Una modernità vecchio stile (Via Veneto)

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    di Bruno Forza -Passeggiando per via Veneto e dintorni si ha la sensazione di trovarsi in un grande quartiere a misura d’uomo dove non manca nulla, dove la socializzazione è all’ordine del giorno e gli ingranaggi della civiltà ruotano a meraviglia. Tutto inizia ai giardini, che nelle giornate di primavera si colorano di natura e di un vissuto autentico. Gli anziani conquistano le panchine, giovani e adulti si tuffano in un libro, mentre mamme di tutte le nazionalità condividono la fatica di rincorrere bambini trasformati in grilli dal sole primaverile. La passeggiata prosegue verso sud sfruttando l’unicità degli ampi marciapiedi alberati, dove si può camminare guardandosi intorno e dove ci si può incontrare senza farsi condizionare dall’assillo di un traffico veicolare comunque pesante e indigesto. Ci sono attività di ogni genere: dal fiorista alla pescheria, dal negozio di elettronica alla banca. Chi abita qui può dire addio ai centri commerciali. Si vive molto la strada, ma anche i bar sono zeppi di anziani intenti in vere e proprie maratone di giochi a carte che iniziano già nel primo pomeriggio. Poi c’è lo storico oratorio della Pavoniana, che accoglie un centro giovanile e costituisce un punto di riferimento importante per le famiglie. Il viaggio finisce ai confini di via Veneto, a Campo Marte: il parco de no’altri, una vastissima area verde vissuta, ma non proprio vivibile. È in luoghi come questo che si costruisce una città migliore correndo sulla pista sterrata con un amico, incontrando casualmente la ragazza dei sogni, provando a giocare a cricket con esperti indiani e pakistani o sedendosi su un muretto per un paio d’ore lasciandosi affascinare dalle storie di vita di uno sconosciuto che, quando il sole tramonterà, non sarà più tale.

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