Lago di Garda “Un sistema che tiene” (Lonato, Desenzano , Padenghe, Sirmione)

    0

    di PaoloEmilio Bonzio – Il turismo e il suo indotto, sulle rive bresciane del basso Garda, tiene soprattutto se si trovano conferme che unendo le forze e facendo sistema si regge meglio la concorrenza. Bene la produzione di vino e olio che trovano nella specificità di questo territorio le caratteristiche per confermarsi ai vertici dei prodotti nazionali. Il piccolo commercio ha saputo reagire al crescere dei grandi centri commerciali così come il sistema delle piccole e medie imprese artigiane hanno saputo cogliere le occasioni di un turismo stagionale e soddisfare le esigenze dei residenti, nel periodo invernale.

    La rete viaria sconta l’aumento del traffico estivo con un numero di abitanti anche cinque volte superiore rispetto alla bassa stagione, situazione questa che mette a dura prova anche il sistema sanitario. Ma tornando al turismo, settore dominante in quest’area della nostra stagione 2009 cominciata con presagi funesti ma conclusasi in modo, tutto sommato, positivo. Il Garda, dunque, fa meglio rispetto all’Italia e secondo i dati diffusi dal Broletto, guadagna tra i 5 e i 6 punti percentuale rispetto all’anno precedente con 1.222.588 arrivi e quasi 6 milioni di presenze.

    Un turismo non solo stagionale ma anche del “fine settimana” essendo il Garda facilmente raggiungibile da Brescia, Verona e Mantova. Per lo stesso motivo ha registrato un buon risultato il turismo legato al business dei centri fiera sia del bresciano che del veronese.

    La Provincia di Brescia attira più turisti della Calabria” ha detto il presidente della Provincia, Daniele Molgora ma per continuare su questa strada il comparto numero uno dell’economia locale dovrà sempre più “fare sistema” e parlare con una voce unica superando i campanilismi per venire incontro al turista. Il Garda all’estero è conosciuto senza divisioni ed il turista è attirato dalla varietà di un’offerta sempre più a 360 gradi che va dalla possibilità della balneazione, alla natura, alla possibilità di praticare tutti gli sport e che comprende un’offerta eno-gastronomia ricca di specialità. Ci sono poi le città d’arte facilmente raggiungibili e l’entroterra della Valtenesi con le sue colline, i frantoi, i vigneti, gli agroturismi.Segnali positivi si avvertono anche dal settore dei parchi tematici e di divertimento che con la creazione del network “Parchi del Garda” affrontano il mercato come un soggetto unico. L’auspicio di tutti per il futuro prossimo è comunque che un unico soggetto possa farsi promotore del turismo per tutte e tre le provincie che si affacciano sul Lago di Garda. Il lago, non dimentichiamolo, è uno solo. Rimane invece una questione aperta il nodo della rete viaria obsoleta, il cui sviluppo è fermo da anni e sulla quale grava un eccessivo carico automobilistico sia nella stagione estiva sia nei fine settimana e non solo sulla Gardesana ma anche sull’Autostrada del Brennero per chi vuol raggiungere il lago da nord. Turismo a parte, l’economia del basso Garda può trovare linfa vitale da una produzione vinicola e d’olio d’oliva (4.550 quintali, di cui 690 certificati Dop sulla sponda bresciana) di eccellenza, senza dimenticare il piccolo commercio e i negozi di vicinato, con numeri da record per la media provinciale (una vetrina ogni 15 abitanti a Limone, una ogni 22 a Sirmione, una ogni 33 a Salò e una ogni 39 a Desenzano). Ma l’ipotesi che possano sorgere altri centri commerciali e ipermercati preoccupa i commercianti, già circondati da imponenti strutture di vendita. Le attività produttive legate al turismo rappresentano l’altra faccia della medaglia. Ecco allora i rimessaggi e i cantieri nautici (circa 300 operatori nel settore), della Federal Mogul (pistoni) che chiude i battenti dopo 60 anni, di una Lonato sempre più a due anime, produttiva e turistica (specialmente da quando si fregia della dicitura “Del Garda”) che con il nuovo Pgt ha riservato 386mila mq a industria e artigianato, segno evidente della spinta delle aziende che intendono potenziarsi sul territorio. Una delle sfide per il futuro del Garda resta comunque quella della salvaguardia del suo patrimonio naturale dove si dovrà trovare una mediazione tra lo sviluppo economico e la crescita edilizia.

    Comments

    comments

    LEAVE A REPLY