Confesercenti, no alla tassa di soggiorno. Un “balzello” che costerà ai turisti del Garda 4,3 milioni

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    No all’imposta di soggiorno. Asshotel Confesercenti è fermamente contraria alla reintroduzione della Tassa di soggiorno turistica. All’indomani della decisione da parte di alcuni Comuni gardesani di applicare l’imposta di soggiorno, Confesercenti intende stilare la classifica dei comuni virtuosi e di quelli che non pensano alla sviluppo del turismo. Per l’associazione si tratta di un "balzello" che mina il futuro del turismo sul Garda. L’origine di questa tassa risale al 1910, e dopo tanto tempo se n’è tornato a parlare all’inzio di quest’anno con un decreto legislativo. Da qui la corsa della Confesercenti per fermare questa imposta definita "minaccia pesante". Per i Comuni la tassa di soggiorno rappresenta la possibilità di recuperare denaro per riempire le proprie casse semivuote, ma per gli esercenti rappresenta una vera minaccia. Sulla base di ipotesi tariffarie proposte dai sindaci e delle presenze turistiche contate nel 2010, Asshotel Confesercenti stima che l’applicazione sulla Riviera del Garda, sponda bresciana, costerebbe in totale ai turisti 4,3 milioni di euro. I Comuni che hanno già deciso di non applicare la tassa sono Limone, Tremosine e quelli veronesi di Lazise e Malcesine.

     

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