Girelli e Ferrari (Pd): “Sul piano cave, troppi ritardi e nessuna tutela reale”

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    Dopo quasi sette mesi è arrivata la risposta di Regione Lombardia alla richiesta di chiarimenti dei consiglieri regionali del Pd bresciani, Gianantonio Girelli e Gianbattista Ferrari, circa il Piano cave della provincia di Brescia. Girelli e Ferrari avevano, infatti, presentato, ad aprile, un’interrogazione cui oggi, mercoledì 9 novembre 2011, in VI Commissione consiliare Ambiente, ha risposto l’assessore regionale all’Ambiente Raimondi.

    Nel documento i due esponenti del Pd chiedevano “a fronte di una situazione estremamente critica della Provincia di Brescia in merito alla concentrazione di cave e alla loro successiva trasformazione in discariche, se non fosse possibile intervenire per rivedere la quantità di materiale da estrarre per riportarla alle originarie richieste del Piano cave adottato dalla Provincia di Brescia, poi corretto dalla Regione con un aumento dei quantitativi. Inoltre, cosa la Regione volesse fare per evitare la proliferazione di discariche in luogo di cave esaurite e se non fosse opportuno rivedere la legge regionale 14/1998, che disciplina le escavazioni, per dare più poteri agli enti locali e più garanzie rispetto ai problemi evidenziati”.

    “Sul primo punto, l’assessore Raimondi ha sottolineato che la revisione del Piano, a norma di legge, può essere fatta solo dalla Provincia e soltanto per adeguarsi a un nuovo fabbisogno, a nuove norme tecniche o per adeguamenti normativi – dichiarano Girelli e Ferrari –. In sostanza, cioè, ci ha risposto che il danno è fatto e non si può tornare indietro, neppure di fronte a situazioni critiche come quelle che vivono molti comuni bresciani.

    Tecnicamente, sottolinea Girelli, “l’assessore ha ragione, ma emergono con chiarezza le responsabilità della Provincia e soprattutto della Regione, che ha aumentato i volumi di escavazione proposti a suo tempo dalla Provincia”. Anche sul secondo punto Raimondi “si è limitato a una precisazione formale – spiegano i due consiglieri –, ribadendo che a norma della legge regionale 14/1998 il recupero della cava è previsto dalla Provincia nel decreto di autorizzazione a scavare, che il cavatore fornisce garanzie patrimoniali per il rispetto di queste prescrizioni e che tocca ai comuni vigilare sull’attuazione”.

    Critico Girelli su quanto ascoltato in Commissione: “Non c’è stato nessun impegno per garantire che non si effettui la trasformazione in discarica delle cave, specialmente per quelle in attività da prima del 1998 e da prima dell’ultimo piano cave, per cui non è previsto un adeguato recupero”.

    Sul terzo quesito, infine, l’assessore ha ribadito che la revisione della legge è in corso, che è sua intenzione rivedere i rapporti fra gli enti locali nella redazione e approvazione dei Piani cava e che entro qualche settimana la Commissione VI avrà a disposizione il testo con la proposta di revisione fatta dalla Giunta regionale.

    “Non siamo soddisfatti di questa risposta – puntualizza Ferrari – perché ormai da più di un mese la Commissione sta lavorando su tre diverse proposte di modifica della legge (Pd, Idv e Lega), e abbiamo chiesto più volte che il testo della Giunta arrivasse in tempi rapidi, in modo da poter discutere in maniera organica con tutte le proposte sotto mano. Francamente speravamo che il testo della Giunta arrivasse entro qualche giorno: ora dobbiamo sperare che qualche settimana non si trasformi in qualche mese”.

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