Cisl, 30mila lavoratori in cassa integrazione. “Persi” 120 milioni di reddito

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Trentamila lavoratori in cassa integrazione e 120 milioni di reddito “persi” in questi anni di crisi. Fanno paura i numero snocciolati dal segretario della Cisl di Brescia nella conferenza di fine anno. Un’occasione importante per il sindacato di via Altipiano d’Asiago per una lettura della situazione alla luce dei dati e delle informazioni che arrivano all’organizzazione dalle sua articolazione categoriale, dai suoi delegati nei luoghi di lavoro e della rete di operatori che attraverso sedi e recapiti decentrate incontrano ogni giorno centinaia di persone.

CASSA INTEGRAZIONE E DIMINUZIONE DEL REDDITO

L’utilizzo della cassa integrazione nel 2011, pur in flessione sul 2010, è ancora altissimo. Si possono stimare in oltre 30.000 i lavoratori bresciani che nel corso del 2011 hanno avuto periodi di cassa integrazione (chi a zero ore, chi con turnazioni meno pesanti sul piano del reddito). a perdita di reddito conseguente alla cassa integrazione è stimabile in 120 milioni di Euro, vale a dire circa 5000 Euro di reddito in meno per ogni lavoratore coinvolto.

 

LAVORATORI IN MOBILITA’
Se a fine 2010 contavamo nella nostra provincia circa 8900 lavoratori in mobilità (di cui 6800 senza sostegno al reddito), a metà del 2011 erano già 5000 (4000 dei quali senza alcun sostegno al reddito )
Al calo della cassa integrazione ordinaria (-40%) e della cassa in deroga (-45%) fa purtroppo da contrappeso la stabilizzazione della cassa integrazione straordinaria (-2.8%), un dato che conferma la crisi strutturale di diverse aziende, ulteriormente aggravato dal preoccupante calo della produzione industriale registrato nell’ultimo trimestre 2011.

LA DISOCCUPAZIONE A BRESCIA E PROVINCIA
Nel nostro territorio il tasso di disoccupazione è ormai oltre il 6% (livello mai raggiunto nella nostra provincia), con un 19% di disoccupazione giovanile, a conferma che questa crisi penalizza in maniera grave le aspettative dei giovani.

LA CRISI E LE FAMIGLIE
La durata di questa crisi ha costretto le famiglie ha fare ricorso ai risparmi per far fronte a problemi sempre maggiori. Le manovre economiche del Governo Berlusconi prima e del Governo Monti oggi hanno ulteriormente appesantito la condizione delle famiglie e peserà ancora di più nei prossimi anni. C’è un problema economico che si intreccia ad una insicurezza nelle prospettive che appesantisce ancor l’individuazione di percorsi che ci consentano di far fronte ad una situazione così eccezionale.
Le caratteristiche di questa crisi sono fin troppo note : finanziaria, inizialmente, che ha travolto poi il sistema produttivo che a sua volta stava, e sta facendo, i conti con una redistribuzione nel mondo dei luoghi della produzione e di conseguenza delle ricchezze che li si producono.
Ci sono problemi che vanno risolti a livello più globale, e qui l’Europa dovrebbe recuperare un ruolo più deciso, per difendere l’Euro e i Paesi alle prese con i debiti dei bilanci pubblici.
Ma non è sufficiente e, soprattutto, non è pensabile che i nostri problemi possano risolverceli gli altri. Debiti, produttività, investimenti, infrastrutture : sono solo alcuni temi sui quali il nostro Paese deve recuperare ritardi storici.

CHE COSA FARE? CHI DEVE FARE?
La realtà economica e produttiva bresciana è stata ed è pesantemente coinvolta nella crisi. Ma la Cisl è convinta che Brescia – e l’ultima conferma viene dai dati sulle esportazioni – sia il territorio con le maggiori possibilità di reagire.

FARE DI PIU’
Ma noi pensiamo, si debbano, si possano creare le condizioni di fare di più.
Il protagonismo che ognuno dei soggetti economici e sociali è oggi è in grado singolarmente di giocare deve diventare un protagonismo collettivo di enti, istituzioni e associazioni .

Bisogna passare dalla fase dove ognuno dice all’altro cosa deve fare, alla fase dove ognuno mette a disposizione le proprie energie per perseguire il bene comune. In sostanza c’è bisogno che ognuno si assuma nei confronti della collettività quella responsabilità che troppo spesso si chiede agli altri prima di esercitarla in proprio.

PERCORSI E STRUMENTI
La priorità è la tutela dei soggetti più esposti alla crisi, e ciò può avvenire solo attraverso gli ammortizzatori sociali.
E’ importante che anche per il 2012 siano stati prorogati i finanziamenti della cassa in deroga per i lavoratori delle piccole aziende che non hanno strumenti ordinari di tutela: senza questi interventi molti sarebbero stati i lavoratori licenziati e a decine le aziende costrette alla chiusura.

E’ però necessario che questi ammortizzatori, come del resto anche quelli ordinari, diventino, la dove non ci sono alternative, una forma strutturata di accompagnamento a nuovi posti di lavoro, integrando al sostegno economico i necessari percorsi di formazione e di riqualificazione professionale.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’
La Cisl ritiene che i Contratti di solidarietà siano lo strumento più efficace per distribuire il lavoro che c’è senza escludere totalmente i lavoratori dai cicli produttivi. La speranza è che venga ampliato il loro utilizzo anche nelle piccole aziende.

RELAZIONI INDUSTRIALI
Nel giugno del 2011 è stato raggiunto un importante accordo fra Cgil Cisl Uil nazionali e Confindustria che delinea un nuovo sistema di contrattazione che assegna al livello di luogo di lavoro (territorio-azienda) più potere contrattuale: questo modello va praticato anche a Brescia con rinnovate intese fra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni delle imprese. E’ a livello territoriale che il sindacato può più incisivamente agire sulle e con le aziende ad investire per garantire occupazione e un più elevato reddito ai lavoratori. Il percorso avviato nei mesi scorsi con l’Aib va ripreso e completato rapidamente.

LA SFIDA DEL LAVORO PUBBLICO
La necessità di interventi rigorosi a salvaguardia dei conti pubblici non può tradursi in una indiscriminata operazione tesa a colpire i lavoratori pubblici dipendenti che già con i blocchi dei contratti nazionali di lavoro e del turn over hanno visto peggiorare in questi anni le loro condizioni lavorative. Non a caso il sindacato della Funzione Pubblica della Cisl ha iniziato una campagna in ogni luogo di lavoro – chiamando a confronto su questo terreno Sindaci e pubblici amministratori – per individuare e ridurre gli sprechi finalizzando questa azione a rendere più efficienti i servizi con la collaborazione dei dipendenti stessi.

L’IMPORTANZA DELLA CONTRATTAZIONE SOCIALE
Il confronto con le amministrazioni locali sui temi sociali ha avuto in questi anni un grande contributo da parte del sindacato dei Pensionati. E’ un’azione che continua e che la Cisl intende rafforzare, evitando che i Comuni trasferiscono sulle prestazioni sociali i tagli che le manovre nazionali hanno effettuato: oggi vanno individuate le priorità anche da parte dei Comuni e per noi sono quelle del sostegno alle situazioni più disagiate (pensionati, giovani famiglie in difficoltà, italiane o straniere che siano).

IL SISTEMA DI PROTEZIONE SOCIALE
La Cisl è impegnata affinché lo Stato mantenga al più alto livello praticabile le prestazioni sociali oggi a suo carico, il venir meno di risorse disponibili non può tradursi in un abbandono del cittadino rispetto alle necessità prioritarie perseguendo a tutti i livelli (dai contratti di lavoro nazionali e aziendali fino alla contrattazione territoriale) una tutela collettiva per le famiglie e i lavoratori.

UNA CRISI CHE HA BISOGNO ANCHE DI UNA RISPOSTA DI SENSO
Nessun economista oggi è in grado di prevedere quando e come usciremo da questa crisi e per qualche studioso la realtà che oggi stiamo vivendo sarà per molti anni la nostra nuova normalità.
Di certo c’è che la nostra società deve ritrovare anche un nuovo senso dello stare insieme, avere una visione di prospettiva comune, che magari ridisegnerà, per scelta o per costrizione, nuovi modelli e stili di vita.
Il sindacato non è soggetto estraneo a questi processi. Per questo rivendichiamo equità e giustizia nelle scelte che il Paese opera. Non basta evocare la coesione sociale, bisogna operare concretamente per evitare che le contrapposizioni e i conflitti prevalgano sul dialogo e confronto, perché nelle difficoltà in cui ci troviamo è ancora più necessario valorizzare la rappresentanza sociale e il ruolo dei corpi sociali intermedi.

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