Nel Bresciano gli stranieri sono 192mila (irregolari compresi)

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    Sono 192mila gli stranieri presenti sul territorio bresciano, compresi i regolari non residenti e gli irregolari. E’ quanto emerge dal Rapporto Provinciale sull’Immigrazione, elaborato come ogni anno dall’ISMU. “I dati” spiega l’assessore provinciale Aristide Peli “mostrano come l’immigrazione sia, senza sosta, un fenomeno massiccio in provincia di Brescia e come la provincia sia tra le prime per incidenza di stranieri sul totale complessivo di abitanti. I punti critici di questa realtà, ormai consolidata, vengono evidenziati dal rapporto: in particolare la presenza massiccia di irregolari, il tasso di natalità degli immigrati rispetto a quello della popolazione autoctona e l’incremento nel tempo della percentuale di disoccupati sono situazioni che devono essere affrontate e governate sia in un’ottica di integrazione sia, direi soprattutto, in un’ottica di legalità e di ordine pubblico”.

    Tornando ai numeri al 1° luglio 2010 gli stranieri in provincia erano 191.500 (163.800 residenti regolari, 12.500 regolari non residenti e 15.500 irregolari) con un incremento di circa 6600 rispetto al 1° luglio del 2009. Negli ultimi nove anni e mezzo a partire dal 1° gennaio del 2001 la popolazione straniera proveniente da Paesi a forte pressione migratoria iscritta nelle anagrafi provinciali è invece cresciuta di oltre il 260%: da 45mila a inizio decennio a 164mila unità al 1° luglio 2010, per un tempo medio di raddoppio ogni poco più di cinque anni. A tale popolazione residente vanno poi aggiunte le collettività regolare non residente ed irregolare. La prima è cresciuta, con un andamento ondivago, da 4,2 mila unità a inizio decennio fino a 8,3 mila al 1° luglio 2008 e a 9,0 mila ed al record di 12,2 mila alle medesime date di calendario dei due anni successivi. Il numero di irregolari, invece, a partire da un valore di 10,6 mila al 1° gennaio 2001, ha coinvolto un massimo di 19,3 mila persone appena prima della “sanatoria Bossi-Fini” del 2002-2003 e un minimo di 6,3 mila appena dopo, al 1° luglio 2003; per poi riprendere consistenza numerica fino a riguardare rispettivamente 15,6 mila, 17,8 mila e 19,7 mila unità al 1° luglio degli anni dal 2007 al 2009 – nonostante nel frattempo gli ampi decreti-flussi che hanno agito da “mini-sanatorie mascherate” e l’entrata nell’area di libera circolazione europea di Romania e Bulgaria – ed infine 15,5 mila unità a metà del 2010, in virtù degli effetti dei più recenti provvedimenti di regolarizzazione “per colf e badanti”.

    Sommando le tre diverse componenti per condizione giuridicoamministrativa della presenza, la popolazione straniera proveniente da Paesi a forte pressione migratoria in provincia di Brescia è valutata in definitiva in quasi 192mila unità a metà 2010. Seppure l’ultimo aumento annuo sia solo del 3,6%, ovvero di meno di 7mila unità, si tratta della massima crescita assoluta tra quelle registrate nello stesso lasso di tempo nelle province lombarde, contro le 6mila del milanese, le 4mila dell’area bergamasca, le 2mila di quella monzese e le mille delle province di Varese e di Como.

    In ogni caso, anche in provincia di Brescia un aumento quantitativo così modesto è paragonabile solo a quello avvenuto, in termini maggiori, tra 1° gennaio 2002 e 1° luglio 2003: allora, in virtù della “Bossi-Fini”, con una diminuzione di 13mila irregolari e una contemporanea crescita di 5mila regolari non residenti e 10mila residenti; più recentemente, tra metà 2009 e metà 2010, con una riduzione di oltre 4mila irregolari e un aumento di oltre 3mila regolari non residenti e di oltre 8mila residenti.

    A livello geografico primeggiano per numerosità della presenza a metà 2010 albanesi (23,9 mila, in crescita del 5% negli ultimi dodici mesi), marocchini (23,8 mila, in aumento dell’1% rispetto al 1° luglio 2009) e rumeni (23,5 mila, praticamente invariati a livello quantitativo), che si sono spartiti la leadership quantitativa assoluta negli ultimi tre anni. Dietro a tali primi tre gruppi nazionali si confermano indiani (17,2 mila) e pakistani (15,3 mila), che hanno mantenuto i tassi di crescita assoluti più elevati tra la seconda metà del 2009 e la prima del 2010; e poi più a distanza si segnalano senegalesi (9,0 mila), ucraini (7,8 mila), ghanesi (6,8 mila, particolarità locale dell’area bresciana), egiziani (6,2 mila), cinesi (6,0 mila), moldovi (5,8 mila) e tunisini (4,6 mila).  

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    UN COMMENTO

    1. indispensabile?vallo a dire a chi non trova lavoro a causa loro….o a chi ha bisogno urgentemente di una visita con l’asl o a chi ha bisogno di una casa popolare.E già proprio indispensabili sti immigrati….leggete meno "repubblica" va

    2. e chi dovrebbe lavorare nelle nostre fonderie? e chi farebbe le pulizia nelle nostre case e nei nostri uffici? o chi assisterebbe i nostri anziani? la crisi c’è e il lavoro manca eppure io non vedo la fila di italiani per occupare questi posti. siamo seri, gli immigrati servono!

    3. dai, non tiare in ballo le badanti ucraine. suvvia, mica si sta ragionando con argomenti seri ed intelligenti, qui. vuoi mettere "via i teroni"? ops, "via gli migrati"

    4. Voi sinistri siete tutti uguali:pensate che chiunque abbia idee diverse\opposte alle vostre sia ignorante e disinformato a priori.I paraocchi non vi permettono di pensare che esistano persone di destra colte e informate che ,semplicemente,ritengono gli immigrati una iattura per l’europa e persone che non si fanno fare il lavaggio del cervello sull’accoglienza e l’antirazzismo come voi…

    5. Voglio vedere Brescia strapiena,affollata,colma,piena come un uovo di tutte le razze del mondo,così diventerà la città ideale a misura d’uomo!!!!

    6. se c’è questa grande crisi che si dice ci sia vedrete che e vogliono mangiare (e lavorare) anche gli italiani andranno in fonderia(peraltro il mio vicino di casa , italiano lavora in fonderia), faranno le badanti e così via, altrimenti devo pensare che non sia vero che non ci sia lavoro

    7. "…..e chi dovrebbe lavorare nelle nostre fonderie? e chi farebbe le pulizia nelle nostre case e nei nostri uffici? o chi assisterebbe i nostri anziani? la crisi c’è e il lavoro manca eppure io non vedo la fila di italiani per occupare questi posti. siamo seri, gli immigrati servono! "

      E’ UN DISCORSO SCHIAVISTA.
      CI VADANO GLI ITALIANI, SE NON SONO LAZARU’ E NON SONO COSì ARROGANTI DA PRETENDERE DI FARE TUTTI I DIRIGENTI, GRANDI PROFESSIONISTI O IMPRENDITORI, POLITICI DI PROFESSIONE ETC..

    8. Ogni tipo di lavoro è nobile purché onesto.
      Ogni immigrato clandestino espulso con accompagnamento coatto. Imprese che utilizzino lavoratori in nero chiuse d’ufficio. Proprietari d’appartamento che affittino in nero la loro proprietà vengano multati e l’appartamento posto sotto sequestro per un anno. In caso ospitino clandestini ne rispondano penalmente.

    9. Concetta forse tu sei attorniata da lazzaroni e bravi immigrati quindi probabilmente lavori in posto statale legato al sociale, tuttavia ti riporto al fatto che numerosi operai felici del proprio posto di lavoro si sono visti perdere tutto e a loro un qualsiasi modo onesto di provvedere alla propria famiglia andrebbe bene..

    10. No, è vero. E’ stata seduta sulle poltrone di Roma; di fatto non ha concluso niente di quello che prometteva (ma vi ricordate quanti ultimatum, "primi cento giorni", etc etc…); il suo ministro dell’interno ha mandato vagonate di profughi in valcamonica; siamo nella m. peggio di prima, ditemi se vi è diminuita una tassa qualsiasi… ma vogliono anche uscirne come delle verginelle dicendo che loro non sono al governo… Poi basta dire che c’è Penati e tutto miracolosamente scompare!!!

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