“Doma il bullo”: Regione e Corecom propongono un concorso per combattere il bullismo

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    "Doma il bullo”: un concorso a premi per i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori, che premierà i migliori video girati con telefonini e smart phone, per battere il bullismo e per abituare ad un “buon” uso dei nuovi media. 
    Il concorso è stato presentato questa mattina dal Consiglio regionale, nell’ambito del convegno organizzato in collaborazione con il Corecom (l’organo di governo e controllo in materia di comunicazione) su “Ragazzi 2.0, cyberbullismo e social networking” (il concorso partirà nei prossimi mesi con scadenza a fine febbraio – informazioni e bando su www.domailbullo.it)

     

    Il problema del bullismo via web è un fenomeno recente in forte espansione, che vede i ragazzi, nativi digitali, esposti a comportamenti lesivi e violenti da parte da parte di “predatori digitali” che godono quasi sempre di un assoluto anonimato, come è emerso nel Convegno. 
    Il fenomeno (ha riferito uno dei relatori, Maria Grazia Zanaboni ) comincia ad essere considerato un’emergenza negli Stati Uniti, da cui provengono ricerche che indicano nel 20% dei ragazzi fra la preadolescenza e i 18 anni (connessi in media 7 ore su 24) le vittime di questo tipo di prevaricazioni.
    Comportamenti cui anche le istituzioni devono porre attenzione, secondo il Presidente Davide Boni, che ha sottolineato la positiva sinergia fra il Consiglio regionale e il Corecom anche per quanto riguarda la frontiera dei nuovi media.
    In Italia si accede per la prima volta al web fra i 9 e i 10 anni – ha ricordato Fabio Minoli, presidente del Corecom – mentre l’azione di monitoraggio e controllo della navigazione, da parte dei genitori, risulta purtroppo pressoché assente in oltre la metà dei casi, anche per ragioni di scarsa dimestichezza degli adulti con le nuove tecnologie. Ciò che occorre quindi, quale complemento alle azioni di e controllo, è un’informazione accurata alle famiglie e agli stessi ragazzi attraverso ogni canale possibile, primo tra tutti la scuola.
    Ai lavori hanno partecipato psicologi, giornalisti, rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e della Polizia Postale, delle associazioni dei genitori e degli operatori.

     

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