Mairano: scavi per il gasdotto portano alla luce incredibili resti romani

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    La notizia, saggiamente tenuta nel cassetto per tre anni dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (della sede di Brescia), è di quelle che fanno sobbalzare sulla sedia. E non solo gli storici, gli archeologi, gli studiosi in generale: anche la gente comune, anche i semplici appassionati di storia, oltre che ovviamente la gente di queste parti, giustamente inorgoglita dal ritrovamento. Durante i lavori per la realizzazione di un gasdotto, nel 2008, le ruspe che stavano scavando nel territorio di Mairano hanno portato alla luce incredibili resti romani, di grande interesse in quanto a rilevanza e stato di conservazione, tanto importanti addirittura da ridisegnare la mappa delle presenze romane in tutta la zona della pianura bresciana che va da Manerbio a Chiari.

    Di cosa si tratta? Le notizie trapelate sono poche, l’Amministrazione di Mairano e la Soprintendenza hanno organizzato per la prossima settimana una conferenza stampa nella quale verranno forniti tutti i dettagli, e l’attesa è febbrile. Per ora si sa che gli "scavi fortunati" sono avvenuti nel territorio della frazione di Mairano, Pievedizio, nella zona est e nord-est, dell’abitato, nei pressi di una stalla e nelle vicinanze di un’altra cascina più isolata. Gli esperti della Soprintendenza (l’ufficio distaccato della Regione a Brescia si trova in piazzetta Labus) sono intervenuti non appena gli operai della Snam alle prese con gli scavi per la posa dei tubi del gasdotto hanno rilevato qualcosa sotto terra. Bloccato il cantiere per alcuni giorni, gli archeologi hanno potuto effettuare i rilievi e scoprire così i resti di una villa rustica, due necropoli e diversi oggetti, alcuni dei quali (un vaso, uno specchio, un paio di anelli) di pregevolissima fattura, databili tra il 50 avanti Cristo e il 50 dopo Cristo. A Mairano, ricordiamolo, anche in passato furono trovati importanti resti romani (tra cui una splendida mano votiva di colore verde), attualmente ospitati presso Santa Giulia.
     
    Al di la di queste poche anticipazioni non resta che attendere di sentire dalla voce del sindaco e degli archeologi tutti i dettagli.

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