La Centrale del latte compie 80 anni. Rolfi: “Il 51% resterà nelle mani del Comune”

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    (da.bac.) Difendere il modello Centrale del latte, mantenendo la guida pubblica. E’ un messaggio di continuità quello che il vicesindaco Fabio Rolfi e il presidente della sociatà comunale Franco Dusina hanno voluto lanciare in occasione della presentazione dei festeggiamenti per gli 80 anni della Centrale. Ottant’anni segnati da tre concetti chiave, ha spiegato il vicesindaco: tradizione, territorio e innovazione. “Dobbiamo guardare con orgoglio a questa storia, che e’ la storia di un’azienda ma anche di Brescia. Il nostro obiettivo è difendere questo modello e fare in modo che possa continuare per almeno altri 80 anni”.

    Messaggi chiari che dicono come la presenza del Comune nella compagine azionaria non sia in discussione. Oggi" la Loggia detiene il 96% delle azioni della Centrale. L’evoluzione normativa chiede alle pubbliche amministrazioni di "alleggerire la loro presenza nelle aziende pubbliche, soprattutto quelle non “istituzionali”. Si tratta di un percorso che dovrebbe portare a una presenza non superiore al 40%. Viste le difficoltà di bilancio della Loggia nelle scorse settimane si era ipotizzata una fuoriuscita del Comune dalla Centrale. Ipotesi che per Rolfi non è invece mai stata in campo. “Noi” ha spiegato “abbiamo espresso la volontà di confermare la presenza pubblica. E’ un’azienda che fa utili, legata al territorio, con una ricaduta sociale degli utili. L’indicazione normativa ci chiede una diminuzione della nostra presenza. L’idea è allora quella di iniziare un percorso di progressiva dismissione di alcune quote ma in modo da mantenere il 51%”. Un’ipotesi, ha ripetuto più volte Rolfi, richiesta dalle nuove norme. “Se fosse per me” ha infatti spiegato “la nostra presenza dovrebbe restare invariata”. Anche perché la vendita del 45% potrebbe fruttare alcune decine di milioni di euro, ma non risolverebbe i problemi della Loggia e sarebbe poca cosa rispetto anche a un solo punto percentuale di A2A. La vendita, ha poi specificato Rolfi, dovrebbe coinvolgere i produttori locali, quelli che già oggi conferiscono il loro prodotto alla centrale, magari riuniti in una cooperativa, non certo una multinazionale. “Così saremo sicuri di tutelare gli interessi e i valori del territorio”.

    Un’impostazione che ricorda quella tenuta da Martinazzoli nel 1996. “A quell’epoca” ha ricordato il presidente Dusina “Callisto Tanzi (al tempo presidente di Parmalat, ndr) voleva la Centrale di Brescia, così come aveva ottenuto tutte le altre. Offrì 20 miliardi di lire, ma Martinazzoli gli chiese:  “E poi cosa ne farai?”. Non se ne fece nulla. Quella di Martinazzoli fu una scelta coraggiosa e lungimirante. E sono sicuro che anche oggi i nostri amministratori faranno una scelta di questo tipo, magari aprendo ai privati ma garantendo la guida pubblica”.

    Intanto, come detto, nei prossimo giorni partiranno le iniziativa per gli 80 anni della Centrale. La prima linea di produzione entrò infatti in funzione il 31 ottobre 1931. Ottant’anni nei quali l’azienda ha saputo rinnovarsi, offrendo prodotti sempre nuovi, ma mantenendo l’impronta della tradizione. I “festeggiamenti” dureranno fino a fine anno: periodo nel quale i prodotti avranno una nuova veste grafica, con la coccarda celebrativa, la foto dei primi camioncini e soprattutto una leonessa sdraiata su un blocco di marmo che resterà nel simbolo della Centrale.  Infine da oggi è online il nuovo sito internet: www.centralelatte-brescia.it

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