Pgt, pioggia di critiche. Con il “no” pesante della Sovrintendenza

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    Pioggia di critiche sul Pgt di Brescia. Dopo Ascom e Confesercenti, anche Legambiente e Cgil hanno depositato le loro osservazioni critiche al documento della Loggia. Ma è stata la Sovrintendenza ad esprimere il parere per certi versi più pesante: secondo la Sovrintendeza nel Piano di Governo del Territorio mancherebbe infatti la valutazione sulle ricadute che la pianificazione prevista potrebbe avere sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

    “La relazione” ha spiegato al Giornale di Brescia il direttore della Sovrintendenza Marco Fasser “non comprende l’impatto che l’edificabilità prevista può determinare oppure no sulle aree sottoposte a sensibilità e vincolo paesaggistico”. Insomma, il documento sarebbe incompleto e la Sovtìrintendenza, più che bocciare il Piano, non avrebbe in mano gli elementi per esprimere un giudizio. “esprimerci a scatola chiusa non ce la sentiamo” ha spiegato Fasser. Secca la replica dell’assessore Vilardi: “Prendo atto del parere, che ricordo essere obbligatorio ma non vincolante. Tutti i chiarimenti che si rendessero necessari sono a disposizione della Soprintendenza, che avrebbe potuto partecipare in modo più costruttivo all’iter, come mi risulta abbiano fatto gli altri enti”.

    Per la Cgil, invece, il Piano sarebbe privo di strategia e di logica: “Analizzando e valutando quanto proposto dal rapporto ambientale depositato si ritiene che manchi una valutazione complessiva degli effetti del piano sull’ambiente” spiega una nota della Cgil. “Valutando inoltre la limitata validità nel tempo del documento di piano, solo 5 anni, ed il numero elevato di aree di trasformazione proposte si fatica a comprendere la forza della strategia e la logica delle priorità messe in campo” (in allegato documento del sindacato con il dettaglio delle critiche).

    Legambiente ha invece puntato il dito contro l’eccessivo consumo di suolo previsto dal Piano. Quattro i punti suggeriti dall’associazione ambientalista che non sono stati presi in considerazione: il consumo zero di territorio, la Pianificazione organica e sostenibile della mobilità, la riqualificazione ecologica della città e l’esaurimento delle volumetrie del PRG vigente prioritariamente rispetto alla previsione di nuove volumetrie.

    Perplessità sono emerse anche dal collegio costruttori per l’eccesso di nuove edificazioni quando in città vi è ancora molto invenduto. Inoltre il Piano prevede di invertire la tendenza degli ultimi anni e di riportare in città 25-30mila persone, arrivando ad almeno 220mila abitanti. “Ma come si può rendere più attrattiva la città quando le fabbriche e i laboratori artigianali ne sono usciti, i servizi sono più cari rispetto ai paesi limitrofi, più care sono le aree edificabili, più alti i costi di urbanizzazione” si è chiesto Giuliano Campana. “Come convincere una giovane coppia a comprar casa in città?”

    Infine vanno ricordati i rilievi del Pd, per i quale il Piano avrebbe profili di illegittimità dal momento che non tutti i documenti sarebbero stati messi a disposizione dei cittadini nei tempi previsti dalla legge regionale. 

     

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    1. non c’è che dire, un bel quadretto di buona e saggia amministrazione, di ricerca di consenso, di collaborazione e, soprattutto, di grande competenza. Ogni commento è superfluo. In che mani ci siamo cacciati….

    2. il bello è che qusti signori ci hanno spiegato per anni che il difetto di corsini era che non ascoltava la città e imponeva lui le scelte. ora loro hanno fatto un documento che non piace a nessuno (ma proprio nessuno!) e fanno finta di niente!!!

    3. Allora, intendiamoci: non si è ancora capito che si è passati dal PRG al PGT. E questo lo deve capire anche la Soprintendenza: più che esprimere pareri (secondo la vecchia logica amministrativa del controllo-critica), deve partecipare e portare il suo contributo (nella logica della partecipazione) di cui si terrà conto o meno, senza nessun influsso sulla validità dell’atto.

    4. La città è già invasa da ecomostri nuovi e disabitati
      (vedi le tre torri di via Dalmazia VUOTE da anni)
      e tanti alveari stanno sorgendo: via Dalmazia vicino ferrovia, via Milano/Sorbana, via Milano, via Chiusure.
      Di quanto cemento vuoto abbiamo ancora bisogno per soffocare del tutto?

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