Decreto salva Italia, anche l’agricoltura chiede correzioni

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 “Il comparto agricolo è senz’altro pronto a dare il suo contributo per il risanamento dei conti pubblici, ma non possiamo fare a meno di sottolineare che l’agricoltura sia l’unico settore produttivo che viene totalmente escluso dalle norme del decreto “salva Italia” utili a favorire lo sviluppo” – così il vicepresidente di Confagricoltura Lombardia Renato Giavazzi ha commentato il provvedimento assunto dal Governo Monti ed attualmente in fase di approvazione da parte del Parlamento.

“Questa situazione è evidentemente punitiva per le aziende agricole, anche alla luce del fatto che le norme relative all’IMU, la rivalutazione dei redditi catastali e la nuova tassazione dei fabbricati rurali comporteranno necessariamente un forte aggravio dell’imposizione fiscale a carico di strutture produttive che, per loro stessa natura, sono caratterizzate da un patrimonio immobiliare di una certa consistenza” ha poi proseguito Renato Giavazzi.

“Le simulazioni effettuate dai nostri Uffici dimostrano che anche per aziende di medie dimensioni gli importi dovuti al fisco potranno crescere di svariate migliaia di euro, con incrementi percentuali rispetto alla situazione attuale che potranno raggiungere in certi casi addirittura il 400 %”.

“È evidente – ha quindi concluso il vicepresidente di Confagricoltura Lombardia – che questa situazione determinerebbe una ricaduta pesantissima sui bilanci di queste aziende, mettendo a serio rischio la sopravvivenza di molte di esse. Per questo riteniamo doveroso che il Governo Monti provveda a rettificare le norme in oggetto, introducendo delle opportune modifiche che tengano in adeguata considerazione le specifiche caratteristiche ed esigenze delle aziende che operano nel comparto agricolo”.

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