Aggressioni sui bus, gli autisti Sia chiedono le ‘gabbie di protezione’. “Abbiamo paura: non vogliamo essere costretti a difenderci da soli”

    32

    di Andrea Tortelli – Di "servizi di sicurezza autorganizzati", o ronde, non se ne parla ancora. Ma la paura è forte. E qualcuno, tra gli autisti Sia di Brescia, potrebbe ben presto essere tentato di fare da solo. L’ultimo episodio di violenza risale a venerdì sera, intorno alle 19.30, quando un conducente in partenza da Brescia per la Valtrompia è stato aggredito a pugni da un immigrato asiatico. Il motivo? Seguendo le direttive della compagnia, l’autista si era permesso di chiedere al giovane – frequentatore abituale della linea – di esibire il biglietto. Risultato: il 40enne è stato ricoverato e per almeno sette giorni dovrà indossare il collare. Ed è magra consolazione sapere che l’aggressore è stato ripreso dalle telecamere della sicurezza interna."Negli ultimi due anni", raccontano con la garanzia dell’anonimato alcuni dipendenti della società di trasporti, "le aggressioni fisiche e verbali nei confronti degli autisti non si contano nemmeno. Abbiamo paura e non ci sentiamo tutelati da Sia".

    Le tratte più pericolose sono quelle verso il Garda e la valle, dove i "portoghesi" – e i ricoveri, almeno tre in due anni – abbondano. E poco possono fare contro questo fenomeno i controllori, che sono soltanto due – a fronte di corse che partono ogni 15 minuti nelle tratte più frequentate – e si alternano sui bus soprattutto negli orari di punta, cioé dalla prima mattina fino alle 2 del pomeriggio. Dunque il problema è (quasi) interamente sulle spalle dei 250 autisti in forza alla società. Che si trovano stretti in una morsa letale. Da una parte i violenti, dall’altra gli utenti onesti. Stranieri in entrambi in casi, visto che l’80 per cento dei passeggeri sulla linea valtrumplina è di origine extracomunitaria "Ormai", spiega un autista, "non interveniamo più. Le forze dell’ordine ci rispondono spesso che non hanno i mezzi per intervenire. E i passeggeri – se fermiamo la corsa per permettere l’identificazione di chi non paga – si lamentano del fatto che arrivano in ritardo a casa. Mentre se non facciamo nulla si scandalizzano perché chi non paga rimane impunito". Tra i due fronti ci sono gli autisti. E c’è Sia, a cui i conducenti rimproverano di non fare abbastanza per tutelare la loro sicurezza. Nemmeno quando questo coincide con il suo stesso interesse. "Determinati episodi", continua l’anonimo, "arrecano un danno anche all’azienda, ma questa non interviene mai direttamente. E lascia a noi – che campiamo con 1.300 al mese e un avvocato non possiamo nemmeno permettercelo – la ‘possibilità’ di sporgere denuncia".

    Da qui, ancora un anno fa, la decisione di rivolgersi al sindacato interno per manifestare "paura e disagio", sentimenti che si sono tradotti anche in una lettera – con circa 100 firme in calce – ai vertici di Sia. "L’ipotesi di farci giustizia da soli", continua la fonte di Bsnews.it, "non la teniamo nemmeno in considerazione. Ma se l’azienda non farà al più presto qualcosa il rischio che qualcuno decida di autotutelarsi è forte". Di fronte a questa situazione, gli autisti chiedono innanzitutto di aumentare il numero dei controllori e minacciano di fare lo "sciopero" della verifica dei tagliandi di viaggio. Una mossa che però sposterebbe soltanto il problema. Per tale ragione la (vera) richiesta è quella di definire misure più concrete di tutela. Qualche settimana fa è stato sperimentato l’affiancamento di vigilanti privati ai controllori. Ma è durato poco. E ora i conducenti degli autobus invocano le "gabbie" di protezione: barriere (di vetro o metallo) che permettono di isolare il conducente dai passeggeri come già avviene su alcuni bus di Brescia Trasporti o sui tram milanesi. O, in forma rinforzata, sui mezzi che fanno i servizi speciali come l’accompagnamento degli ultrà allo stadio. L’alternativa – riferiscono a mezza voce gli autisti – è il Far West. La terra dove ciascuno è chiamato a farsi giustizia da sé. E dove il confine (labile) tra giustizia e ingiustizia è tagliato a filo dalla traiettoria dei colpi.

    Comments

    comments

    32 COMMENTS

    1. IN MAIUSCOLO PERCHè DOBBIAMO GRIDARLO! NON SERVONO LE GABBIE DI SICUREZZA AGLI AUTISTI DEGLI AUTOBUS…SERVE RISPEDIRE NEI LORO PAESI QUESTI IMMIGRATI VIOLENTI! VEDETEMI COME RAZZISTA, TUTTO QUELLO CHE VOLETE, MA LA GENTE STRANIERA CHE LAVORA, HA DEI VALORI CONCRETI, DEGLI OBIETTIVI "SANI" E RIPETO "SANI" SI RICONOSCE SUBITO E SONO BEN DISPOSTO ALL’INTEGRAZIONE, PURTROPPO è SEMPRE UNA PICCOLA PERCENTUALE!

    2. perchè anni fa(che c’erano meno portoghesi, e tanti operai con regolare abbonamento)c’era anche il bigliettaio???????sepre il DIO soldo!!!!!!!!!

    3. Io ho avuto modo di conoscere personalmente degli autisti e autiste, proprio della SIA, arroganti, sbruffoni, maleducati e provocatori. Daccordo che la violenza non la si augura a nessuno, ma questo autista, è stato gentile e cortese nel chiedere il biglietto oppure …. visto che il passeggero "portoghese" era straniero?

    4. E’ uno schifo….mi sono ritrovata spesso a dover assistere a scene del genere e non se ne può piu’!!!!personale che svolge il proprio lavoro esponendosi a rischi,ma dove sono le autorità??????è ora di finirla!!!!!

    5. Sono un pendolare,talvolta gli autisti sono sgarbati é vero,ma coincidenza sempre verso le stesse persone che non gli permettono di lavorare serenamente,io sono abbonato e nessuno mi ha mai trattato male. Solidale

    6. Sta a vedere che adesso diventa colpa degli autisti se i marocchi fanno quello che vogliono in barba a noi pirla che paghiamo il biglietto…

    7. 99 volte su 100 chi non paga il biglietto sono stranieri ma il bello e’ che molti cittadini (che il biglietto lo pagano) sono di sinistra haha come dire ..sono felici di essere cornuti e mazziati.

    8. Signori,questa è la società multirazziale….se uno degli autisti rispondesse con le sacrosante sberle ad un "marocco" finirebbe licenziato e alla gogna dei tg tipo "autista violento picchia povero immigrato indifeso e spaurito".

    9. Uno straniero che paga regolarmente il biglietto sul bus, ti chiede se per cortesia puoi evitare di chiamare "marocchi" anche le persone perbene, che lavorano e non cercano problemi con nessuno. Grazie.

    10. Il problema esiste,i rischi esistono così come in qualsiasi altro lavoro, compreso il mio. Ma se tutti aspettiamo che qualcun altro intervenga a risolvere i nostri problemi, sovente si aspetta invano, perchè c’è sempre chi ha un problema più pressante ed importante del mio. Dato atto che tutti dobbiamo deplorare con forza gli atteggiamenti violenti di ogni genere. Pur comprendendo che l’azienda debba avere un ruolo fondamentale nel cercare di tutelare i propri dipendenti,(così come richiamato nell’articolo del blog),penso che sia allo stesso modo importante se non più importante, interrogarci su come la collettività, la legge, intenda perseguire questi atti di "facile" delinquenza, senza alimentare, cadere in stupidi qualunquismi. EBBENE IO SONO UNO CHE SI STA’ ANCORA INTERROGANDO…

    11. non c’entra nulla col fatto che questi sono stranieri o non pagano il biglietto stà di fatto che questi individui già conosciuti alle forze dell’ordine si comportano nello stesso modo arrogante e maleducato non solo sull’autobus e non solo con gli autisti…….chiedete a gli studenti che transitano alla stazione

    12. Io sono un Autista! e tutti questi commenti pro stranieri o in favore ai sranieri non servono a nulla per questo problema. gli autisti non sono razzisti. Stranieri o no questi individui sono conosciuti dalle forze dell’ ordine proprio per i loro modi arroganti e delinquienzosi non solo nei confronti degli autisti ma verso tutta la società. chiedete un pò ai vostri figli che transitano dalla stazione……….

    13. Io sono dalla parte degli autisti e dei viaggiatori onesti. Ma dov’è che ha letto un commento pro-stranieri o a favore degli stranieri? Io leggo solo di quelli che gli danno addosso parlando di stranieri e non, come lei giustamente dice, di delinquenti. Che proprio nessuno difende, mi sembra, anzi…

    14. A me del razzismo nn importa nulla,w gli immigrati,senza di loro non potremmo+vivere ormai e poi l’articolo parla di violenza e questa non ha una cartà d’identità.. Mi secca il clima d’impunità dilagante che parte dalla classe dirigente,e arriva agli episodi che stiamo commentando! Se abbiamo un presidente del consiglio che si diverte con minorenni che quando viene beccato può permettersi di rafforzare la sua immagine dandogli una luce da simpatico sventra papere..,se abbiamo parlamentari ed alti dirigenti,che siano di ds o di sx,che si sono macchiati di reati di corruzione e quant’altro..che sono ancora comodi comodi sulle loro poltrone,allora succede che la gente si sente autorizzata a fare ciò che vuole! E come si può darle torto? La verità,quello che penso é che il problema sia il sistema,la ns società ha un livello di civiltà pari a quello di un paese del terzo mondo,alla faccia dell’arte,della cultura e della ns storia.

    15. Razzismo o meno non se ne può più: ovunque, sempre e comunque in questo paese pagano ormai solo la violenza, le piccole astuzie, i grandi bidoni…
      CON UN SISTEMA CHE NON E’ PIU’ IN GRADO DI TUTELARCI OGNUNO FINIRA’ PER FARSI GIUSTIZIA DA SE

    16. Brescia è il Far West da almeno 10 anni, lucido esempio di situazione fuori controllo, nonostante quello che paghiamo di tasse allo stato italiano e senza contare il numero incredibile di agenti di polizia (il doppio rispetto ad un altro stato delle stesse dimensioni). Se si va in stazione la situazione non è certo migliore: agenti ovunque, tutti al bar. Solidarietà agli autisti e a chi ogni giorno subisce tutto questo.

    17. io invece penso a questo punto solo il razzismo ci pùo salvare.Dobbiamo smetterla di passare il tempo a scusarci.Negli ultimi decenni parole come razzismo e
      xenofobia sono state messe all’indice, ma sono due atteggiamenti che tutelano l’identita di un popolo di fronte all’invasione di un altro popolo.

    18. Devi sperare che il 90% della popolazione del mondo, che vive con il 15% delle risorse, non abbia la tua stessa idea di "tutela" nei confronti del 10% dei fortunati che usano l’85% delle risorse… Ma probabilmente un discorso democratico (una persona = un voto) non è un argomento di tuo interesse…

    19. @Ale…lo sa vero che i pullman della SIA viaggiano in tutta la provincia, Valtrompia compresa…e cmq sono pendolare anche io (credo come lei, se non erro)…io gli agenti onestamente in stazione li vedo presenti sui binari….mi sa che forse una visita oculistiva le farebbe bene…

    20. Caro "Utente non registrato", gli agenti "dell’ordine" in stazione a BS come anche a Milano ci sono, eccome che ci sono.
      Peccato però che rimangano sulle porta a far nulla,basta infatti imboccare le prime vie laterali per capire questo.

    21. ma sto "patto sulla sicurezza" di rolfi non doveva servire a qualcosa??? o solo a sbandierare un finto impegno della giunta???

    22. Sono un autista Sia con alle spalle 25 anni di servizio. ci sono stranieri bravi educati che pagano il biglietto. ci sono stranieri che non pagano il biglietto,e sono molto arroganti e cattivi , tanto non anno nulla da perdere. allora avanti cosi. alla faccia del onesto

    23. Invece a Rovigo è il contrario,sono gli autisti che ti insultano se li superi mentre sono fermi …..Mah sarà il modo di fare…L’ultima ieri, un signore con la sua auto supera l’autobus fermo; L’autista indispettito e per tutta risposta lo affianca e praticamente lo insulta.La persona, fra l’altro persona distinta si avvvicina all’autista e cerca di fargli notare che se anche, (e uso il se) gli ha mancato una precedenza, di certo non gli sta mancando di rispetto…..Ma nel ben mentre il signore si sta scusando per il quieto vivere ,viene aggredito verbalmente da un marocchino che prende le difese dell’autista, RIPETO, aggredendolo verbalmente in una lingua straniera "Marocchina credo".Sempre la persona distinta impassibile guarda il marocchino ansimante,urlante e pronto a litigare quasi fosse il guardiano dell’autobus,una sorta di leader all’interno di quella comunità che di sicuro frequenta tutti i giorni per andare a lavorare;Il Signore distinto con fare deciso lo guarda e gli dice : Pure per Lei vale la stessa regola,quì è in Italia e non in Marocco,ma mi scuso se il mio atteggiamento l’ha inervosita così tanto.Spero possa ritrovare quella serenita’ interiore persa. Poi dopo sono venuto a sapere che quel signore distinto era una Guardia Giurata Conosciutissima in paese in quanto istruttore di karate,che dedica quel poco tempo libero a fare volontariato agli invalidi ,Fra l’altro sembra in passato aver fatto arrestare parecchi spacciatori. Un signore gli ha detto vada a sporgere denuncia ,io l’avrei amazzato di botte compreso l’autista..Lui sempre impassibile da fare invidia rispondeva al passante che aveva assistito alla scena :Se vogliamo cambiare l’Italia dobbiamo cambiare pure noi ed essere piu’ tolleranti anche quando ci troviamo in situazioni spiacevoli.
      Altrimenti trasformiamo la Nostra Italia in una sorta di Marocco .
      Invece che intervistate i Politici andate ad intervistare Lui,forsi si farebbe del bene al paese.Per il resto come detto solidarità agli autisti che si trovano in difficoltà.

    LEAVE A REPLY