Ad Urago d’Oglio il sindaco vieta gli striscioni per gli sposi

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    (a.c.) Ad Urago d’Oglio costerà cara d’ora in poi l’usanza di appendere per il paese striscioni "di incoraggiamento" (o forse, più spesso, di scherno) per gli sposi. Quanto? dai 25 ai 150 euro. Non è uno scherzo, il sindaco del piccolo comune all’estremo occidentale della provincia ha molto a cuore il decoro del paese e il rispetto degli spazi pubblici, nonché del lavoro dei vigili spesso costretti a smantellare cartelloni, striscioni e lenzuoli.

    Ecco il pensiero del sindaco Antonella Podavitte pubblicato sulle colonne del Giornale di Brescia in edicola stamane: «Purtroppo ha sempre più preso piede il malcostume, in particolare in occasione dei matrimoni, di tappezzare le vie del paese con affissioni selvagge e non autorizzate posizionate addirittura sulle cinte di proprietà private, sulle piante, nel bel mezzo delle rotonde o sulle impalcature. Affissioni con scritte volgari che, oltre ad urtare la sensibilità dei cittadini, sono chiaramente diseducative per i minori. Affissioni che dimostrano una totale mancanza di senso civico a discapito della bella immagine del nostro paese. Anche perché gli autori di questi striscioni abusivi non si prendono nemmeno la briga di smantellarli subito dopo la cerimonia. E lasciano l’ingrato compito ai vigili urbani che veramente avrebbero di meglio da fare nell’interesse della comunità. L’ufficiale dell’anagrafe è stato incaricato di far sottoscrivere a tutti i nubendi l’ordinanza. Il parroco, a cui il documento è già stato consegnato, farà presente la questione ai futuri sposi. E gli agenti di Polizia locale hanno già avuto disposizione di controllare il territorio in occasione dei matrimoni per sanzionare i responsabili».

    Resta solo una domanda: in base a cosa si deciderà l’importo della eventuale sanzione?

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