L’abolizione delle Province è arrivata in… Provincia. Molgora: “Più fruttuoso cancellare le Prefetture”

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    (a.t.) L’abolizione delle Province è arrivata… in Provincia. Il disegno di legge costituzionale per la “soppressione degli enti intermedi” (in una versione ormai superata) e la delibera dell’Unione Province lombarde del 10 ottobre, infatti, sono arrivate questa mattina nell’aula di Palazzo Broletto. Nel testo si chiede che il disegno di legge venga prima discusso dalla commissione paritetica mista tra Governo, Regioni ed Enti Locali. E si ribadisce che la Provincia è un “imprescindibile presidio di un ordinamento democratico”. Nel lungo dibattito consiliare si è discusso di federalismo, sprechi, autonomia e conti dello Stato. In particolare è da segnalare l’intervento del leghista Battista Lorenzi che, parlando dei costi da tagliare, ha citato i “circa 70 segretari comunali del Bresciano, che complessivamente ci costano quasi 5 milioni di euro all’anno”. Mentre il capogruppo del Pdl Diego Invernici ha sottolineato che “la difesa delle Province non è la difesa della casta, perché in quest’Aula nessuno vive di politica”. Sulla questione è intervenuto anche il Presidente della Provincia Daniele Molgora, che ha aperto il suo intervento dicendo che "si sta discutendo di un testo non attuale visto che adesso a Roma si sta ragionando su parametri che porterebbero complessivamente alla cancellazione di una trentina di Province in tutto". “Se tutte le competenze delle Province passassero alla Regione”, ha aggiunto Molgora, “i costi aumenterebbero del 25 per cento. Ho qualche difficoltà a sostenere l’utilità di Province come Trieste, che ha solo sei comuni, o l’Ogliastra. Ma per altre realtà avere una Provincia è fondamentale. La soppressione di questi enti sarebbe la soppressione delle identità”. Più fruttuoso, secondo Molgora, sarebbe – almeno dal punto di vista economico – “abolire le prefetture”.

    La seduta si è aperta intorno alle 10 con le dimissioni – per impegni lavorativi – del consigliere leghista Roberto Lancini, che è stato sostituito con Gianpietro Dusina, fratello del presidente della Centrale del latte Franco.

    Alle 12.42 l’intervento del capogruppo del Pd Diego Peli che, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha chiesto chiarimenti "agli onorevoli presenti" sugli sviluppi nazionali. Cioè sulle voci sempre più insistenti voci di dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma il presidente del Consiglio provinciale ha rimandato la discussione.

    All’ordine del giorno, dopo le mozioni, due delibere di giunta: la prima sulla revisione della Pianificazione del Piano territoriale di Coordinamento provinciale (approvata con il Pd favorevole tranne i consiglieri Parenza e Billante), la seconda sulla modifica al piano di alienazioni 2011.

     

     

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    1. …Come chiedere al macellaio se la carne fa male..
      peccato che chi nonha lo scranno in provincia non la pensi allo stesso modo..

    2. Per me un’area così grande come quella del bresciano merita un ente provincia che la gestisca. E mi pare che la nostra provincia lo faccia bene.
      Oltretutto con regioni come Abruzzo, Molise, Basilicata, Valle D’Aosta ecc che hanno meno abitanti di noi, mi fa sorridere che si vogliano tagliare proprio qui gli sprechi.

    3. Mi sembrerebbe molto utile riprendere il dibattito sulla reale utilità dei segretari comunali, a suo tempo iniziato e poi abbandonato. Costano agli enti l’ira di Dio e basterebbe chiedere a chi lavora negli enti locali quale sia la loro reale utilità… Quando si parla di tagli, bisognerebbe iniziare con lo scalfire certe posizioni di privilegio a cui non corrispondono funzioni e produttività corrispondenti agli emolumenti percepiti.

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