Proiettili nel cestino della bici: minacce a un giudice bresciano

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    (a.c.) Non uno, non due: addirittura undici. Sono i proiettili che un magistrato in servizio presso il tribunale di Brescia ha trovato nel cestino della propria bicicletta, coperti da un foglio di carta.

    Una minaccia molto seria, che la magistratura di Venezia, competente per quella di Brescia, certamente non ha sottovalutato: al giudice è stata assegnata una scorta. Secondo l’edizione odierna di Bresciaoggi il magistrato che ha subìto la minaccia non sa dire con certezza dove i proiettili gli sono stati messi nel cestino, in quanto avrebbe notato il foglio molto prima di scoprire cosa celava. Certo è che chi li ha messi conosceva le abitudini del giudice, e sapeva quale è la sua bicicletta. Un particolare inquietante è che gli 11 proiettili sono di tipologia diversa: ci sono tre cartucce da caccia e 8 proiettili da pistola di due calibri differenti, segno che la persona che ha voluto intimidire dispone di più armi da fuoco.

    Le indagini, coordinate da Venezia, sono condotte dalle forze dell’ordine bresciane che stanno scandagliando tutta l’attività del giudice. 

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    UN COMMENTO

    1. Questo è il risultato di un paese invivibile, nonostante tutte le balle sulla sicurezza che qualcuno,ostentatamente, ci ha voluto fin qui far credere!

    2. Il magistrato in oggetto può benissimo chiedere il rilascio di porto d’arma per dfesa personale.
      Al contrario di un comune cittadino a lui/lei verrà rilasciato immediatamente.

    3. Che razza di discorso del cavolo è quello della ripicca verso un magistrato che può chiedere più facilmente del lettore il porto d’armi in caso di pericolo. Il punto è che non siamo nel far west, dove ognuno spara all’altro per difendersi, ma in un paese civile dove l’autorità dello Stato deve mettere tutti i cittadini nella condizione di essere difesi da qualsiasi forma di aggressione alla propria persona.

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