Pian Camuno, estorce denaro al Parroco: serbo arrestato dai Carabinieri

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E’ accaduto a Pian Camuno, nella frazione Beata, ai danni del Parroco della chiesa della “Beata Vergine Maria”, Don Vittorio Brunello. Tutto è iniziato circa un anno fa quando il sacerdote aveva ricevuto nella sua parrocchia un uomo qualificatosi di origine Slava, del Kosovo, che, narrando vicende negative della propria vita, gli chiedeva un aiuto economico. Il parroco lo accontentò regalandogli 100 euro. Dopo un po’ di tempo lo sconosciuto si ripresentò con le stesse motivazioni ed il parroco diede ancora 100 euro. Il sedicente povero sparì dalla circolazione sino alla fine dello scorso novembre quando nuovamente tornava presso la citata parrocchia a chiedere di essere aiutato perché non aveva casa, la propria famiglia era stata sfrattata, non aveva denaro per sfamare i propri figli. Il parroco, memore degli aiuti già concessi, non consegnava nulla all’uomo che, dopo qualche giorno si ripresentò a chiedere un aiuto economico ricevendo un ulteriore diniego. Nei giorni seguenti, sino al 6 dicembre, il parroco riceveva svariate telefonate dallo straniero che, anche con una certa insistenza, chiedeva del denaro e, al categorico diniego, diceva al parroco che si sarebbe rivolto ai propri amici. Il giorno 8 dicembre Don Vittorio riceveva una telefonata da parte di uno sconosciuto, forse il Kosovaro che tentava di camuffare la propria voce o altra persona, che decisamente imponeva al sacerdote di consegnare il denaro a che si era rivolto a lui e, dopo il rigetto della richiesta, rafforzava la pretesa economica con una chiara minaccia: “Ti faccio passare i guai – ti sparo”. Ciò intimoriva il religioso che il giorno seguente si recava presso la Stazione dei Carabinieri di Artogne narrando quanto gli era accaduto. Per due giorni il parroco non riceveva alcuna telefonata anomala sino al 13 dicembre quando, un anonimo interlocutore lo informava di preparare la somma di 3000 euro e che l’avrebbe ritirata giovedì mattina (15 dicembre 2011). Infatti, verso le ore 10,00 di giovedì, Don Vittorio riceveva in canonica l’individuo che in passato aveva aiutato, il Kosovaro, il quale, appunto, gli chiedeva se avesse preparato il denaro. Dopo un attimo di tensione, Don Vittorio consegnava una busta con all’interno 500 euro dicendo che più di tanto non poteva consegnare e non vi era altra possibilità di raccogliere la somma richiesta. Lo straniero, una volta ritirato il denaro, avvisava il parroco che sarebbe ripassato dopo qualche giorno a prendere la differenza ed usciva dal portone dirigendosi verso l’antistante piazza. Qui veniva bloccato dai Carabinieri della Stazione di Artogne e del Nucleo Operativo della Compagnia di Breno che lo identificavano in UKA DZEMAIJL, classe 1971, cittadino Serbo (e non Kosovaro), in Italia senza fissa dimora. Il denaro veniva recuperato e restituito al parroco, mentre l’arrestato veniva associato alla Casa Circondariale di Brescia con l’accusa di estorsione. Dai primi accertamenti eseguiti, in base ad alcuni numeri telefonici in possesso del predetto, è emerso che lo stesso, negli ultimi tempi, aveva contattato diversi parroci della provincia, anche presentandosi personalmente da loro con le stesse richieste di denaro, paventando uno stato di bisogno, inventando le scuse prima dette. Taluni parroci, come fatto da Dan Vittorio all’inizio del contatto con il predetto Uka, hanno anche elargito del denaro credendo di aiutare una persona bisognosa. Altri parroci, invece, pur avendo ricevuto le richieste, a volte ripetute telefonicamente sino all’ossessione, ma senza minacce o simili espressioni, non hanno regalato nulla. In tale direzione sono in corso ulteriori accertamenti coinvolgendo i Comandi dell’Arma della provincia, nella considerazione di possibili altri comportamenti illeciti commessi dal predetto straniero che, anche se non gravi come il reato di estorsione, potrebbero configurare quello di truffa.

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  1. eccoli i razzisti che strumentalizzano ogni notizia di cronaca. loro che sono la feccia dell’umanità. danno addosso allo straniero e sono loro l’inciviltà assoluta: a torino hanno incendiato le abitazioni dei rom, a firenze ucciso due stranieri innocenti. maledetti dovete affogare nello stesso odio che diffondere. tolleranza zero contro i razzisti.

  2. questa è proprio bella. i razzisti si sentono insultati da chi li vuole ai margini della società. voi che volete emarginare i diversi, quando vi si emargina invocate la tolleranza e l’autorità perché vi protegga? dovete sparire, stare zitti e vergognarvi di voi stessi. gli uomini sono tutti uguali. bisogna trattarvi come voi trattate "i diversi".

  3. ahahah sempre lui:il sinistro del "dovete sparire"….ma a chi credi di far paura?Fammi un piacere,emigra in africa con i tuoi amichetti che ami tanto!

  4. dovete sapere che la gente è stanca di voi, dei vostri crimini, del vostro odio, della vostra stupidità. non avrete pace in nessun luogo, in nessun condomino, in nessun paese. tolleranza zero. è giunto il momento di non tollerare nulla della vostra prepotenza, della vostra violenza, dei vostri pregiudizi e frasi fatte, sempre uguali. maledetti, dovete sparire! gli uomini sono tutti uguali e chi lo nega deve essere lui il diverso da emarginare.

  5. Ma perchè non te li tieni a casa tua e gli dai una bella paga ma con i tuoi soldi? O fai il buono ed esprimi solidarietà solo a parole? Forza ti osserveremo con attenzione. Ma fino a quel momento non cercare di sembrare quello che non sei!

  6. il razzista deve solo vergognarsi. non c’è nulla da discutere con chi non riconosce che gli uomini sono tutti uguali. lotta senza quartiere e tolleranza zero contro il razzismo. siete voi i diversi da emarginare. fuori dai bai !!!

  7. UKA DZEMAIJL non è un nome e cognome serbo, semmai bosniaco musulmano. Forse aveva il passaporto serbo come tanti albanesi, ma certamente non è un serbo. Faccio la precisazione solo perché chi ha scritto l’articolo ha tenuto a precisare che si trattava di un serbo e non di un kosovaro.

  8. Tano hai fatto benissimo a precisare perche’ chi scrive gli articoli o la sinistra ( tanto e’ uguale ) non capisce una mazza dell’Europa dei popoli

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