Manifatturiero, brusca flessione della produzione industriale in ottobre

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La produzione industriale manifatturiera bresciana ha subito nel mese di ottobre una brusca contrazione, dopo il recupero sperimentato nel mese precedente. La nostra economia sconta quindi il mutato scenario globale sui cui pesano, fra l’altro, la revisione al ribasso delle prospettive di crescita e l’acuirsi delle problematiche relative alla sostenibilità del nostro debito pubblico.

Nel dettaglio, l’attività produttiva è aumentata per 13 imprese su 100, con un saldo negativo del 21% fra imprese che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione. L’andamento per classi dimensionali denota un generalizzato decremento della produzione, con l’esclusione degli operatori medio-grandi e grandi, i quali si caratterizzano per il sostanziale mantenimento dei livelli di attività realizzati nel mese precedente.

L’utilizzo degli impianti riflette l’andamento dell’attività produttiva, con una quota del 40% delle imprese che dichiara di averlo diminuito. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso dal 45% delle aziende.

Complessivamente, le vendite sul mercato nazionale hanno subito una flessione per il 43% delle imprese, con un saldo negativo del 33% tra operatori che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE ed extra UE fanno rilevare un saldo negativo rispettivamente del 29% e del 21%.

Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze dalla maggioranza degli operatori. La manodopera è rimasta invariata per l’86% delle aziende, con un saldo negativo del 6% tra entrate e uscite di forza lavoro.

Le prospettive a breve termine sono molto pessimistiche: il saldo tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione è negativo (-35%). Le previsioni sull’utilizzo degli impianti risultano in flessione per il 34% delle imprese. La manodopera è prevista stabile dal 79% delle aziende, in aumento dal 2% e in diminuzione dal 19%.

Gli ordini dal mercato interno sono attesi in contrazione dal 43% delle aziende, con un saldo negativo del 35% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE e dai Paesi extra UE presentano, rispettivamente, saldi negativi del 13% e del 7%.

L’Indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

L’andamento per settore

● Abbigliamento

Le imprese del settore evidenziano un calo della produzione, dopo il recupero rilevato nel mese precedente. Le vendite risultano in notevole diminuzione, soprattutto sul mercato interno e sui mercati dei Paesi UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute elevate rispetto alle esigenze. Le prospettive a breve termine risultano leggermente positive per tutte le variabili considerate, ad eccezione della manodopera.

● Agroalimentare e caseario

L’attività produttiva del comparto è in diminuzione, dopo la breve ripresa segnalata nel mese di settembre. Le vendite sono praticamente stazionarie sul mercato interno, in calo sui mercati esteri UE ed extra UE. La forza lavoro risulta in leggero aumento. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono considerate adeguate. Le previsioni a breve sono fortemente negative per la produzione; negative per gli ordinativi esteri; leggermente positive per le altre variabili.

● Calzaturiero

La produzione del settore evidenzia un calo, dopo tre rilevazioni positive. Le vendite sono in forte diminuzione sul mercato interno e subiscono un calo meno accentuato sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute dagli operatori molto basse, le scorte di materie prime adeguate. A breve, la produzione e gli ordini dall’interno sono attesi in forte diminuzione. Le altre variabili sono previste stabili, ad eccezione degli ordini dai Paesi extra UE.

● Carta e stampa

L’attività del settore è in forte calo, riprendendo il trend negativo del secondo trimestre di quest’anno. Le vendite sono diminuite, soprattutto sul mercato interno. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze. Le prospettive a breve sono negative per la produzione, gli ordini nazionali e l’occupazione. Sono positive per gli ordini dai Paesi UE e stazionarie per gli ordini dai Paesi extra UE.

● Chimico, gomma e plastica

L’attività produttiva del settore è fortemente diminuita, dopo tre mesi consecutivi di recupero. Le vendite sono in sensibile calo, soprattutto in Italia. La manodopera è rimasta costante. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano elevate. A breve termine, la produzione è prevista in forte calo, così come tutte le altre variabili considerate. La manodopera è prevista stabile.

● Legno e mobili in legno

L’attività produttiva del settore registra un leggero aumento, dopo quelle segnalato nel mese di settembre. Le vendite sono in crescita sul mercato interno e verso i Paesi extra UE, stabili sul mercato comunitario. La manodopera è rimasta stabile. Le previsioni a breve sono negative per la produzione e gli ordini dall’interno, stabili per gli ordinativi esteri e l’occupazione.

● Maglie e calze

Le imprese del comparto dichiarano un recupero dell’attività produttiva, dopo il calo del mese di settembre. Le vendite sono diminuite sia in Italia che sui mercati esteri comunitari ed extracomunitari. Le giacenze di prodotti finiti sono considerate in eccesso, mentre le scorte di materie prime sono ritenute adeguate alle esigenze aziendali. Le previsioni a breve risultano negative per tutte le variabili considerate, soprattutto per la produzione.

● Materiali da costruzione ed estrattive

L’attività produttiva delle imprese del settore registra un forte calo, dopo la breve pausa positiva manifestata nel mese di settembre. Le vendite sono diminuite in Italia e sui mercati extra UE; sono aumentate sui mercati UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate. Le previsioni a breve sono per un’ulteriore flessione della produzione, degli ordini dall’interno e dell’occupazione. Gli ordini dai Paesi UE ed extra UE sono attesi stabili.

● Metallurgico e siderurgico

Il settore evidenzia una flessione dell’attività, dopo la ripresina di settembre, in linea con il trend negativo rilevato tra aprile e luglio. Le vendite sono in sensibile calo sul mercato interno, in calo sui mercati UE, in crescita sui mercati extra UE. Le giacenze di prodotti finiti sono elevate e le scorte di materie prime adeguate alle esigenze aziendali. Le previsioni a breve termine sono negative per tutte le variabili, ma in misura più accentuata per la produzione e gli ordinativi interni.

● Meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche

Le imprese del comparto segnalano un calo della produzione, dopo quattro mesi consecutivi di risultati favorevoli. Le vendite sono in diminuzione, soprattutto nei Paesi extra UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute in eccesso. Le prospettive a breve sono sfavorevoli per la produzione e l’occupazione, mentre sono positive per gli ordini dall’interno e dall’estero.

● Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

L’attività produttiva del settore mostra una flessione, la prima dall’inizio dell’anno. Le vendite sono in forte diminuzione, sia in Italia che all’estero. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono sostanzialmente adeguate alle esigenze aziendali. La forza lavoro è leggermente diminuita. Le previsioni a breve sono sensibilmente negative per tutte le variabili considerate. 

● Tessile

Il settore evidenzia un decremento della produzione, dopo due mesi positivi. Le vendite sono in diminuzione, soprattutto sul mercato interno. La manodopera risulta ridimensionata. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute in eccesso rispetto alle esigenze. Le prospettive a breve termine sono negative per tutte le variabili considerate, in modo particolare per gli ordinativi dall’Italia e dai Paesi extra UE.

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  1. Qui fra un po siamo tutti in mutande senza distinzioni di classe sociale.Ma napolitano e e suoi connazionali benpensanti si preoccupano che gli immigrati abbiano cittadinanza,diritto di voto,bonus vari e chissà cos’altro.Quando troveremo le banche chiuse e pensioni e stipendi smetteranno di arrivare ne vedremo delle brutte…

  2. senza napolitano saremmo già nel burrone, che resta cmq quì vicino. il governo pdl/lega non ci ha certo allontanato dal burrone, anzi fino alla fine ha negato che la crisi fosse così grave (ristoranti affollati, aerei pieni, oppure stronzate come la padani a etc). in un momento di così grave difficoltà dobbiamo stare uniti e capire che siamo nella stessa barca. e su questa barca ci sono anche i lavoratori stranieri e le loro famiglie.

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