Tassi di prestito al 120%, tre camuni accusati d’usura, estorsione e riciclaggio

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    Tre camuni sono finiti nei guai. Secondo l’accusa, infatti, elargivano prestiti con tassi d’interesse del 120%. Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Da stamane è infatti in corso un’operazione dei carabinieri della Compagnia di Sondrio, guidati dal capitano Claudio de Leporini, volta a smantellare un’organizzazione di almeno quattro persone dedita a usura, estorsione e riciclaggio fra le province di Sondrio, Brescia e Bergamo. Al momento sono stati eseguiti un ordine di custodia cautelare in carcere e due obblighi di dimora. 

    Otto le vittime finora accertate di cui quattro hanno collaborato con gli investigatori. Il tasso d’interesse imposto era del 10% mensile, pari al 120% annuo. In queste ore sono in corso perquisizioni e sequestri di 14 immobili e 4 conti correnti riconducibili al gruppo. Fra le particolarità emerse nell’indagine quella dell’arrestato che, nonostante il vasto patrimonio accumulato, era completamente sconosciuto al fisco e addirittura percepiva un ”assegno sociale” per meno abbienti dell’importo di 630 euro mensili, motivo per il quale e’ accusato anche di truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale.

    E’ stata la denuncia di un libero professionista di Sondrio, che ha raccontato ai Carabinieri di essere sotto usura da oltre 10 anni, nel corso dei quali aveva già sborsato 600 mila euro a fronte di un prestito da 10 mila, a fare scattare le indagini e ora l’arresto di F.F. 72 anni, residente a Darfo Boario Terme, ragioniere in pensione. Altre due misure di obbligo di dimora sono state eseguite, sempre su ordine del gip del Tribunale di Sondrio, a carico di A.T., 76 anni e L.R., 55 anni, entrambi residenti a Pisogne. Una quarta persona è indagata in stato di libertà.

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