Standing ovation per Ludovico Einaudi al Teatro Grande

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    E’ tutto nella standing ovation finale il bilancio del concerto di Ludovico Einaudi, che si è tenuto nella serata di ieri al Teatro Grande. Il pianista torinese – tra i più apprezzati del mondo – ha aperto la serata eseguendo al piano alcuni lavori tratti da Nightbook, album del 2009 a cui ha fatto seguito un tour europeo con oltre 80 date (l’ultima, nel marzo del 2010, alla Royal Albert Hall di Londra davanti a 5000 persone). Quindi, in un crescendo di intensità, ha effettuato un percorso a ritroso nella sua produzione artistica – in cui non mancano contaminazioni con rock, pop e folk – chiudendo il concerto con alcuni dei suoi "classici", come Giorni dispari e Nuvole bianche, che hanno portato il pubblico fino alla liberatoria ovazione finale.

    Torinese di nascita, Einaudi si diploma in composizione al Conservatorio Verdi di Milano, perfezionandosi sotto la guida di Luciano Berio. Verso la fine degli anni Ottanta attraversa un periodo di sperimentazione e ricerca. Nel 1990 pubblica ‘Stanze’, 16 composizioni interpretate dall’arpa elettrica di Cecilia Chailly, che viene pubblicato anche in Inghilterra. Ma è l’album ‘Le Onde’ (1996) che rappresenta il vero punto di svolta nella sua carriera. Con ‘Le Onde’ Einaudi compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf. Il disco, concentrato di quel suono circolare, avvolgente e minimalista che diventerà la cifra del suo stile, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica.Tiene concerti e promuove la sua musica in tutto il mondo.  

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