Assistenza domiciliare, polemica sui costi. Maione: “Crescono anche i servizi”

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    E’ polemica, in Loggia, sull’assistenza domiciliare agli anziani. Il servizio – che coinvolge un migliaio di over 65 – è attivo da diversi anni e costa all’incirca 4 milioni e mezzo di euro. Ma quando, la settimana scorsa, la questione del nuovo contratto è arrivata in commissione gli animi si sono subito scaldati. Nel mirino di Pd, Sel e Idv, infatti, sono finiti i criteri con cui è stata gestita l’assegnazione del servizio. In concreto la Loggia, basandosi sulla divisione in circoscrizioni, ha deciso assegnare un lotto (corrispondente a quattro circoscrizioni) attraverso un bando. Attribuendo la restante porzione di città, il Centro, in maniera diretta. E proprio su quest’ultimo passaggio si concentrano le critiche dell’opposizione, guidata in questo caso dagli ex assessori Claudio Bragaglio e Fabio Capra. Il bando è stato vinto da un raggruppamento temporaneo d’imprese costituito dalle cooperative “il Gabbiano” e “il Dolce”. Che ha superato la concorrenza dell’emiliana “Ancora servizi”. Mentre il consorzio formato da “Casa di Dio”, “il Solco” ed "Ekopolis" è stato escluso per vizi formali. Ma subito dopo la gara, “Ancora” ha presentato ricorso al Tar, che ha fissato per l’inizio del nuovo anno la pronuncia sul merito della questione. Non è questo, comunque, il punto che ha suscitato la reazione delle opposizioni. A far discutere, infatti, è stata soprattutto la decisione della Loggia di assegnare direttamente – in via sperimentale – la gestione del servizio della circoscrizione Centro non alla Fondazione Brescia Solidale (controllata dal Comune), ma alla “Casa di Dio”, che si è poi rivolta al “Solco” (che ha scelto gli “Elefanti volanti”). Il nodo è però – secondo il Pd – che il servizio attribuito direttamente è stato valorizzato dalla Loggia a 20 euro all’ora, mentre in appalto si è stabilita la cifra di 18,50 euro più Iva.

    Ma all’obiezione l’assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione risponde sottolineando che in realtà per il centro è stato concordato un carnet di servizi ben maggiore rispetto a quelli appaltati. “La sperimentazione”, spiega, “risponde alle sollecitazioni che ci sono arrivate dalla Regione ed è finalizzata ad ottimizzare le risorse presenti sul territorio integrandole in un’unica rete. Le prestazioni che abbiamo concordato non si possono paragonare a quelle definite per l’appalto. Penso”, continua, “all’assistenza notturna, ai ricoveri di sollievo (ne abbiamo già fatti due, e per Brescia è una novità assoluta), alla consulenza medico-specialistica, agli interventi informativi e di educazione alla salute e ai servizi di sostegno emergenziale. Ma ulteriori implementazioni”, prosegue, “potranno riguardare il servizio di assistenza domiciliare integrata, la fornitura temporanea di ausili in aggiunta alla consulenza al loro corretto utilizzo e il sostegno al contesto familiare con particolare attenzione ai care giver, tramite uno sportello di ascolto e informazione. I costi unitari per le prestazioni a domicilio sono allineati con quelli d’appalto”, chiarisce Maione, “e la scelta è ricaduta su Casa di Dio per ragioni ben chiare. In centro storico gestisce due case di riposo e un centro diurno integrato, è aperta 24 ore al giorno e fornisce quattro assistenti sociali: non credo che esistano altre realtà nella zona con queste caratteristiche. La verità”, conclude l’assessore con una punta di polemica, “è che non c’è più la sinistra di una volta: mi stupisco che l’opposizione faccia polemica perché investiamo più risorse di prima per i servizi sociali, ponendoci come una realtà all’avanguardia in Lombardia e in Italia”.

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