Legambiente contro Cattaneo: sconcertanti le sue dichiarazioni su Brebemi

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"La bonifica della BreBeMi in due settimane? ma in che mondo vive l’assessore Cattaneo? chi vuole ingannare, le banche o i cittadini lombardi?". Legambiente è sconcertata di fronte alle dichiarazioni dell’assessore regionale Cattaneo, che ieri ha annunciato che i tempi di realizzazione dell’autostrada dei veleni non verranno condizionati dalla necessità di verificare l’inquinamento dei materiali impiegati per il riempimento dei terrapieni autostradali e di procedere alla successiva bonifica.nDi fatto non è ancora stato predisposto il piano di caratterizzazione, da realizzare con complesse analisi sui materiali di riempimento e sul terreno di fondo scavo, necessario per valutarne lo stato di inquinamento: al momento dunque neanche un indovino potrebbe sapere quanto sia rilevante l’inquinamento e quanto debba essere esteso il cantiere di bonifica.

"Ci chiediamo come possa Cattaneo disporre già di una previsione sulla durata dei lavori di bonifica – afferma Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – A meno che non abbia già deciso che l’inquinamento non esiste, che le mazzette non sono mai girate, che la Locatelli ha usato terriccio da giardinaggio al posto delle scorie d’acciaieria. Ma questo vogliamo che lo accerti la magistratura avvalendosi di periti competenti" .

Per l’associazione, dunque, senza alcun pudore,si è già messa in moto la macchina dell’insabbiamento di quello che potrebbe diventare uno dei più gravi casi di ecomafia made in Lombardia. "Vorremmo un po’ più di pudore da parte dei politici, anche se ci rendiamo conto che è difficile fare i conti con la realtà di una autostrada che fu approvata per un costo iniziale di 850 milioni di euro già lievitato oltre i 2400 milioni, mentre le banche che avrebbero dovuto coprire integralmente i costi non hanno ancora firmato nessun contratto di finanziamento – rileva Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – certo che è difficile andare a testa alta tra i cittadini in questa dura realtà, specialmente se si scopre che il sottobosco dell’opera è fatto anche di finanziamenti illegali, favori ad imprese amiche, corruzioni di organi di controllo, aggiramenti di gare pubbliche. L’autostrada è già fallita sotto il profilo della sostenibilità finanziaria, tanto vale prendersi tutte le responsabilità e i tempi necessari ad accertare e sanare una situazione di potenziale, gravissima pericolosità ambientale e sanitaria quale potrebbe verificarsi se il sottofondo autostradale cominciasse a rilasciare in falda sostanze tossiche".

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