Tra campi e città, un borgo timido ( Castegnato )

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    di Alessandra Tonizzo – Ci sorpassa un trattore, poi un altro ancora. Non siamo in aperta campagna, ma a Castegnato, paesedella Franciacorta meridionale a soli 8 chilometri da Brescia. A Castegnàt vivono circa 8 mila abitanti – molti dei quali patiti dello sport all’aria aperta –, il traffico non lambisce l’abitato e c’è un silenzio che invita a prendersela comoda, girovagando tra le botteghe sparse qui e là come una manciata di grano gettata dall’alto. Infatti, nel paese non c’è un centro definito, una via di negozi in successione – eccezion fatta per il piccolo nucleo di Via Francesco Franchi –, e questo invita alla scoperta. Scoperta che si può fare piacevolmente, percorrendo l’agevole zona pedonale che accompagna senza l’ansia di condividere marciapiedi angusti con biciclette e auto a tutta velocità, cosa ahinoi assai ricorrente, nel nostro hinterland. Incontriamo anziani mano nella mano, signore di mezza età che s’incontrano per una colazione tardiva, donne velate che scortano gelosamente i propri figli in fasce. Sfogliando i giornali, il nome di Castegnato è spesso affiancato a una spada di Damocle che qui tutti respingono da tempo: la discarica Bosco Sella, un incubo del quale il paese non vuole gravarsi, quando un deciso “abbiamo già dato!” è sulla bocca di ogni cittadino. Animi infervorati in corpi quieti: per le strade di Castegnato si respira calma, e stupisce, infatti, che presto venga inaugurato un sistema di controllo in videosorveglianza. Forse, questo borgo tra i campi e la città ha un segreto da nascondere, una colorita vitalità ben custodita. Che si intravede negli occhietti curiosi dei bambini alla ricreazione di questo giorno primaverile: timidi ma accesi, vivissimi.

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