Mairano: tre giorni nel passato, per non perdere la bussola

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    Senza memoria del passato, non si va da nessuna parte. Sembra questo il messaggio di fondo che pervade lo spirito delle centinaia di persone che anche quest’anno, per la settima volta, stanno organizzando nella Bassa bresciana, a Mairano, l’ormai famosa "Sagra del Contadino".

    Uno dei più importanti e partecipati eventi di fine estate, la "Sagra", come familiarmente viene chiamata dai cittadini di Mairano, si appresta a stravolgere positivamente la vita di questo piccolo borgo di tremila anime. Da venerdì a domenica le strade, le piazze, le case e soprattutto le persone di Mairano faranno un salto indietro nel tempo di parecchi decenni, fino a far riassaporare il sentore della più autentica vita contadina.

    La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa è stata simbolicamente organizzata presso la corte del locale Museo della Civiltà Contadina intitolato alla memoria di Dino Gregorio, maestro elementare che per primo, nel proprio paese, capì l’importanza del recupero delle proprie tradizioni. Ora che il "Maestro" non c’è più il testimone è stato egregiamente posato nelle mani di tanti suoi concittadini che da sette anni organizzano la Sagra.

    Il coordinatore del comitato organizzatore, il consigliere regionale Gianmarco Quadrini, ha spiegato nel dettaglio il programma della tre giorni, durante la quale i lavori e le tradizioni contadine, assieme alla cucina e alla cultura, la faranno da padrone. Tantissime le iniziative in cartellone, con il clou rappresentato dalla giornata di domenica quando dalle ore 6 (sì, proprio dalle 6, come una volta) il canto del gallo darà il via alla festa. Norcini, impagliatori, mungitori, pastori, fornai, falegnami, arrotini e fabbri animeranno tanti cortili del borgo per tutto il giorno, fermandosi solo per il pranzo e la cena allestiti (anche per tutti i visitatori) in caratteristici luoghi del comune tra cui il porticato del Museo. Le ricette? Quelle di un tempo, ovviamente (il programma di massima delle tre giornate è allegato all’aricolo).

    Il direttore provinciale della Coldiretti, Mauro Donda, ha sottolineato la rinnovata importanza del settore agricolo anche per l’opinione pubblica, che dopo alcuni decenni critici è tornata, giustamente, a capire che senza agricoltura, senza buona agricoltura, quella fondata sui valori di un tempo che si celebrano in questa Sagra, non si va da nessuna parte. La portata della Sagra dunque secondo Donda va ben al di là della festa, va considerata in un’ottica di settore. E’ per questo motivo che la Coldiretti anche quest’anno ha deciso di dare il proprio sostegno alla festa. Festa che però senza la gente del paese non esisterebbe, un aspetto questo sottolineato a gran voce da Luigi Migliorati, uno degli "Amici del Museo", associazione che assieme ad altre 20 anima la Sagra da sette anni, a partire da quando il "Circolo culturale Mario Polpatelli" diede il via all’iniziativa, un po’ in sordina ma già con entusiasmo.

    Anche il sindaco di Mairano, Vincenzo Lanzoni, ci tiene a ringraziare la sua cittadinanza per il tanto lavoro che ha davanti per i prossimi giorni. E invita tutti a guardare meno allo spread dell’Italia e più alla vicinanza dei valori odierni a quelli delle generazioni che ci hanno preceduto. Forse il Paese non sarebbe messo così male.
    a.c.

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