Banda larga, l’allarme di Ghirardelli: “La Provincia fa troppo poco. Scelga: è una priorità o no?”

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    (da.bac.) Il futuro passa dalla rete. Non ci si scappa. Eppure a Brescia non tutti ne sono convinti. L’assessore provinciale all’innovazione Corrado Ghirardelli lo ha spiegato quasi sconsolato oggi, durante una commissione dedicata alla diffusione della banda larga nel territorio bresciano: per vincere questa sfida la Provincia “ha fatto troppo poco”. Negli ultimi anni ha speso meno di un milione di euro, “quanto due o tre rotonde”, mentre per le infrastrutture di cemento – rotonde comprese – sono stati spesi centinaia di milioni. “Sarebbe bastato anche solo l’1% di quelle risorse per avere infrastrutture informatiche d’eccellenza” ha spiegato Ghirardelli. Non che si sia fatto poco. Anzi, con le risorse a disposizione si è fatto fin troppo. Ma è stato un po’ come fare le nozze con i fichi secchi. Si è racimolato ogni quattrino che Europa, Stato e Regione hanno messo a disposizione, si è bussato alle porte dei privati e delle società di comunicazione. In totale sul territorio bresciano si sono fatti o sono in arrivo investimenti per circa 27 milioni. Soldi usati per lo più per creare dorsali di fibra ottica (in valle Camonica si è sfruttata la linea Iseo-Edolo, in valle Sabbia si creerà un collegamento tra tutti i 25 comuni), posare fibra a supporto delle centrali telefoniche lombarde per la diffusione di adsl (fino al 99,7% del territorio lombardo) o creare zone per il wi-fi libero. Il Broletto, come detto, ha tirato fuori meno di un milione. Per Ghirardelli troppo poco. Su innovazione e nuove tecnologie si giocherà buona parte della competitività del nostro territorio e delle nostre aziende, ha spiegato. Ancora oggi, fette di territorio sono tagliate fuori da un collegamento veloce: non hanno l’Adsl e – per collegarsi a internet – devono usare i vecchi modem a 56 k. Giusto razionalizzare le risorse, soprattutto in questo periodo, ma per stare al passo con quanto avviene in Europa, il Broletto dovrebbe mettere al centro dei suoi programmi lo sviluppo di autostrade informatiche.

    Il tema posto da Ghirardelli è allora questo: è o non è una priorità fornire al territorio la possibilità di avere collegamenti veloci? “Per me lo è” ha spiegato Ghirardelli “e continuerò ad operare con il poco che ho perché ci credo. Però è giusto che si sappia che le risposte alla domanda di banda larga sono arrivate a fronte di un investimento minimo. In questi anni le risorse per l’innovazione sono sempre state poche, ora quasi non ci sono più. Mi è stato detto che non è una questione prioritaria. Qualcuno è arrivato a dire che la Provincia non dovrebbe più portare avanti il progetto banda larga. Mi è stato anche detto che io giravo troppo e che ora non ci sono più i soldi. Ma se lo facevo era per incontrare aziende e cercare competenze e investitori. E qualcosa, infatti, abbiamo portato a casa. Tra qualche giorno a Capri ci sarà un importante convegno dedicato a questi problemi, ci saranno ministri e operatori e le più grandi aziende del settore, da Vodafone a Wind. Mi pagherò il biglietto di tasca mia. Non è un problema. Ma il tema è: vogliamo giocare un ruolo da protagonisti in questa partita o no? Sono questioni decisive per il nostro futuro, non si tratta di una fissa di un assessore. Io credo che la banda larga serva per la competitività delle nostre aziende e del nostro territorio. Oggi siamo in difficoltà. E’ arrivato il momento delle scelte”.

    La struttura dell’assessorato, ha commentato il presidente della commissione Pierluigi Mottinelli (Pd), ha fatto il massimo con il minimo delle risorse. “Ma in questi anni non ho visto nessun particolare impegno da parte della maggioranza. Nei giorni scorsi il presidente Molgora ha spiegato che, dopo gli sforzi per risanare i conti di questi anni, nel bilancio 2012 vi sarà qualche risorsa a disposizione. Se davvero crediamo che questa sia una priorità – e io credo che lo sia” ha concluso Mottinelli “dovremo destinare a questo parte delle risorse”. “Non possiamo pensare di portare livelli minimi di banda larga” ha aggiunto Roberto Cammarata (Pd) “serve un servizio di rango europeo. Così come per il wi-fi libero – oggi presente solo in 3-4 comuni (Ponte di Legno, Orzinuovi, Castegnato e Brescia, ndr) – non possiamo lasciare tutto alla buona volontà delle amministrazioni. Serve uno sforzo condiviso e anch’io penso che tutto il consiglio dovrebbe vedere in questo tema una priorità”.  

    Resta da capire se Ghirardelli riuscirà a convincere la sua maggioranza e soprattutto il presidente Molgora la banda larga è una priorità sulla quale vale la pena di investire. 

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