Convegno sull’omosessualità al Paolo VI. Arcigay all’attacco: “Tornano i riparatori”

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    (a.tortelli) "Ci risiamo! I riparatori dell’omosessualità stanno tornando a Brescia!". E’ questo l’incipit della mail inviata ieri sera dal segretario nazionale di Arcigay Luca Trentini ai militanti dell’associazione bresciana. Oggetto della polemica il convegno che si terrà sabato 15 ottobre al centro Paolo VI di via Gezio Calini, in città, con ospite d’onore il monsignore gesuita Tony Anatrella. Accademico di Francia, psicanalista e consulente del Papa in materia di omosessualità. Ma anche nome molto discusso, che compare in un’indagine per pedofilia (poi archiviata per l’infondatezza delle accuse) di una procura francese.

    Il convegno diocesano – inizio lavori alle 9, termine alle 18 – si intitola: "Famiglia = Maschio + Femmina?" e – come si legge nell’invito – vuole essere un’occasione per discutere di omosessualità da un punto di vista ben chiaro, quello del contrasto alle teorie di genere per cui "la differenza tra l’uomo e la donna è così negata" e "si diventa per cultura maschio o femmina (o di altri ‘generi’ ancora: gay, lesbo, trans…)". Una posizione che farà molto discutere, come del resto era già accaduto in passato con i corsi “per guarire gli omosessuali” organizzati in città dal Gruppo Lot. Ma a differenza di questi, stavolta, l’elenco delle realtà promotrici è davvero ampio (Ufficio Famiglia e Pastorale della Salute della Diocesi, Agapo, Alleanza Cattolica, Gruppo Lot, Obiettivo Chaire, Scienza & Vita Brescia) e il coinvolgimento della Diocesi è diretto.

    La giornata – si legge ancora nell’invito – è rivolta soprattutto “agli operatori della pastorale, agli educatori della comunità ecclesiali e ai membri delle organizzazioni promotrici coinvolte”. Ma per iscriversi bisogna versare anche un obolo da 25 euro e indicare chiaramente il “proprio impegno pastorale”. Una misura evidentemente messa in campo per evitare “infiltrazioni” da parte di attivisti di associazioni come Arcigay.  

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    1. Non capisco quale sia il problema. Non è lo stesso Arci Gay a sostenere che è tutto relativo, che la determinazione sessuale è solo frutto di un condizionamento sociale e che ognuno deve essere libero di esprimerla come gli pare. Ne tiri le conseguenze dunque. Basta ipocrisia o vittimismo! Se un omossessuale non è contento della propria condizione perché non può farsi aiutare? Il vero scandalo è l’omologazione del pensiero unico secondo il quale l’omosessualità deve essere per forza una condizione normale o più normale delle altre. Rispettando qualunque scelta (in primis quella dei gay che si sentono vittime di un complotto), c’è la libertà di pensare e sostenere che è una condizione innaturale oppure l’Arci Gay lo vieta?

    2. non è giusto protestare contro chi propaganda la "guarigione" dall’omosessualità come se fosse una malattia? tempo fa era considerata tale, ma i tempi sono cambiati! a parte forse nelle teste di qualcuno… conseguentemente non sarebbe giusto protestare contro chi propaganda, che so, il nazismo? lo sterminio (per assurdo) degli italiani doc o (sempre per assurdo) dei leghisti?

    3. è veramente ben strano che ad insegnare come debba essere la sessualità e la famiglia, siano persone che non vivono ne sessualità ne famiglia. la chiesa dovrebbe ben riflettere anche su alcune vocazioni di preti e suore: alcuni (una minoranza, sicuramente) diventano religiosi per evitare il confronto con la sessualità. spesso li ritroviamo poi pedofili. ma fateli sposare questi preti, avranno più competenza su sessualità e famiglia.

    4. io non sono gay e non ho pregiudizi verso chi lo è.
      trovo comunque anacronistico che nel dibattito rivolto agli operatori della pastorale etc etc, non vi sia nemmeno un cenno di " mea culpa " per i molti episodi di pedofilia che trovano purtroppo vasta eco mondiale, non per ultimo la costituzione parte lesa di un comitato di cittadini vittime di pedofilia da parte di preti, chierici, operatori di oratori, etc etc…..

    5. cosa c’entra la pedofilia?credi che il mondo gay ne sia esente cosi come il mondo etero?io la mano sul fuoco non ce la metterei……io credo che come i gay hanno diritto di manifestare il loro essere omosessuali cosi i preti abbiano diritto di parlare tra loro di come confrontarsi con questa realta’,il resto e’ fuffa

    6. Ciò che più mi preoccupa è il fatto che l’invito sia esteso a coloro che vengono definiti "educatori". Mi torna alla mente un’epoca a tutti ben nota in cui le teorie di chi sterminava gli omosessuali (e non solo) venivano introdotte nelle scuole dal regime che deteneva il potere, con il fine di "educare". C’è solo da augurarsi che questi dibattiti rimangano confinati tra le alte mura della struttura che li ospita.

    7. E’ vero, "come i gay hanno diritto di manifestare il loro essere omosessuali cosi i preti abbiano diritto di parlare tra loro di come confrontarsi con questa realta’", ma non hanno il diritto di patologizzare qualcosa che patologico la psicologia e la psichiatria dichiarano patologico non essere. Liberissimi di dire che è peccato come, ad esempio, il non andare a messa la domenica e il sesso con la propria fidanzata, ma il peccato non è sinonimo di malattia. Infine, faccio notare che questo tentativo di "patologizzazione" va a rafforzare un pregiudizio falso che ha generato e genera dolore in chi ne è vittima.

    8. E’ vero, "come i gay hanno diritto di manifestare il loro essere omosessuali cosi i preti abbiano diritto di parlare tra loro di come confrontarsi con questa realta’", ma non hanno il diritto di patologizzare qualcosa che patologico la psicologia e la psichiatria dichiarano patologico non essere. Liberissimi di dire che è peccato come, ad esempio, il non andare a messa la domenica e il sesso con la propria fidanzata, ma il peccato non è sinonimo di malattia. Infine, faccio notare che questo tentativo di "patologizzazione" va a rafforzare un pregiudizio falso che ha generato e genera dolore in chi ne è vittima.

    9. l’omosessualità non è una malattia ma un orientamento sessuale naturale, presente in natura e determinato in parte da fattori genetici in parte da fattori ambientali. perché mai chi ha un orientamento omosessuale non dovrebbe avere una sessualità, una affettività insomma una vita normale? perché mai dovrebbe essere "educato" a non essere se stesso?

    10. l’omofobo che scrive qui sotto va cancellato, perché il termine è offensivo. finocchio significa "persona dappoco, infida", "uomo spregevole" ed è usato esplicitamente come offesa.

    11. "sorca e contorno"? così definisci le donne? "gli omosessuali ci fanno un po senso". no comment.
      visto il livello, me ne vado.
      forse l’unica è lasciar scrivere solo coloro che, al bisogno, sono identificabili. purtroppo nell’anonimato completo escono le parti peggiori e più distruttive delle persone (radio radicale di qualche anno fa docet)

    12. quello che a me lascia perplesso e’ il fatto che partano all’attacco prima di verifiare che temi verranno sviluppati e come saranno sviluppati.

    13. Riguardo al fatto che i sacerdoti debbano mantenere il celibato… si tratta di un cane che si morde la coda infatti parrebbe vero che chi non ha moglie e figli potrebbe saperne poco sulla famiglia ma d’altro canto come potrebbe un sacerdote con famiglia "a carico" prendersi cura spiritualmente e a volte materialmente della grande famiglia che è la propria comunità… I sacerdoti che ho conosciuto io sono reperibili 24 ore su 24 ed hanno una giornata lavorativa che comincia dalle 7.00 e finisce alle 23.00, ovviamente domeniche e festivi inclusi! Che tempo avrebbero di crescere ed educare dei figli o di vivere i propri momenti con la propria moglie…
      Per quanto riguarda il convegno è inutile commentare la notizia della sua organizzazione; aspettiamo gli atti e si commenteranno quelli.

    14. grazie, moderatore… allora posso tornare.
      il problema del celibato è che che, se il prete avesse famiglia, i suoi beni andrebbero ai discendenti, invece che tornare nel seno della chiesa, che tanto predica sulla necessità di combattere la povertà, ma ha beni che ripianerebbero i debiti di tutti i paesi del terzo mondo messi insieme…

    15. Trovo nelle parole di Garimberti in "I miti del nostro tempo – Il mito dell’identità sessuale" un aiuto indispensabile alla riflessione. Anche per chi parteciperà al convegno del 15 ottobre
      Non é infatti dal sesso che bisogna partire per capire qualcosa della condizione omosessuale e quindi anche di quella eterosessuale. Perché delle due l’una: o si è convinti che la dimensione sessuale e sia la dimensione fondante l’intero essere umano, e quindi in grado di esaurire ogni espressione e ogni legame affettivo, oppure si ritiene che ciò che lega due persone è un’attrazione che è sempre e prima di tutto intellettuale ed emotiva, cognitiva e comportamentale, e dunque solo dopo anche sessuale.

    16. Trovo nelle parole di Garimberti in "I miti del nostro tempo – Il mito dell\’identità sessuale" un aiuto indispensabile alla riflessione. Anche per chi parteciperà al convegno del 15 ottobre
      Non é infatti dal sesso che bisogna partire per capire qualcosa della condizione omosessuale e quindi anche di quella eterosessuale. Perché delle due l’una: o si è convinti che la dimensione sessuale e sia la dimensione fondante l’intero essere umano, e quindi in grado di esaurire ogni espressione e ogni legame affettivo, oppure si ritiene che ciò che lega due persone è un’attrazione che è sempre e prima di tutto intellettuale ed emotiva, cognitiva e comportamentale, e dunque solo dopo anche sessuale.

    17. So benissimo che la redazione decide l’oscuramento monarchicamente a difesa della democrazia, però, debbo dire che non è equilibrato lasciare il commento ad un messaggio oscurato, soprattutto se ha i toni del buonismo di maniera.L’anonimato serve anche ad evitare esposizioni ai soliti noti e ricerca di notorietà. Le idee vanno oltre il ticchettio della tastiera. Non polemizzo frank (Sinatra?)Asta la vista.

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