La ricerca: imprenditori e istituzioni di Brescia credono nel Biomedicale

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Realizzare un ‘Cluster biomedicale’ lombardo, ovvero un aggregazione omogenea di soggetti operanti nel comparto biomedicale, o potenzialmente interessati e idonei a diversificare almeno parzialmente la propria attività verso tale comparto per fare rete, aumentando il livello tecnologico del substrato produttivo, ed esplorare un mercato internazionale in continua crescita facendo della Lombardia un esempio di eccellenza anche nell’industria biomedicale.

Di questo, dopo il saluto istituzionale del Prefetto di Brescia Narcisa Brassesco Pace, si è parlato durante il convegno dal titolo:‘Biomedicale: un’opportunità per il territorio’, tenutosi oggi presso il Centro Servizi Multisettoriale Tecnologico di Brescia (CSMT), dove sono stati presentati i risultati di un progetto sviluppato da un team di ricercatori delle Facoltà di Economia e di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia, coordinati da un Team di Progetto costituito da imprenditori e professionisti del settore biomedicale, guidato da Andrea Venturelli, con l’obiettivo di identificare sul territorio delleprovince di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona da un lato, le imprese effettivamente e/o potenzialmente corrispondenti al ‘Cluster biomedicale’ e, dall’altro lato, le imprese che sono in grado di offrire il proprio know‐how tecnologico e tecnico al Cluster stesso. Una ricerca di notevole valenza scientifica ed economica, cofinanziata da Unicredit spa, da soggetti privati e da partner istituzionali come la Provincia di Brescia, la Camera di Commercio, Apindustria e AIB.

“La Lombardia, partendo da province come Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, potrebbe diventare, passatemi il paragone, una moderna e tecnologica ‘Biomedical Valley’, un polo d’eccellenza in ambito biomedicale in grado di fare rete e competere al livello internazionale con i maggiori player del settore”, spiega AndreaVenturelli, membro del comitato di indirizzo del CSMT e leader del Team di Progetto.

“Siamo di fronte ad un’opportunità unica – continua Venturelli. Mettere in rete aziende già eccellenti nel loro ambito produttivo e valorizzarne il know how nel settore biomedicale, consentirebbe di aggregare forti competenze tecnologiche e fare sistema insieme al mondo della ricerca, entrando con forza in un settore ad alto potenziale di crescita con una ricaduta positiva sul territorio e sulla professionalità delle nostre imprese”.

Nel triennio 2004-2008, il settore biomedicale ha fatto registrare negli USA un tasso medio di crescita di +5%, in Giappone di +6% , in Europa di +6% e in Italia di +3% (fonte-assobiomedica). Il Mercato Europeo per dispositivi medici vale 63,6 miliardi di Euro. L’Italia è il terzo mercato europeo nel settore biomedicale, con un fatturato annuo stimato in 6,5 miliardi di euro. La Lombardia in questo scenario occupa un ruolo primario, con il 57% delle imprese, il 71% del fatturato ed il 50% degli addetti.

“E’ con vivo interesse che, insieme ai Consigli di Territorio di UniCredit, abbiamo deciso di effettuare una ricerca sul Settore Biomedicale allo scopo di dare un contributo conoscitivo alle numerose imprese lombarde che operano in questo ambito – affermaMonica Cellerino, Responsabile di Territorio per la Lombardia di UniCredit. Si tratta, infatti, di un settore con un alto potenziale e in continua evoluzione, che riteniamo possa dare un contributo importante alla crescita dei territori di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona. E’ anche l’occasione – conclude Monica Cellerino – per approfondire con le imprese del Settore, l’argomento dell’aggregazione e in particolare l’opportunità della ‘Rete d’Impresa’ che, proprio per il Biomedicale, potrebbe essere un modello organizzativo in grado di valorizzarne le potenzialità di crescita”.

Il Biomedical Cluster in Lombardia si localizza principalmente nelle provincie di Brescia e Bergamo, con una estensione alla zona dell’Est Milanese e alle province di Mantova e Cremona. Esistono filiere specializzate anche nella Brianza e nel Varesino. Obiettivo ambizioso è quello di allargare il nucleo iniziale fino a comprendere e rappresentare l’intero settore biomedicale lombardo, aggiungendo perciò una massa critica di dimensione (unità locali, addetti, volume di fatturato ed export) paragonabile a quella dei più importanti distretti biomedicali europei (Ginevra, Lyone Biopole, Baviera, Atlantictechnology corridor Ireland, Medtech Switzerland).

“I dati emersi dalla ricerca – conclude Venturelli – confermano l’ipotesi iniziale che il nostro territorio abbia tecnologie e competenze applicabili al settore Biomedicale. Ora sta alle aziende, al territorio, alle istituzioni, ai centri di ricerca, al mondo associazionistico scegliere se fare squadra per creare reali opportunità, oppure lasciare passare questo treno e rimanere a guardare, immobili, il mondo che corre verso il successo”.

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