSTA – Lo spunto allora fu la rottura dei rapporti con Fini. Successivamente sono accadute molte cose che non avrei mai potuto nemmeno immaginare. Penso ai casi Ruby e Tarantini. Ma anche all’aggressione della finanza speculativa nei confronti dell’Italia, che ha contribuito a destabilizzare lo scenario e, complice la nostra opposizione, a dare all’esterno un segnale di debolezza politica. Chiedere a Berlusconi di fare un passo indietro, oggi, è quasi irriverente. Ma a volte il bene di uno Stato esige anche il sacrificio dei singoli. Ed io ritengo che in questo momento sia necessario rafforzare la maggioranza coinvolgendo Casini e, quindi, chiamando in campo nuove figure.

    D – Ad esempio?
    R – Penso ad Alfano, ma anche – se si dovesse traghettare il Paese verso le elezioni – a Gianni Letta. La soluzione deve essere condivisa dalla maggioranza. Ma anche trovare il gradimento del Presidente della Repubblica.

    D – Parliamo di Brescia. Il tesseramento del Pdl è in fase di chiusura e qualcuno parla già di congresso. Com’è lo stato di salute del partito?
    R – Guardando ai tanti amministratori sparsi per il territorio provinciale direi buono. Parlando con loro, però, si avverte in maniera chiara l’esigenza di una campagna di tesseramento che coinvolga persone seriamente motivate a dare un contributo attivo alla vita del partito e di un congresso che sappia promuovere la classe dirigente delle sezioni locali e fare elaborazione politica anche di alto livello.

    D – E qual è la persona migliore per rappresentare queste istanze?
    R – Brescia non può restare indifferente al processo che ha portato il partito nazionale. all’investitura di Alfano. La Leonessa deve puntare su persone fresche, che abbiano esperienza nelle amministrazioni del territorio e sappiano dare un segnale di novità rispetto a una politica spesso fatta di persone con troppi incarichi e veterani.

    D – Nel suo profilo del candidato ideale, però, non sembrano rientrare né l’uscente, Viviana Beccalossi, né altri big del partito come Franco Nicoli Cristiani, Giuseppe Romele, Margherita Peroni, Adriano Paroli e Mariastella Gelmini.
    R – Quelle che lei ha citato sono persone che a questo partito hanno dato molto, ricevendo anche molto in cambio. Si tratta di figure importanti e utili, ma non necessariamente il loro contributo si deve espletare nel ricoprire l’incarico di coordinatore provinciale.

    D – Soffermiamoci su Paroli. Come giudica il suo operato in Loggia?
    R – Paroli sta lavorando molto, a volte anche in solitudine, e ha dimostrato di avere intuizioni che sembrano anticipare i tempi. Certi cambiamenti non possono essere portati a compimento in un solo mandato, e quello delineato dal sindaco è certamente un percorso che non si interrompe nel 2013.

    D – Dunque deve essere lui il candidato del centrodestra? Niente primarie?
    R – Non credo servano. Paroli è il candidato naturale alla successione di se stesso.

    D – E che alleanza immagina con Paroli?
    R – Auspico la costruzione di una coalizione che tenga insieme Lega e Udc. A Roma, come in Loggia e in Broletto.

    D – Il principale avversario di Paroli potrebbe essere ancora il capogruppo del Pd Emilio Del Bono. Come vede l’opposizione di Palazzo Loggia?
    R – Sinceramente mi stupisce che una persona mite come Del Bono sembri oggi guardare alla politica gridata come all’unico mezzo per far conoscere le proprie opinioni. E non condivido il fatto che la minoranza faccia delle difficoltà di bilancio del Comune uno strumento per incassare chissà quanti voti. Sul Pgt, poi, l’assessore Vilardi sta compiendo lo sforzo di non interpretare questo strumento come i vecchi piani regolatori, ma dall’altra parte vedo solo un’opposizione preconcetta. La sfida di costruire una "grande Brescia" – che sappia anche mettersi in relazione con le grandi infrastrutture della provincia – deve essere condivisa da tutti. E l’interesse generale deve essere sempre quello prevalente. Un tema che ho avuto modo di approfondire anche recentemente nel convegno veronese sulla Dottrina sociale della Chiesa chiuso dal cardinal Tarcisio Bertone.

    D – Lei è stato a lungo in consiglio provinciale. Oggi lì sembra che il Pdl sia schiacciato dal peso politico della Lega…
    R – E’ evidente che il presidente condiziona concretamente l’attività politica della sua giunta. Dopo dieci anni in cui il ruolo più alto è stato espressione di Forza Italia, dobbiamo abituarci a questo cambiamento. Ma non vedo conflitti con la Lega, un partito serio e radicato che sta celebrando proprio in questi giorni un congresso vero e molto animato. A confrontarsi nel Carroccio sono due anime diverse, che rispecchiano un po’ le dinamiche nazionali, ma sono convinto che chiuso questo percorso avremo una guida stabile. Con cui ripartire nel confronto.

    D – Chiudiamo parlando dell’aeroporto. Quanto sarà ancora necessario aspettare per vederlo decollare?
    R – Il passo nodale sarà quello della firma definitiva degli accordi tra Trento, Verona e Brescia, fissato per fine ottobre. Ma il nuovo presidente Arena sta già lavorando con gli advisor per definire un progetto industriale che avrà ricadute importanti su Montichiari. Investimenti che riguarderanno soprattutto il cargo, ma che comprenderanno anche uno sforzo significativo sul fronte passeggeri. Attorno al nostro scalo, comunque, vedo un interesse crescente. Interventi come la Corda molle hanno rafforzato sensibilmente la centralità infrastrutturale dello scalo nel sistema del Nord. E qualche segnale positivo sta già arrivando.

    D – Compagnie aeree in arrivo?
    R – Compagnie e investitori stanno lanciando segnali di interesse. Qualche novità di rilievo potrebbe arrivare già entro fine anno.

    D – Da oltre dieci anni questo aeroporto è un costo per le istituzioni bresciane. Quando darà il primo centesimo di utile?
    R – Credo che il pareggio si possa raggiungere in tre o quattro anni. Un’aeroporto è un’infrastruttura che richiede tempi lunghi prima di dare i suoi frutti. Ma abbiamo finalmente imboccato la strada giusta.

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    UN COMMENTO

    1. Quali sono le persone nuove all’interno del PdL che vorrebbe Bettinsoli come coordinatore del partito? Vogliamo conoscere i nomi delle persone, per comprendere se è solo una operazione di maquillage oppure un’opportunità per rilanciare in contenuto e in qualità il PdL Bresciano ì

    2. L’unica persona che ha tutte le caratteristiche elencate da Bettinsoli è lui stesso. Ha sempre fatto, e solo, politica; capace di trasformazioni fulminee (da democristiano di Forze Nuove a liberal/berlusconiano); sa galleggiare meglio del sughero.

    3. il PDL è un partito monarchico. Cosa non fa Bettinsoli per campare. Avvertitelo che ormai Berlusconi è un cadavere. Il Vigilio dovrà cambiare ancora una volta per campare.

    4. Per me Bettinsoli non ha tutti i torti…facce nuove e giovani! A Brescia ci sono molti giovani consiglieri comunali o presidenti di circoscrizione che potrebbero essere il futuro del nostro partito…proprio come vuole Alfano…

    5. "la stagione in cui la politica era anche una scuola di comportamento": ecco appunto dillo a Silvio quando lo vedi, e tante condoglianze per le prossime elezioni

    6. Il coordinatore provinciale non deve avere cariche elettive in Brescia o provincia altrimenti diventa complicato svolgere un ruolo politico in conflitto con quello amministrativo.Solo il congresso degli eletti deve decidere chi sarà il nuovo coord Provinciale

    7. E’ il solito parlare in politichese.
      Sarebbe più nobile abbandonare per sempre sia la politica locale, con tutti gli INTERESSI correlati, sia l’aeroporto di Montichiari, affidando veramente il tutto a persone nuove e soprattutto giovani.
      Questo è ciò che veramente vogliono coloro che amano Brescia.

    8. Leggete l’articolo sull’aereoporto di Montichiari sul nr. 43 dell’Espresso. Deserto totale e 40 milioni di euro di perdita ! Basta sprecare i nostri soldi !

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