Rifiuti, la Regione punta a ridurre gli “speciali”. Le coperture d’amianto sono ancora 3 milioni di mq

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    Una ottimale gestione dei rifiuti speciali è la sfida prioritaria che Regione Lombardia si è posta nella programmazione della gestione dei rifiuti per i prossimi anni, con particolare attenzione ai materiali isolanti, all’amianto, alla parte non metallica dei veicoli rottamati, ai fanghi di depurazione e agli inerti. Inoltre entro il 31 dicembre 2012 la soglia regionale della raccolta differenziata dovrà essere pari almeno al 65% e la Lombardia dovrà essere autosufficiente nello smaltimento dei rifiuti urbani. Infine particolare attenzione dovrà essere posta alla bonifica dei siti contaminati, con un accelerazione dei tempi di intervento e messa in sicurezza delle aree coinvolte. 
     
    Sono questi gli indirizzi in materia di gestione dei rifiuti approvati a maggioranza questa mattina (a favore PdL e Lega Nord, astenuta l’UdC, contrari PD, SeL e IdV) in Commissione “Ambiente e Protezione Civile” presieduta da Giosuè Frosio (Lega Nord) e che la Giunta regionale dovrà avere come riferimenti nel periodo temporale 2013-2020 in concomitanza con le date stabilite dal Pacchetto Clima dell’Unione Europea. Sull’argomento numerose sono state le audizioni coi soggetti interessati, dalle quali il relatore Angelo Giammario ha preso spunto per elaborare anche una proposta di risoluzione che sarà portata all’attenzione del Consiglio regionale e che impegna la Giunta lombarda ad attivarsi presso il Governo nazionale affinchè sia predisposta una interpretazione autentica e uniforme su quelli che sono da considerare e classificare come inerti da cava e non rifiuti, evitando così il blocco ingiustificato di molti cantieri. “Questa risoluzione –spiega Giammario– ha visto oggi il voto contrario delle opposizioni dopo che le stesse in Commissione si erano pronunciate a favore nelle precedenti sedute: un voto in contrasto anche con quanto fatto dagli stessi gruppi di opposizione in Parlamento che invece l’hanno votata con il sostegno di figure come Realacci”.
    Queste linee guida –evidenzia il presidente Giosuè Frosio– costituiscono una base e un supporto importante per definire meglio il progetto di legge in discussione sui piani cave. Inoltre –aggiunge Frosio- finalmente in materia di gestione dei rifiuti diamo regole certe e chiare alle Province, dopo che negli scorsi anni in più occasioni erano emersi problemi legati a differenti interpretazioni normative”.
    La Lombardia da sola produce circa il 20% dei rifiuti speciali non pericolosi e il 30% di quelli pericolosi su scala nazionale, con una produzione totale annua pari a 22 milioni e mezzo di tonnellate. “Il documento di programmazione per la gestione dei rifiuti speciali –ha spiegato il relatore del provvedimento Angelo Giammario (PdL)- dovrà avere come obiettivi principali la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti speciali prodotti, favorire la possibilità di riutilizzo nonché verificare la compatibilità ambientale degli impianti adibiti al trattamento dei rifiuti stessi”.
     
    In particolare sul fronte dello smaltimento dell’amianto, stimando tuttora l’esistenza in Lombardia di oltre 3 milioni di metri quadrati di coperture in cemento-amianto e considerata la mancanza di impianti sufficienti, Regione Lombardia dovrà incentivare la realizzazione di impianti innovativi per l’inertizzazione e il successivo recupero dell’amianto riducendo così l’esportazione all’estero, con l’obiettivo di rimuovere completamente la presenza di amianto sul territorio regionale entro il 2015.
     
    La realizzazione di nuovi impianti adeguatamente attrezzati sarà favorita anche per lo smaltimento della parte non metallica dei veicoli rottamati, che rappresenta circa il 25% del peso totale e che viene avviata a frantumazione. In grande crescita è pure la produzione di rifiuti inerti (in Lombardia oltre un milione di tonnellate all’anno): in tal campo saranno favorite politiche che puntano sul recupero di tali materiali incentivando impianti di lavorazione di materiali inerti da riciclaggio a vantaggio di una minore cavazione. 
    Per quanto concerne invece la bonifica delle aree inquinate, il provvedimento in discussione in Commissione Ambiente evidenzia come sul territorio lombardo sono presenti 7 siti inquinati di interesse nazionale (ex Falck di Sesto San Giovanni, Bovisa Gasometri di Milano, Caffaro a Brescia, Passirano e Castegnato, Polo Chimico di Rodano e Pioltello (MI), Laghi di Mantova e Polo chimico (MN), ex Fibronit a Broni (PV) e Cascina Gazzera a Cerro al Lambro): inoltre Regione Lombardia gestisce direttamente i procedimenti amministrativi per 49 siti che presentano problematiche di contaminazione, mentre sono 1092 i siti iscritti all’anagrafe regionale per i quali è stato concluso positivamente l’iter di bonifica: su 93 siti la cui bonifica è stata finanziata da Regione Lombardia, 34 sono già stati messi a norma. “Obiettivo del piano regionale di bonifica – ha evidenziato Giammario (PdL) –  dovrà essere quello di fornire supporto tecnico e amministrativo ai Comuni e agli Enti locali ai quali fanno capo le procedure di bonifica, puntando su una successiva valorizzazione delle aree in termini di riqualificazione urbanistica e favorendo lo smaltimento dei rifiuti provenienti dai siti contaminati in idonei poli autorizzati da individuarsi nei rispettivi piani provinciali”.
     
    La Commissione ha approvato anche tre emendamenti presentati da Giammario che pongono ulteriori vincoli e tutele precise in tema di bonifiche, nel rispetto delle aree interessate e per una migliore e più certa messa in sicurezza dei siti contaminati.
    Infine, per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti urbani, resta confermato l’obiettivo del raggiungimento entro il 31 dicembre 2012 del limite minimo del 65% per la raccolta differenziata: allo stato attuale le province di Cremona, Lecco, Varese e Lodi già presentano dati vicini al 60%.
    Sicuramente -ha commentato Giuseppe Civati (PD) – occorre un piano di programmazione dove tra gli indirizzi sia data assoluta priorità e attenzione alla gestione dei rifiuti speciali. Senza dimenticarci –ha aggiunto Civati– che la questione dell’incenerimento non deve essere considerata in contraddizione con la raccolta differenziata: certi territori non possono continuare a giustificare basse percentuali di raccolta differenziata con la scusa della presenza di numerosi impianti di incenerimento”.

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