Pgt, primo sì in commissione. Lunedì il consiglio. Ma il Pd promette battaglia: “E’ una colata di cemento che danneggerà la città”

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(d. bacca) Un Pgt “devastante per il commercio”, “schiacciato sulle logiche della speculazione” e “incentrato sulla cementificazione”, senza alcuna politica abitativa coerente e fortemente impattante per l’ambiente. Emilio Del Bono elenca i molti pareri negativi – dalla Sovrintendenza ai Commercianti – che in questi giorni hanno quasi “accerchiato” il Piano e poi sentenzia la sua più totale bocciatura: “Una colata di cemento che, se attuata, danneggerà in modo profondo il tessuto civile, ambientale ed economico della nostra città. Non abbiamo ancora sentito una sola voce che abbia detto: "questo è un buon piano". Anzi – prosegue Del Bono – finora i giudizi non sono entrati nel dettaglio del Pgt perché lo hanno stroncato a priori, nelle sue premesse e nel suo disegno generale”. L’ultimo – scovato quasi per caso venerdì sera dai consiglieri del Pd – è quello dell’Arpa che boccia molte aree di trasformazione previste. Ma andiamo con ordine.

L’argomentazione del capogruppo del Pd in Loggia non si perde in tanti giri di parole (“quelle le lasciamo all’amministrazione”) e punta dritto al cuore del problema: “Tutto il piano si regge su un obiettivo: aumentare la popolazione di Brescia di 22.109 abitanti, portandola così a 220mila". Premesso che l’aumento in sé non è un valore, ma che la quantità va accompagnata dalla qualità dell’abitare, la proiezione – per Del Bono – non regge. Non regge perché negli ultimi 10 anni – dal 1999 al 2009 – l’aumento è stato di soli 4mila residenti (+7%) pur considerando la massiccia immigrazione del decennio (circa 35mila stranieri). In pratica per raggiungere l’obiettivo dei 220mila servirebbe un tasso di crescita del 353%. Numeri “non realistici” ma soprattutto non supportati da alcuna politica. “Nessuno nel Pgt dice che cosa si farà per agevolare questa crescita? Da dove dovrebbero saltare fuori questi 22mila abitanti in più? Perché dovrebbe invertirsi l’andamento demografico? Lo stesso collegio costruttori dice che “non è ipotizzabile un incremento della popolazione” dal momento che il valore delle aree in città costa il doppio di quello dei comuni dell’Hinterland e che nel piano non c’è alcun elemento che favorisca un’inversione di tendenza. Insomma, quella dei 220mila sembra davvero un’ipotesi totalmente infondata, “costruita a posteriori” spiega Del Bono “per giustificare la colata di cemento in arrivo”.

E qui il leader del Pd cittadino squaderna numeri e dati.

Punto uno. Per aumentare la popolazione cittadina, non servono nuove costruzioni. Già oggi – senza esaurire le volumetrie previste dal Prg ma solo incrementando il rapporto tra costruito e immobili abitati dall’attuale 0.71 a 0.80, come indicato dalla stessa amministrazione si arriverebbe a una disponibilità per il residenziale per 275mila abitanti. Insomma, l’invenduto e le case sfitte ci sono e sono tante. Basterebbe riempire un po’ di più quegli immobili vuoti che già ci sono in città e si potrebbe arrivare a ben 275mila abitanti. Senza costruire un metro quadro in più di quello che c’è già.

Punto secondo. E invece il Pgt prevede un consumo di suolo di 1.784.462 mq “in una città già satura come disse lo stesso Karrer nel 2008, appena insidiatosi, ricorda Del Bono). Di questi, la stragrande maggioranza mangeranno la Sau (superficie agraria utile) di Brescia: 1.365.000 mq per nuove edificazioni, quasi 300mla per strade e attrezzature. Tutto questo si traduce in una colata di cemento da ben 5.163.168 metri cubi. “Una irrazionalità che avrà un impatto devastante, come ha detto anche la Sovrintendenza” spiega Del Bono.

Punto terzo. Che cosa si costruirà? Il mercato, lamentano operatori e addetti ai lavori, ha un eccesso di offerta privata. Uno studio della Cisl indica che nel 2018, anche senza ulteriori edificazioni, ci sarà un’eccedenza di edilizia libera di 5460 vani (27mila mq di slp). Servirebbero case per le giovani coppie a prezzi calmierati, edilizia residenziale pubblica ed edilizia convenzionata. Che cosa prevede il Pgt? Che il 64% delle nuove costruzioni sarà proprio edilizia libera.

Punto quarto. Per il commercio sarà un disastro. Nei prossimi 10 anni si prevede che le superfici commerciali raddoppino. Agli attuali 567.472 mq – negozi e spazi accumulatesi nei secoli – se ne aggiungano in poco tempo 427.778.E proprio le forze politiche che hanno vinto le elezioni sulla scorta delle polemiche sul Freccia Rossa” spiega Del Bono “prevedono che la grande distribuzione un aumento del 124%, agli attuali 78.884 mq se ne dovrebbero infatti somare altri 97.688”. Ecco perché Ascom ha parlato di “impatto devastante per il commercio” e Confesercenti ha definito il Piano “schiacciato sulle logiche della speculazione”.

Punto quinto. “Il punto da cui partire era la tutela ambientale” spiega Del Bono “siamo una delle città più inquinate d’Italia, quello era il tema dei temi”. Invece secondo il Pd l’ambiente è totalmente dimenticato in questo Pgt. “Si era detto che bisognava far leva sul recupero dell’esistente” insiste Del Bono “invece si è fatto il contrario”. Ma c’è di più. Perché oltre ad aver scoperto all’ultimo momento che il settore Ambinete della Loggia ha bocciato 12 ambiti strategici (in totale sono un centinaio), dopo una lunga operazione di recupero dei documenti – simile a una caccia al tesoro – Alfredo Bazoli ieri in tarda serata è riuscito ad avere gli allegati al parere dell’Arpa. Un documento in cui l’agenzia regionale boccia altri 20 ambiti di trasformazione indicati nel piano. "L’Arpa” spiega Bazoli “dice chiaramente che si tratta di aree “non sostenibili” per una destinazione residenziale perché a ridosso di fabbriche, strade, centrali termiche". Molti casi riguardano il corridoio metrobus. Al capolinea Prealpino, per esempio, a ridosso delle tangenziali. O a Lamarmora, a soli 80 metri dalla centrale di A2A. Ma poi c’è anche tutta l’area delle Cave. “E fa riflettere” aggiunge Bazoli “che in queste aree giudicate non idonee dall’Arpa per costruire nuove abitazioni siano previsti la maggior parte degli immobili della residenza pubblica e convenzionata”.  “In città sono comparsi alcuni manifesti con scritto "Pgt, più verde, grazie Paroli" aggiunge il segretario cittadino Giorgio De Martin. "Siamo al ridicolo perché i numeri e gli atti dimostrano che non ci sarà più verde, ma più cemento per tutti". 

Punto sesto. Dubbi anche sul sistema delle perequazioni e delle compensazioni. Ci sono casi in cui il meccanismo, per il Pd, ha una logica coerente ma ve ne sono altri “del tutto ingiustificati, senza capo ne coda, che servono solo a dare indici di edificabilità che poi si scaricano poi sul piano”. Una situazione che – come lamentato anche dal Collegio Costruttori – porta a un aumento dei costi delle aree.

Se questo è il merito (Del Bono ne ha anche per il cubo bianco e per la mancanza di strategia sulle infrastrutture, come nel caso della Piccola) c’è poi un problema di metodo. Vale a dire un confronto compresso in pochi giorni, senza documenti a disposizione, senza la possibilità di approfondire e sviluppare un confronto serio sulle carte. “Non è una questione di mero formalismo” sbotta Del Bono “qui è in gioco il cuore della democrazia:  siamo di fronte a una violazione sistematica delle regole. Ieri, in commissione, c’è stato il voto a una delibera a cui mancavano pezzi e allegati. Entro lunedì alle 9 vanno consegnati gli emendamenti:  ma i consiglieri non hanno le carte e devono stendere le loro richieste tra sabato e domenica quando gli uffici sono chiusi”. “Il PGT doveva essere una grande occasione di confronto pe disegnare insieme il futuro della città” aggiunge Bazoli. “Per Brescia è stata un’occasione completamente mancata. L’amministrazione non è riuscita a confrontarsi con la città. Anzi, ha compresso e limitato il dialogo con le parti sociali, le categorie economiche, i residenti. Senza parlare del Consiglio Comunale. A Bergamo hanno dedicato 10 sedute al Pgt. Noi un paio in tutta fretta”. Il Pd, ha ricordato De Martin, nei mesi scorsi aveva fatto incontri, conferenze e convegni e aveva elaborato una serie di proposte. Nessuna è stata accolta. 

“La verità” chiosa Del Bono “è che questa amministrazione ha paura che si entri nel merito del Pgt. E quindi non consente ai cittadini e agli stessi consiglieri di conoscere tutti gli atti del Piano. Qualcuno se ne è accorto nella stessa maggioranza. A questo punto noi lanciamo un appello a tutta la società bresciana perché faccia pressione sull’amministrazione in modo che vi sia un cambiamento radicale del Piano”. 

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UN COMMENTO

  1. e meno male che il Pgt doveva essere un percorso condiviso con la città! sono riusciti a scontentare tutti e nonostante questo non hanno cambiato niente. Alla faccia dell’ascolto e dell’attenzione ai cittadini che avevano promesso in campagna elettorale

  2. Il PD ha una bella faccia tosta…nei comuni dove amministrano sono cementificatori di prima categoria e suersostenitori dei centri commerciali…basti guardare prima con Corsini o ai paesi limitrofi e confinanti con Brescia dove governano loro da anni…e dove sono in opposizione cambiano completamente linea politica…bah …bel mistero…

  3. a casa il signor B e a casa anche la giunta Paroli!!! ogni giorn che passa non fanno che dimostrare quello che oramai hanno capito tutti: sono la peggiore amministrazione di sempre!!

  4. Ha ragione chi sostiene che pure la precedente Giunta aveva ecceduto con gli interventi edilizi. Ma la Giunta Paroli aumenta sempre i metri cubi di cemento rispetto a quelli previsti dalla precedente Giunta (che appunto erano già troppi) ed in molti casi, ad esempio via Sostegno, vengono addirittura triplicati. Se la precedente Giunta aveva ecceduto questa ci sommerge sotto una valanga di cemento!!!

  5. Il PD si allarma inutilmente: ora che il tunnel Ginevra/Gran Sasso funziona Neutrina Gelmini correggerà tutti gli errori del PGT. Siate fiduciosi.

  6. Probabilmente l’ultimo utente intervenuto non ha tutte le informazioni. Prendendo ad esempio la valanga di cemento prevista dall’attuale Pgt che triplica quelli della precedente Giunta, i volumi aumenta il cemento sia in altezza che in piano, tant’è che le aree verdi previste si dimezzano. Quindi questa Giunta si mangia un sacco di suolo che precedentemente non solo non veniva toccato ma si trasformava in verde pubblico attrezzato (giardini, parchi, aree gioco x bambini).

  7. Il compagno della foto ricorda la posa plastica (si parla d’edilizia…) di Lenin, ripreso sapientemente, con le bandiere che garriscono, dal geniale compagno regista, del realismo socialista Eisenstein.

  8. Il compagno della foto per la verità è stato segretario della DC e del Partito Popolare. Cresciuto alla scuola di Martinazzoli e Padula e forse un pò più equilibrato dei forsennati della Giunta paroli

  9. Se avessero "ripreso sapientemente", si sarebbero dovute leggere le scritte sulla bandiera. Scritte e logo del partito, come si vede, sono invece alla rovescia… Chi chiama "compagno" il buon Del Bono, forse non ricorda che Paroli è stato assessore all’urbanistica della giunta Corsini… Ah, la cara vecchia DC: dei mostri sacri, rispetto al panorama del giorno d’oggi…

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