I tagli di Tremonti mettono a rischio la Tav Treviglio-Brescia. Matteoli: “Assurdo”

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    Non si sono ancora placate le polemiche sul riferimento alle elezioni anticipate in Spagna che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, finisce nel mirino per una nuova infornata di tagli alle infrastrutture. Questa volta è il titolare delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ad aprire il fronte delle polemiche, dichiarandosi "nettamente contrario" a tagliare 6 miliardi di Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) assegnati a opere già contrattualizzate, come la Tav Treviglio-Brescia.

    Il nodo, anticipato dal Sole 24 ore, consiste nel fatto che la revoca del finanziamento comporta il rischio di danno erariale in caso di ricorso da parte delle imprese aggiudicatarie.

    "E’ chiaro che ci sono contratti firmati e sarebbe assurdo tagliare i fondi per poi pagare delle penali eguali a quei fondi che si vorrebbero risparmiare", ha detto Matteoli questa mattina parlando con i cronisti, secondo quanto conferma il suo portavoce.

    Anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia critica Tremonti: "E’ preoccupante che il decreto sviluppo non solo non preveda nuove risorse per le infrastrutture, l’efficienza energetica e quello che serve per il rilancio, ma i 6 miliardi di tagli ai costi dei ministeri sarebbero tagli ai Fas. Dunque ulteriori tagli alle infrastrutture. Se è così non è certo un decreto sviluppo", ha aggiunto la Marcegaglia intervenendo a un seminario della Luiss.

    Sono diverse le opere che rischiano di essere de-finanziate e tra queste figurano anche il tratto dell’alta velocità Brescia-Treviglio e il ponte sullo stretto. 

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