La geografia dei sistemi dell’arte nella Lombardia ottocentesca. Due appuntamenti a Brescia e Chiari

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    A partire da giovedì 20 ottobre, l’Aref promuove una serie di presentazioni de La geografia dei sistemi dell’arte nella Lombardia ottocentesca, quinto volume della serie Nuovi itinerari della ricerca della collana editoriale Segmenti, edita dall’Aref.

    Pubblicato la scorsa primavera, il libro è stato presentato anche alla Galleria d’Arte Moderna di Milano e alla Biblioteca Civica di Trento.

    Il volume è curato da Roberto Ferrari, con scritti di Federica Bertella, Marco Camisani, Nicoletta Colombo, Roberto Ferrari, Salvatore Ferrari, Silvia Iacobelli, Maddalena Penocchio, Francesca Porreca, Lucia Raccagni, Fabiana Verrillo.

    Questo il calendario delle prossime presentazioni:

    giovedì 20 ottobre ore 17
    Sala Conferenze dell’Emeroteca della Biblioteca Civica Queriniana (ingresso dalla scalone dell’Anagrafe, cortile del Broletto)
    intervengono: Marco Camisani, Ennio Ferraglio, Roberto Ferrari, Maddalena Penocchio

    lunedì 24 ottobre ore 20.30
    Biblioteca Comunale di Seriate (via Italia 58, Seriate – Bergamo)
    in collaborazione con A.S.A.V. – Ass. Seriatese Arti Visive
    intervengono: Roberto Ferrari, Fabiana Verrillo

    venerdì 28 ottobre ore 20.45
    Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi (via Bernardino Varisco 9, Chiari – Brescia)
    intervengono: Federica Bertella, Roberto Ferrari, Silvia Iacobelli

    Il nuovo libro dei Nuovi itinerari della ricerca prosegue sulla strada tracciata da Vado a Brera (2008), e partendo dall’Accademia milanese considera situazioni “periferiche” quali Bergamo, Brescia e Pavia. Per tutta la prima metà dell’Ottocento, l’Accademia di Brera si configura come il centro del sistema dell’arte lombardo, ricoprendo storicamente ruoli diversificati e divenendo un fragile, ma sostanziale punto d’equilibrio tra il passato ed il presente. Al “modello Brera” si rifanno giocoforza tutti i contesti regionali in forma di subordinazione e o imitazione, come Brescia e Pavia, ma anche di contrapposizione quasi sempre in posizione arretrata, vedi il caso Bergamo. Brera contribuisce poi a far decollare il mercato, nuovo e imperioso soggetto del sistema dell’arte contemporaneo, in alleanza con nuovi soggetti emersi “fuori tempo”, come la Permanente, mancato polo alternativo al potere accademico. A questa nuova impresa editoriale hanno partecipato diversi valenti ricercatori, storici e critici d’arte, operanti in differenti aree territoriali:
    – Nicoletta Colombo è autrice di un saggio sulla realtà artistica milanese del secolo XIX;
    – Roberto Ferrari ha curato lo studio sul sistema dell’arte e in particolare sull’editoria nel capoluogo lombardo;
    – Silvia Iacobelli e Maddalena Penocchio hanno invece preso in esame i premiati a Brera, gli espositori alla Permanente, e per quanto concerne il contesto bresciano le mostre dell’Ateneo;
    – Marco Camisani ha ulteriormente analizzato la realtà bresciana per quanto riguarda i salotti e gli operatori culturali che si sono occupati d’arte, sempre nel secolo XIX;
    – Roberto Ferrari, Federica Bertella e Fabiana Verrillo hanno analizzato il ruolo storico dell’Accademia Carrara di Bergamo;
    – Francesca Porreca ha studiato la realtà pavese;
    – Salvatore Ferrari ha aperto una via verso il nord-est con una ricerca inedita sui legami profondi tra il centro milanese e il Trentino.

    Aref
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