Suolo agricolo, cade l’ultima trincea: la Lombardia sotto il milione di ettari

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    Sembrava l’ultima trincea, ma è caduta pure quella. La Lombardia è scesa sotto la soglia psicologica del milione di ettari di territorio agricolo disponibile. Il dato emerge dall’ultimo censimento 2011 sulle aree rurali ed è stato diffuso nei giorni scorsi a Milano in occasione del convegno “L’uso del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni” durante la presentazione del rapporto Ersaf sul consumo di suolo. 
    "I nuovi Piani di governo del territorio – ha spiegato Ettore Prandini, presidente provinciale Coldiretti durante l’intervento al convegno – avrebbero dovuto prevedere la salvaguardia del territorio agricolo di particolar pregio, ma non sta avvenendo; è un dato preoccupante. Il consumo di suolo sta aumentando e non è giustificato né dal punto vista residenziale nè produttivo, perché questi terreni sono stati spesso occupati da case invendute o da capannoni vuoti e questo ci deve far riflettere sull’utilità di tante costruzioni in aree che non potranno poi più essere recuperare all’utilizzo agricolo e ambientale”.
    Anche perché sul totale delle superfici consumate, i due terzi riguardano proprio quelle più fertili. Con un impatto sia sulla produzione alimentare che sulla difesa ambientale: ogni anno in Lombardia si perde una potenzialità di produzione pari a 27 mila tonnellate di grano e si riduce di 850 mila tonnellate la capacità del terreno di immagazzinare anidride carbonica che così, in parte accresce l’effetto serra. Inoltre il consumo di suolo ha anche altri effetti sul clima e sull’evaporazione delle acque, causando l’accumulo in atmosfera di un’energia pari a 5-6 milioni di chilowattora ogni anno (l’energia necessaria al funzionamento di quasi 20 milioni di frigoriferi).
    Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Ersaf – le province che hanno subito di più l’assalto al suolo sono state Lodi, Mantova e Cremona. Mentre il resto del territorio (Milano e la Brianza, Bergamo e Brescia, Varese, Como e Sondrio) era stato già stato colpito in periodi precedenti. E in questo momento – ha concluso Ettore Prandini – ci sono in ballo anche le grandi autostrade progettate o in costruzione: dalla Pedemontana alla Brebemi fino alle nuove tangenziali milanesi.

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