Edison, c’è l’accordo. Edipower agli italiani

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Nella tarda serata di ieri, A2A, EDF, Delmi e Edison hanno raggiunto un’intesa preliminare per il riassetto societario di Edison e di Edipower. Nel dettaglio, Edf paghera’ 700 milioni, ossia 0,84 euro ad azione, per rafforzare la sua partecipazione dal 50 all’80,7%, una mossa che permettera’ a Edf di rivitalizzare il gruppo e di usare tale accordo come base per sviluppare le proprie attivita’ nel campo del gas. Secondo l’accordo, Edf non non potra’ chiedere piu’ di 0,84 euro ad azione per rilevare altre quote. In pratica, se venisse lanciata l’Opa il prezzo non potrebbe salire.

L’italiana Delmi, holding di Edison, comprera’ invece il 70% di azioni in Edipower per un totale di circa 800 milioni.
Di conseguenza, il restante 30% verra’ diviso tra le utilities A2A (con il 20%) e Iren (10%). 

Saranno, inoltre, stipulati contratti per la fornitura di gas da Edison a Edipower a condizioni di mercato, per la copertura del 50 % del fabbisogno di Edipower per i prossimi 6 anni.

L’intesa è subordinata all’approvazione da parte degli organi societari di A2A, EDF, Delmi e Edison entro il 31 Gennaio 2012 e sarà efficace dall’ultima delle approvazioni. I contratti definitivi dovranno essere sottoscritti entro il 15 Febbraio 2012. Il Closing dovrà avvenire entro e non oltre il 30 Giugno 2012. L’intera operazione è subordinata alla conferma da parte di Consob che il prezzo dell’offerta pubblica di acquisto obbligatoria, conseguente all’acquisizione del controllo di Edison da parte di EDF, non sia superiore ad Euro 0,84 per azione, nonché all’approvazione da parte delle competenti autorità Antitrust.

Questa operazione rappresenta lo snodo di un percorso iniziato nel 2005 con l’acquisizione congiunta del gruppo Edison da parte di A2A (e degli altri soci di Delmi) e di EDF. Da tali accordi nasceranno due importanti poli energetici in Italia che, grazie alla stabilizzazione organizzativa e al rilancio delle attività, contribuiranno alla ripresa dello sviluppo economico del Paese, generando valore su tutto il territorio e offrendo nuovo impulso al tessuto produttivo italiano.

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UN COMMENTO

  1. Quindi tutta la partita di giro costerà ai soci "italiani" 100 M€?Oltre a mesi e mesi di trattative ci sarebbero da valutare le basse valutazioni in borsa nello stesso periodo con scambi di pacchetti azionari a basso costo.
    Quanto sono stati pagati gli advisor?
    Quanti costa tutto ciò?Chi ci guadagna?Chi ci perde?
    Non sono un fine economista: pongo solo domande banali…magari ci siano risposte non banali!

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