Cani e uomini? I primi sono senza dubbio la razza superiore

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    di Lucia Marchesi – Parliamo di cani. Anzi. Parliamo di padroni di cani. Non della solita filastrocca dei padroni maleducati, che non puliscono dove il loro cane sporca. L’argomento è stato affrontato anche troppo. E la conclusione è solo una: bisogna sempre fare in modo che il proprio cane non arrechi disturbo agli altri. Sempre e comunque. Discorso chiuso. Non c’è tanto da filosofeggiare su questo argomento. Detto questo, com’è la vita dei proprietari di cani, a Brescia? Difficile. Molto difficile. La verità è che la Leonessa non ama molto gli animali. Anche se può suonare strano.

    I padroni di cane che cercano di applicare la regola sopra citata trovano sempre sul loro cammino i paladini dell’educazione e del decoro, che se vedono un povero animaletto annusare un filo d’erba si mettono subito a urlare come degli indemoniati «Guarda che la devi raccogliere!». Sì, perché potete stare sicuri che vi daranno del tu. Come bravi maestri che insegnano a un bambino non molto sveglio.

    E le mamme? Le mamme al parco? Quelle sono veramente geniali. Passeggi con il tuo cane nel parco sotto casa, tenendolo al guinzaglio e con i sacchettini a portata di mano e la signora, spingendo un passeggino grande come un suv, si materializza, sguinzaglia il suo meraviglioso cucciolo bipede e formula la fantastica domanda «Scusa, puoi portarlo da un’altra parte?». Ovviamente, dandoti del tu.

    L’ultima l’ho incontrata ieri mattina, mentre pagavo alla cassa automatica del parcheggio di Piazza Vittoria. Accompagnata da un cane di 5 mesi, per un peso totale di 4,5 kg. Al bambino che ha buttato per terra il berrettino, la mammina ha urlato: «Ma no, Giacomo! Non vedi che qui passano cani, gatti e pulci?!». Non ho ancora capito se io fossi il gatto o la pulce…

    Cosa si può dire a queste agitatissime persone?

    Forse si può consigliare loro un calmante. Alle signore un po’ attempate che urlano dalla finestra vedendo la mia cagnetta che annusa il muro del loro palazzo, posso dire che i cani femmina non fanno pipì sui muri. Alle mamme che storcono il naso vedendomi seduta al bar con il mio cane posso dire che a me danno molto più fastidio i bambini che corrono urlando per la sala.

    A cosa serve? Solo a litigare. Con degli zucconi, che non cambieranno mai idea. E allora allontaniamoci, con il guinzaglio in una mano e la scorta di sacchettini nell’altra, pensando che, forse, quella umana non è proprio la razza superiore.

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    1. ah animalisti , pero’ qui non si tratta di razza inferiore o superiore ma sono convinto che l’autrice di questo articolo dovesse buttarsi in un fiume e scegliere se salvare un cane o un umano saleverebbe sicuramente il cane .

    2. Stiamo scherzando o che cosa? I cani (ne posseggo uno e, sia chiaro, sono tra gli esseri a quattro zampe che preferisco) sono e rimangono degli animali. La lettura dell’autrice dell’articolo mi sembra quanto mai distorta. Paragonare i cani ai bimbi? Non ho figli e certo mentre leggo il giornale al mio solito tavolino, il piccolo che piange e urla a scuarciagola non mi rende facile il compito. Ma è pur sempre un bimbo (sono certo di essere stato anche io così). Il tema però non è chi da più fastidio (fosse questo, lascerei "fuori" dal bar molti adulti). Il tema, come si richiama in apertura di articolo è semplicemente uno: il cane è un cane, punto e basta. Non ha gli stesso diritti dell’uomo e i doveri cui deve assolvere sono a carico del suo "padrone". Bau…

    3. Concordo pienamente con Luigi. Pur conoscendo cani molto più educati di alcune persone che ho avuto la sfortuna di incontrare, i cani sono cani e trovarmene uno che sbava sotto il mio tavolino non mi fa proprio piacere!

    4. Mamma mia come vi agitate facilmente! Mi sembra evidente l’ironia dell’articolo! Allora è vero che se qualcuno dimostra apertamente di amare molto gli animali scattano le critiche! Subito a fare gli scandalizzati!

    5. Tranquillizzo il signore assicurando che, se ce ne fosse bisogno, la persona che ha scritto l’articolo, che conosco da quasi trent’anni, il bambino lo salverebbe. Detto questo, mi sembra chiaro che l’argomento "cani" è trattato in questo articolo non solo per amore verso queste bestiole, ma soprattutto per sottolineare quanta maleducazione c’è in giro ed in quanti modi essa si manifesti. Se è certamente maleducato non pulire dove i nostri animali sporcano, lo è altrettanto lasciare che i figli disturbino degli estranei in luoghi aperti al pubblico o prendere a male parole una persona per il solo fatto che gira per strada con un cane al guinzaglio. Per quanto riguarda il fatto che gli animali non abbiano i nostri stessi diritti, beh… questione di punti di vista. E comunque, se anche fosse, non sarebbe un buon motivo per maltrattare loro o i loro padroni.

    6. Io nel fiume non mi ci butterei per nessuno perchè non so nuotare,e lo so che i cani sono cani,e i bambini sono bambini.
      Io comunque preferisco i cani,e allora?

    7. Simpatica, spiritosa e ahimè terribilmente vera e non soltanto per Brescia, ma per tanti altri luoghi in Italia… E non è vero che il motivo sia perché si mette in preminenza d’importanza l’amico a 4 zampe invece del bimbo maleducato o capriccioso che sia. Come al solito non bisognerebbe mai fare di ogni erba un fascio e bisognerebbe cercare di vivere tutti in armonia e rispettosi gli uni verso gli altri … animali compresi! E gli enti e gli uffici preposti alla tutela e al rispetto delle norme in questione, dovrebbero vigilare un poco di più. Purtroppo ancora non è così! Gandhi, Ovidio, Leonardo da Vinci, il dottor Schweitzer, e tantissimi altri illuminati di ogni tempo, dovranno ancora attendere per la nostra civilizzazione. Nella fiduciosa attesa che tutto questo, prima o poi avvenga, propongo ai probi proprietari di cani – facendo proprio il motto: “chi più ha, più deve…” – di portarsi appresso, oltre al guinzaglio, alla museruola, ai sacchettini, etc. anche un enorme termos pieno di fumante infuso alla camomilla e valeriana da offrire un po’ in giro all’abbisogna… AUGURI!!!:-)

    8. la questione a mio avviso non è tanto porla nel termine cane vs. bambino. Ma piuttosto nel capire che la libertà di ognuno di noi di avere un cane che passeggia con noi sporcando o un bambino che scorrazza correndo e urlando, finisce laddove inizia la libertà del terzo, di non sorbirsi queste cose. E molto semplice, ma più difficile anche a chi ne ha consapevolezza, rispettare questo principio di civile convivenza.

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