Viaggio in provincia (Palazzolo, Rovato, Chiari, Orzinuovi)

    0

    di Salvatore Scandurra – Mentre stiamo indagando tra le maggiori piazze, vie e quartieri della nostra Brescia, la lente d’ingrandimento di 12Mesi si dirige anche fuori porta. Nella nostra provincia, la più estesa in tutto il territorio nazionale, diversa per geografia, attitudini, consapevolezza. Un dovere morale oltre che di cronaca. I segni, le storie, il profilo più vero di una provincia vicina e lontana allo stesso tempo, che racconta il carattere, la natura dei problemi, le aspettative future di vecchi e nuovi bresciani. Per questo viaggio è opportuno la-sciarsi alle spalle il mito di una provincia immobile e incontaminata che non esiste più, ma anche il pregiudizio di una scelta vissuta come un ripiego, una fuga dall’omologazione, dall’appiattimento cittadino. E invece, nelle parole dei volontari e delle associazioni, dei sindaci e degli artisti, dei commercianti e degli imprenditori, sarà facile vedere riaffiorare nella concretezza, tipica dei mestieri, il cuore segreto di una comunità il cui battito è accelerato dall’ansia del cambiamento, dalla paura della recessione o rallentato, talvolta, dalla persistenza delle tradizioni, nei suoi tratti più sinceri. Più antichi. Nell’Italia di oggi, e la provincia di Brescia non fa certo eccezione, presa nella morsa di una crisi globale, il nostro viaggio ci trasporta in quel tessuto di nervature sotterranee in cui si stringono in maniera inscindibile uomini e territorio, tempo e spazio, credenze e tradizioni: le fondamenta stesse su cui si basano e crescono le comunità cosiddette “civili”. Un’inchiesta che ci offre l’opportunità di ricomporre lo specchio rotto di un’identità troppo spesso bistrattata: quella italiana ancor prima bresciana.

    Iniziamo il nostro viaggio da una zona ben definita: Chiari, Orzinuovi, Palazzolo, Rovato. Un comparto economico per certi versi eccezionale, che vive sulla direttrice Brescia–Milano, o meglio, se si preferisce, sull’asse Torino–Venezia. Abbiamo cercato di spiegare il tessuto di queste realtà indagando sull’area produttiva, commerciale e sociale; ascoltando sindaci, rappresentanti di categoria, commercianti e imprenditori, non tralasciando la voce che da sempre caratterizza e fotografa al meglio la situazione di ogni momento storico: quella della strada.

    Nei prossimi numeri ci sposteremo sui laghi, in prossimità delle montagne, nelle aree critiche a ridosso del capoluogo. Raggrupperemo sempre i Comuni in aree, per capirne meglio le tipicità, molto spesso estremamente differenti, anche a una manciata di chilometri di distanza. Sonderemo le voci di una provincia viva e vasta come quella della Leonessa, proseguendo il racconto di “Strade e quartieri” cittadini

    per raccontare quelle vie e quelle facce che ancora mancano all’appello dei nostri microfoni. La voce dellagente, prima di ogni altra cosa. A tutti,buon viaggio.

     

    Comments

    comments

    LEAVE A REPLY