Brebemi, 1000 lavoratori a casa. La Cisl: “Difendiamo la legalità, ma riapriamo i cantieri”

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“Occore difendere la legalità, ma non a spese dei lavoratori: sono oltre 1000 i posti a rischio, tra aziende appaltatrici e subappaltatori, a causa del blocco dei cantieri della BreBeMi”. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, che in una lettera aperta inviata questa mattina, insieme al segretario del sindacato delle costuzioni, al presidente Formigoni chiede alla Regione di intervenire convocando urgentemente un incontro per ribadire la necessità di proseguire al più presto l’opera, garantendo da subito i lavoratori coinvolti. “La Cisl e la Filca Lombardia sostengono senza esitazione l’azione della magistratura volta a colpire le azioni illegali svolte da singole aziende appaltatrici – scrive Petteni – e chiedono che si intervenga per individuare e rimuovere la presenza di materiale inquinante, ma ritengono altresì indispensabile che tutte queste azioni siano svolte senza bloccare interamente i cantieri aperti”. “Il blocco dei cantieri BreBeMi – spiega – può infatti mettere in difficoltà l’intero percorso strategico di infrastrutturazione verso Expo2015, per esempio rimandando l’inizio dei lavori di Tangenziale Esterna Milanese, un’opera correlata finanziata anche da capitali privati, in modo particolare dalle banche, che rischiano la fuga”.

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  1. La CiSL deve andare a scuola prima …. se vuole rappresentare seriamente i lavoratori,
    prima di fare certe affermazioni.
    Mi domando come mai arriva solo adesso ?
    Esattante due anni prima…a una parte dei cittadini che vivevavo nell’aria della BREBEMI,
    gli sono stati tolti obbligariamente delle terre, che facevano reddito! Ho assistito a scene di Famiglie che gridava i loro posti di lavoro per vivere con la propia economia , e, non stavano in cassa integrazione! Anche quelli sono posti lavoro!
    Un sindacato, dovrebbe rappresentare, e, difendere i lavoratori prima,
    Ora sedersi a un tavolo li trovo ridicoli.
    Di cosa discutono?ma ann fatto due conti della perdita per la mancanza di produzione di prodotti della quella terra, 200 agricoltori avevano un reddito, portavano soldi nelle casse dello stato, non chiedevano cassa integrazione!!
    I aziende rasate a suolo, ,perche’ li DOVEVA passare la BREBEMI ,
    cosa hanno dovuto spendere per ricominciare,il trasferimento cosa è costato all’imprenditore con i lavoratori a carico !e, ripartire magari con meno personale e meno reddito.
    Il sindacato crede……ad imprenditori politizzati che dicono >ne devi andare perche’ io, qui passo con una strada ! Gli agricoltori e piccoli imprenditori non volevano Soldi volevano che gli fosse riconosciuto il lavoro che da tanti svolgevano!
    Volevano Salvare le propie tradizioni, la propia produzione agricola ,la produzione artigianale, le propie cascine i loro pochi capannoni costruiti con grandi sacrifici!!
    Perche un sindacato non c’era allora!!

    62 Km di strada della BREBEMI hanno portato una devastazione del territorio,
    > mancata produzione economica dell’agricoltura,
    > indebitamento della economia industriale lombarda,
    >peggiore qualita’ dell’aria,
    >traffico illecito di rifiuti, ecc….
    Credo, Un sindacato deve trovare coraggio di essere a fianco alla magistratura,troppo comoda reclamare la cassa integrazione di quei poveri operai , presi in giro dalla politica del malaffare della regione Lombardia. Mi rattrista vedere un sindacato che crede alle balle degli imprenditore politicizzati e corrotti! lo sviluppo industriale della BREBEMI è solo un’illusione su carta,
    Dobbiamo costruire un futuro meno corrotto!
    Lo sviluppo vero, è, e, deve essere complementare “Economico ambientale.” in tempi di crisi il sindacato doveva difendere i posti di lavoro prima! La magistratura va aiutata non criticata!!

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