Le bresciane sui tacchi bocciate alla prova della multisala

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di Lucia Marchesi – Parliamo di tacchi. Argomento frivolo questa settimana. Ma si avvicina il periodo di cenoni e serate eleganti, quindi urge qualche piccola riflessione. Da quello che si può osservare, sono proprio pochine le bresciane che si possano definire capaci di camminare con i tacchi. Anche perché, diciamocelo, non esistono più le mezze misure. O ti rassegni alle scarpe rasoterra, altrimenti ti tocca arrampicarti su trampoli che ti costringono a girare con la bombola d’ossigeno nella borsetta, per evitare che l’altitudine crei problemi.

Probabilmente la cosa è aggravata anche dalla giovane età di molte “portatrici di tacco”: le mamme di oggi sono più permissive e concedono la scarpa con il tacco a figlie di età in cui la mia generazione portava i sandalini con gli occhietti.

Sapete qual è il posto perfetto per osservare la capacità / incapacità di camminare sui tacchi? Il cinema. Proprio così. Perché, animate dal ragionamento “tanto devo stare seduta tutta la sera”, anche le più grandi fan delle scarpe da ginnastica tentano la sorte con i trampoli più vertiginosi. Peccato che, prima, la comoda poltrona bisogna in qualche modo raggiungerla…

Quindi, andiamo in una multisala cittadina, acquistiamo i biglietti e inganniamo l’attesa guardandoci un po’ intorno.

Eccole che arrivano. Fanno più baccano di una sfilata di militari a cavallo, ma, soprattutto, hanno un alquanto insolito modo di incedere. Probabilmente, al contrario di quanto pensano molti stilisti, la caviglia umana non è fatta per stare così tesa per molto tempo. Quindi, per rilassare un po’ le caviglie, che cosa succede? Che, di conseguenza, si piegano le ginocchia. E che la malcapitata assume la stessa postura di un tirannosaurus rex…

Poi ci sono quelle più fortunate, quelle che hanno il fidanzato a cui aggrapparsi. Camminano appese come koala al braccio del loro lui, che di solito, solo con il breve percorso dall’auto all’ingresso, ha già una mano blu.

Altro dettaglio irrinunciabile? Mi raccomando, assolutamente senza calze. L’inverno della pianura padana in fondo permette tranquillamente di indossare eleganti scarpe con il plateau senza calze. Meglio se con la finestrella da cui spunta il ditone. Che già sarà viola per lo sforzo di reggere tutto il peso del corpo, figurati con questa bella temperaturina.

Quindi ragazze, soprattutto voi giovincelle, prima di atteggiarvi con accessori da donna adulta, assicuratevi di essere in grado di gestirli. Altrimenti, un bel paio di ballerine vi rendono molto più carine e, soprattutto, preservano la vostra dignità. Molte di voi prendono in giro gli adulti che fanno di tutto per sembrare dei ragazzini: in fondo, voi fate la stessa cosa, solo al contrario. Datemi retta, a ognuno la sua età.

E, tanto per precisare, per chi se lo stesse chiedendo, alla veneranda età di 28 anni, io porto solo le “pianelle”.

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