A Mairano riemerge una necropoli romana. Entro il 2012 una mostra con i reperti

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    Le radici romane Mairano, piccolo comune della Bassa bresciana, le ha nel nome, che deriverebbe dal latino fundus Marianus. E le ha nel suo stesso territorio, organizzato con lo schema della centuriazione. Se a questo si aggiunge che anni fa nel paese bresciano furono scoperti resti romani oggi conservati al museo ‘Santa Giulia’ di Brescia, si comprende perche’ intorno alla notizia di nuovi importanti ritrovamenti archeologici ci sia cosi’ tanta attesa mista a fibrillazione.

    Era il 2008 quando vennero trovate tracce di un insediamento romano nella frazione a nord di Mairano, Pievedizio. Fibule, anelli, specchi e vasellame di pregio dopo secoli tornarono alla luce del sole durante i lavori di sbancamento di un terreno per la posa di un gasdotto della societa’ Snam. La sede di Brescia della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia blocco’ i lavori per qualche giorno; giusto il tempo di scavare, di fare rilievi, di mettere al sicuro i reperti e di rimettere la terra al proprio posto. Da allora poco o nulla si e’ saputo su cosa si sia trovato, e di che valore storico: molta e’ stata anche la discrezione di studiosi e funzionari della Soprintendenza, forse per timore di saccheggi o danneggiamenti del sito archeologico.

    Anche il sindaco di Mairano Vincenzo Lanzoni confessa, con una vena di curiosità insoddisfatta, di saperne poco. Ma dopo oltre un anno e mezzo di studi il silenzio sta per interrompersi: cominciano a trapelare le prime informazioni.

    Quelli ritrovati a Mairano sono i resti di una villa rustica romana; avrebbe resistito agli attacchi del tempo soltanto il basamento delle pareti. Ritrovate anche due diverse necropoli, una a nord e l’altra a sud del tracciato della strada provinciale 21 che attraversa il sito archeologico, per oltre 50 tombe. Tutto risale al I secolo dopo Cristo, all’età augustea. Mentre per la villa romana i resti sono per lo più compromessi, le necropoli hanno restituito materiali in buono stati e di valore. 

    "Vi sono materiali ceramici, vetro, metalli preziosi" ha spiegato oggi Serena Solano della sovrintendenza. Detto che non è possibile realizzare un percorso di visita in loco (i resti della villa romana sono troppo rovinati e non di grande valore) i materiali funerari delle necropoli verranno valorizzati con un apposito progetto. L’idea, ha spiegato il sindaco di Mairano Vincenzo Lanzoni, è quella di riuscire ad allestire una mostra – a Mairano – entro la fine del 2012, selezionando e restaurando le testimonianze più significative. A quell’appuntamento si arriverà però dopo un percorso di divulgazione e sensibilizzazione: entro novembre si terrà infatti un incontro pubblico in cui verrà illustrato alla cittadinanza cosa è stato ritrovato nel corso degli scavi. Inoltre nei prossimi mesi verranno messe in campo altre iniziative, incontri con le scuole e forse un convegno scientifico. Dopo la mostra, i reperti dovrebbero invece trovare posto nel complesso museale di Santa Giulia.  

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