Marcia della Pace a Brescia, il Papa saluta e ringrazia i partecipanti

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Brescia ha ospitato ieri la tradizionale marcia della Pace organizzata per la fine dell’anno dalla Caritas italiana e da Pax Christi con la collaborazione della Conferenza episcopale italiana. Preghiere, momenti di silenzio e riflessioni hanno scandito il percorso, culminato a mezzanotte con la Messa nella chiesa dei Santi Nazàro e Celso. Un’occasione per riflettere sul tema scelto dal Papa per la 45esima Giornata della Pace.

E stamane Il Pontefice ha salutato e ringraziato quanti danno vita a iniziative a sostegno della Giornata mondiale della pace, e alle circa 650 ”Marcia della pace” che si svolgono in questi giorni in tutto il mondo, promosse dalla Comunita’ di Sant’Egidio.
”Esprimo – ha detto dopo l’Angelus recitato davanti ad alcune decine di migliaia di persone – il mio apprezzamento per le numerose iniziative di preghiera per la pace e di riflessione sul tema che ho proposto nel Messaggio per l’odierna Giornata Mondiale. Ricordo in particolare la Marcia di livello nazionale che si è svolta ieri sera a Brescia, come pure quella promossa stamani a Roma e in altre citta’ del mondo dalla Comunità di Sant’Egidio. Saluto inoltre – ha concluso Benedetto XVI – i giovani dell’Opera Don Orione e le famiglie del Movimento dell’Amore Familiare, che stanotte hanno vegliato in preghiera in Piazza San Pietro”.

La scelta di Brescia è stata spiegata dal presidente di Pax Christi Italia, il vescovo di Pavia Giovanni Giudici, a Radio Vaticana. "E’ stata voluta proprio qui, a Brescia – ha spiegato Giudici –  perché è un territorio – questo dell’industrialità lombarda – nel quale c’è questo tema della produzione delle armi, e naturalmente fare passi verso la pace vuol dire anche prendere coscienza che c’è un problema nella produzione e soprattutto nel commercio delle armi, perché coinvolge problemi economici, molto gravi, e apre temi di giustizia perché in genere queste armi vengono vendute a Paesi che, per aumentare i propri armamenti, tengono in situazione di difficoltà le popolazioni. E quindi, in questo senso è un tentativo di tener vivo questo tema di “passi verso la pace”.

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  1. Meglio essere realisti: essere pronti alla difesa senza aggredire nessuno.
    E’ chi aggredisce che ha torto.E permettetimi di dirlo: mai affidardi ai "professionisti"..prendete ad esempio la Svizzera.

  2. forse qualcuna meno dai , comunque 1400 considerato che arrivavano da tutta la penisola mi pare un gran bel fallimento , anche se per il Giornale nostrano ( ovviamente ) erano alcune migliaia .

  3. Le immagini ci sono: effettivamente non era una folla oceanica.
    E poi ho riconosciuto almeno uno che è un cacciatore: non vuol dire niente per carità,mica va in giro ad ammazzare qualcuno e poi finito lui in famiglia non proseguirà più nessuno!

  4. vabbe’ 1200 o 1400 poco cambia ma i 2 quotidiani bresciani specialmente il Giornale di Brescia ne ha parlato come se fosse stata un invasione tipo sovietici a Budapest , aho’ mi e’ sembrato di tornare ai tempi della Pravda o del fascio

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