Pedibus: a Brescia mancano i controllori in 7 istituti

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Hanno aderito ufficialmente 10 istituti della città, ma il servizio è partito solo in 3. Il progetto del pedibus è partito decisamente male, ma il tempo per mettere a posto le cose c’è.

Ieri c’è stato il "viaggio inaugurale", alla presenza degli assessori Rolfi, Maione e Taurisano, in rappresentanza del comune e per sottolineare l’impegno della Loggia per garantire il servizio e coprire le poche spese vive che si devono sostenere (i cappellini di riconoscimento, la tinteggiatura delle fermate, la copertura assicirativa). Le scuole che stanno già attuando il servizio sono l’Arici (partecipano in 123 bambini), la Bellini e il Corridoni, quelle invece alle prese con la ricerca dei volontari sono la Giovanni XXIII, la Tiboni, il Don Vender, il Bertolotti, la Deledda, il Marcolini e la Calvino. In questi istituti sono già stati trovati alcuni genitori, o nonni, che svolgono assistenza, ma in numero insufficiente a garantire un buon livello di sicurezza alle comitive di alunni che si dirigono a piedi verso la propria scuola. 

I volontari che volessero dare una mano possono rivolgersi direttamente agli istituti: a fine anno riceveranno in omaggio da BresciaTrasporti tessere di BiciMia e biglietti per il trasporto urbano. Oltre al ringraziamento dei bambini e delle loro famiglie.
a.c.

Il progetto Pedibus: clicca qui per sapere cos’è.

Il bando Pedibus del Comune: clicca qui.

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UN COMMENTO

  1. Il primo bando del progetto piedibus aveva scadenza fine giugno, poi è stato revocato e poi ripubblicato a Settembre con alcune modifiche sostanziali e con termine per la presentazione delle domande al 30 settembre (quindi non ancora scaduto).
    Nel contempo non si sapeva se il primo bando era ancora valido o se era necessario ripresentare tutta la documentazione. Solo in questi giorni alcune scuole, citate nell’articolo, sono state avvisate che le domande presentate con il primo bando erano state accolte. Come era possibile organizzare il servizio, raccogliere le adesioni di alunni e genitori, organizzare giorni e turni per partire in questi giorni? Forse un po’ di chiarezza, al di là della pubblicità dell’evento, sarebbe stata più utile.
    Un plauso infine a quelle scuole che, nonostante questa confusione, sono riuscite a partire ugualmente con il servizio.

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